Camorra, il prefetto in commissione antimafia: non è vero che i clan storici ​hanno fatto passi indietro, ora speculano sul Covid

Giovedì 24 Settembre 2020

«Non è vero che le famiglie storiche della camorra hanno fatto un passo indietro e che questo abbia determinato una guerra per bande sul territorio». Lo ha detto il prefetto di Napoli, Marco Valentini, in audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia. «Gli atti particolarmente violenti che si ripetono con frequenza nell' area metropolitana di Napoli - ha detto il prefetto Valentini - da una sovrapposizione organizzata di livelli criminali che vede a Napoli attivi i clan storici dei Mazzarella, dei Liccardo e dei Contini ed in provincia da clan come i Mallardo, i Moccia, ed altri ancora».

«La mera gestione di piazze di spaccio viene affidata a piccole organizzazioni criminali, ma sempre subalterne ai clan storici.» Questi ultimi continuano a gestire direttamente attività tradizionali come i giochi, la ristorazione, il settore turistico-alberghiero ed i rifiuti, mentre clan minori, ma sempre collegati a quelli storici possono gestire lo spaccio di droga, il racket, l' usura. Nell' area metropolitana di Napoli - ha detto ancora il prefetto - operano dei clan autonomi, ma si tratta sempre di una autonomia limitata e circoscritta ad ambiti concessi dai clan storici». 

«La pandemia da Covid-19 ha aperto nuovi fronti ai clan della camorra. Durante il lockdown si è intensificata l' attività del welfare criminale, con il sostegno alle persone meno abbienti per rafforzare il consenso attorno alla attività dei clan -  ha aggiunto - la criminallità organizzata ha aggiunto l' attenzione agli aiuti erogati dallo Stato alle imprese del turismo e della ristorazione. Da sempre i clan hanno puntato alla gestione degli aiuti pubblici e mi associo agli autorevoli allarmi già lanciati su questo tema». 

«La relazione seguita all' accesso fatto alla ASL NA1 è alla valutazione del ministro degli
Interni».. Così il prefetto di Napoli Marco Valentini , che ha risposto ad una domanda del deputato di Fratelli d' Italia Wanda Ferro durante l' audizione alla Commissione parlamentare
antimafia. Il deputato di Fdi ha chiesto come mai non siano stati adottati provvedimenti nei confronti del direttore generale della Asl NA1, Ciro Verdoliva, indagato e come mai non si sia ritenuto di ascoltare in Commissione il procuratore di Napoli , Giovanni Melillo in relazione alla situazione all' Azienda sanitaria, che ha definito «punto di riferimento per loschi affari». 

 

Ultimo aggiornamento: 25 Settembre, 07:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA