Vaccini Covid, open day per future mamme a Napoli: «Noi incinte e vaccinate, ora basta correre rischi»

Venerdì 17 Settembre 2021 di Melina Chiapparino
Vaccini Covid, open day per future mamme a Napoli: «Noi incinte e vaccinate, ora basta correre rischi»

Hanno atteso il proprio turno raccontando le loro storie e scambiandosi consigli, come fossero amiche da sempre. Per le future mamme, protagoniste ieri a Napoli del primo “Open day” vaccinale dedicato solo a loro, l’atmosfera accogliente del mini hub è stata di grande aiuto per vincere l’ansia della puntura. Il bilancio della prima giornata vaccinale “a porte aperte” organizzata dall’azienda ospedaliera universitaria “Luigi Vanvitelli”, nel complesso di Santa Patrizia in via Armanni, si è rivelato decisamente positivo. «Sono state vaccinate 45 donne incinte, di cui circa il 50% alla prima gravidanza e, rispetto al totale, più del 90% aveva superato il primo trimestre di gestazione» spiega Nicola Colacurci, ordinario di Ginecologia alla Seconda Università e presidente dell’Associazione ginecologi universitari italiani, nonché ispiratore dell’iniziativa che proseguirà con gli altri Open day, ogni giovedì dalle 9 alle 12.30.

«Mi sono vaccinata perché non voglio rischiare che la mia futura bimba possa contagiarsi, la pandemia sta andando avanti con questa variante ancora molto aggressiva» ha spiegato Daiana Graziano, 35enne napoletana giunta quasi alla 34esima settimana di gestazione che, ieri, è scoppiata in un pianto liberatorio appena dopo la puntura. «Ho scaricato tutta la tensione accumulata - ha detto sollevata - il vaccino, per me, è stata una liberazione dalla paura, soprattutto perché il mio primo figlio frequenta la seconda elementare e temo molto la diffusione del virus a scuola». La «necessità di sentirsi al sicuro, non per se stesse ma per la nuova vita in arrivo», come ha sottolineato Ilenia Di Paola, 35enne originaria di San Vittore del Lazio, è stata la motivazione condivisa da tutte le gestanti. 

«Ultimamente è aumentato il numero di donne incinte che hanno contratto il Covid anche con conseguenze critiche e ricoveri in terapia intensiva. La paura, che possa capitarmi, mi ha spronato a vaccinarmi» ha confessato Valeria Ummarino, 29enne napoletana che ha precisato come «all’inizio della pandemia, non era consigliata la somministrazione del farmaco anti Covid alle donne gravide». «Quando sono rimasta incinta, stava cominciando la campagna vaccinale per i fragili e nessun medico mi aveva proposto il vaccino - ha ricordato Teresa Dolce, 22enne di Napoli – adesso, ci sono evidenze scientifiche che hanno dimostrato come il vaccino mRna non possa interferire col feto ed il prosieguo della gravidanza, per questo mi fa più paura il Covid che un farmaco». 

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«I dubbi e le paure ci sono sempre, in particolare quando si tratta di un vaccino nuovo come questo - aggiungono Daiana e Ilenia - ma l’essere seguite da equipe di esperti che informano e ci assicurano controlli anche dopo la puntura, ci ha rassicurate». Ed è proprio la presa in carico di tutto il percorso post vaccinale che ha convinto tante donne in dolce attesa ad aderire all’Open day. «Prima di entrare in uno dei tre box allestiti nell’hub, ogni donna viene assistita dagli esperti ginecologi per un colloquio e la successiva fase dell’anamnesi, dopo le quali si effettua l’ecografia e si registra il battito cardiaco di madre e bimbo» ha precisato il professore Colacurci. «Una volta iniettato il farmaco anti Covid (Pfizer), ogni donna attende 30 minuti e prima di andare via viene nuovamente sottoposta a un controllo ecografico. Infine, chiediamo alle vaccinate di continuare a farsi seguire con colloqui telefonici fino alla nascita del bambino», conclude Colacurci. 

Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 09:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA