Galleria Borbonica: nuove strumentazioni per la
mappatura del sottosuolo

Martedì 8 Marzo 2016 di Oscar De Simone
Galleria Borbonica: nuove strumentazioni per la mappatura del sottosuolo

La mappatura del sottosuolo attraverso la sperimentazione di tecnologie all’avanguardia per la prima volta a Napoli, attraverso una metodologia meno invasiva rispetto alle tecniche utilizzate nella pratica comune. Questa l’indagine in corso all’interno della Galleria Borbonica, dove efficienti strumentazioni – già usate in ambito vulcanologico come la radiografia muonica – stanno consentendo agli studiosi una  delicata ed esaustiva analisi del sottosuolo. L’indagine, meno invasiva delle tecniche in uso sino a questo momento, avviene nell’ambito della sperimentazione di uno dei progetti del Distretto «METROPOLIS- Metodologie e tecnologie integrate e sostenibili per l'adattamento e la sicurezza di sistemi urbani”, in collaborazione con il Distretto ad Alta tecnologia STRESS e la Sezione di Napoli dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e il coinvolgimento della società TECNO-IN spa. 
"Con questo progetto" commenta il ricercatore Giulio Sarracino, "speriamo di poter scoprire nuove cavità all'interno di questo complesso sistema di gallerie".

Nella Galleria Borbonica, rileva una nota dei promotori, «è stata infatti installata la radiografia muonica, una tecnica di diagnosi da applicare alle prospezioni geofisiche: uno strumento che misura la direzione di un muone, particella elementare, con carica elettrica pari a quella di un elettrone». L'attività avviene in collaborazione tra il Distretto ad Alta tecnologia Stress, la Sezione di Napoli dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), il coinvolgimento della società Tecno-In spa, socia di Stress, nell'ambito della attività di sperimentazione previste da uno dei progetti del Distretto «Metropolis-Metodologie e tecnologie integrate e sostenibili per l'adattamento e la sicurezza di sistemi urbani», ed ancora con il supporto dell'Associazione Borbonica Sotterranea. Analogamente alla tecnologia che è alla base di una radiografica a raggi X, l'innovativo sistema, installato presso la Galleria Borbonica, «permette di ricostruire la traccia lasciata dal muone che attraversa una parete o una superficie, con la particolarità che i raggi muonici hanno la capacità di attraversare spessori superiori».

«Lo scopo del progetto è quello di verificare la capacità del rivelatore di evidenziare alcune cavità note presenti al di sopra del rivelatore, così come è posto nella posizione attuale in prossimità della cisterna. In una seconda fase il rivelatore verrà dislocato in maniera da poter »scoprire« eventuali cavità non note o delle quali non si conosce più esattamente la posizione», ha spiegato Giulio Saracino, professore dell'Università Federico II e ricercatore dell'Infn. «L'esperimento testimonia come le conoscenze sviluppate dalla ricerca di base possano essere mutuate per innovare applicazioni tecnologiche, tipiche del mondo delle imprese, finalizzate alla protezione dell'ambiente costruito», ha detto Ennio Rubino, presidente del Distretto Stress. «Il trinomio conoscenza-innovazione-crescita è parte integrante delle attività svolte da Stress, che supporta diverse linee di ricerca che vanno dal tecnologico, all'economico, al sociale affrontando, in chiave sostenibile, le problematiche dei sistemi urbani» ha concluso Rubino.

Ultimo aggiornamento: 18:18
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