Neonazisti, trame e armi: da Napoli mercenari come istruttori

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Giuseppe Crimaldi, Leandro Del Gaudio
Neonazisti, trame e armi: da Napoli mercenari come istruttori

Negazionisti dell'Olocausto, teorici del suprematismo nazionale e no vax per convenienza. Eccoli i protagonisti di un'inchiesta della Procura di Napoli che conta 26 indagati ai quali si contesta il reato di associazione sovversiva di matrice neonazista e suprematista. Ieri mattina in nove città - Napoli, Caserta, Avellino, Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara - sono entrati in azione gli agenti della Digos (agli ordini del primo dirigente Antonio Bocelli) che hanno effettuato perquisizioni, aggiungendo nuovi tasselli investigativi utili a ricostruire metodologia e finalità perseguite dagli iscritti ad un gruppo chiamato Ordine di Hagal, presente sul web con un proprio sito, un canale Youtube, una pagina Facebook e un canale Instagram denominato Protocollo 4. All'indagine ha collaborato anche la Polizia Postale.


IL BLITZ
Inquietanti i risvolti dell'indagine coordinata dai pm antiterrorismo di Napoli. Tra croci runiche, libri di ispirazione nazista e strategie per penetrare nella galassia dei No Vax con il chiaro scopo di fidelizzare nuovi adepti, i componenti del gruppo avevano anche contatti costanti con gruppi paramilitari ultranazionalisti ucraini. Ad insegnare ai militanti come condurre un attacco, come usare le armi e come affrontare un combattimento corpo a corpo erano mercenari appartenenti a gruppi di paramilitari ucraini, alcuni addirittura protagonisti in guerre civili, come le formazioni ultranazionalista apertamente neonaziste Battaglione Azov, Misanthropic Division, Pravi Sector e Centuria.
Il gruppo obbediva agli 88 precetti richiamati dalle follie del suprematista bianco statunitense David Lane - fondatore del gruppo terroristico The Order e condannato in America a 190 anni di carcere - tra i quali spicca quello per il quale la verità non teme l'indagine. L'associazione neonazista aveva base operativa nelle province di Caserta, Napoli e Benevento: e avrebbe svolto anche attività di addestramento paramilitare in alcuni campi tra il Napoletano e il Casertano, avvalendosi del supporto di ex combattenti ucraini. Ed è proprio questo forse l'aspetto più allarmante che emerge e che trova conferma nelle perquisizioni di ieri, firmate dai sostituti Antonello Ardituro, Claudio Onorati e dal procuratore Giovanni Melillo.

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L'arsenale consisteva in armi softair (normalmente utilizzate nei giochi di combattimento con palline di gomma) modificate per sparare proiettili veri. Il gruppo svolgeva lezioni in presenza e via social per estendere la propria rete di proseliti: precetti di chiara e forte matrice suprematista e negazionista della Shoah, densamente intrisi da una simbologia hitleriana. Pochi dubbi, insomma, sulla matrice eversiva.
 

IL PRECEDENTE
Le indagini ricostruiscono anche l'organigramma della presunta struttura eversiva - al cui interno ci sono anche quattro donne - alla cui testa vi sarebbero il 40enne Maurizio Ammendola di Maddaloni (Caserta) e il 46enne Michele Rinaldi di Montoro (Avellino). Digos e magistratura inquirente erano da mesi sulle tracce di ispiratori e componenti dell'Ordine di Hagal: a maggio i poliziotti avevano eseguito perquisizioni per neutralizzare presunti eventi critici dedotti dall'analisi di alcune intercettazioni dalle quali emergeva la disponibilità di armi e l'intenzione di programmare eclatanti azioni violente. Sui social Rinaldi utilizzava lo pseudonimo di Michael Lebowsky, con il quale firmava post carichi di odio verso gli ebrei. L'antisemtismo trasudava anche dalle conversazioni di Rinaldi e Ammendola, che a sua volta si firmava Italo Lariano.

LA PASIONARIA
Progetti eversivi, deliranti, che vedono indagata anche una donna di origini casertane, figlia di un anziano militante fascista. Ed ecco il contenuto di frasi e post pronunciate dagli indagati. «Un popolo che permetta ad altri non appartenenti alla propria razza di vivere al suo interno perirà per l'inevitabile integrazione razziale e per i matrimoni misti, «l'integrazione forzata è un deliberato e maligno genocidio per il popolo di razza bianca»; ed ancora: «L'Olocausto? È stata una truffa. Sei milioni ebrei? È solo il numero della Kabala ebraica, un raggiro straordinario per poter dominare la cultura e l'economia mondiale».

I vaneggiamenti sono proseguiti anche ieri. Michael Lebowsky ha pubblicato un post nel quale annuncia di voler denunciare Facebook e Instagram per violazione dei diritti di libera espressione e divulgazione, sanciti sia dalla Costituzione italiana che dalla Carta Universale sei Diritti dell'uomo.
 

Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 07:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA