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Ospedale San Paolo di Napoli, protesta dei lavoratori: «Soluzioni definitive per la carenza di organico»

Martedì 24 Maggio 2022 di Melina Chiapparino
Ospedale San Paolo di Napoli, protesta dei lavoratori: «Soluzioni definitive per la carenza di organico»

«L’ospedale San Paolo non si tocca». La scritta, riportata su un grande striscione, è stata esposta questa mattina davanti all’ingresso del presidio di Fuorigrotta dove si è svolto un sit-in di protesta che ha coinvolto sindacati e associazioni del territorio, uniti nel chiedere al governo regionale e ai vertici dell’Asl partenopea, un potenziamento dell’assistenza e dei servizi ospedalieri. Dopo la “bomba”, scoppiata qualche giorno fa con le dimissioni del primario di Ortopedia, Giuseppe Monteleone che aveva segnalato più volte le difficoltà di lavorare facendo i conti con la carenza di personale, sono scesi in strada infermieri, medici e soprattutto cittadini che dalle 11 del mattino hanno protestato con striscioni, megafoni e distribuzione di volantini.

«Chiediamo una gestione che tenga conto delle reali esigenze assistenziali dei cittadini e ci auguriamo che la direzione strategica dell’Asl possa far ritirare le dimissioni di un grande professionista che altrimenti passerà al privato» hanno detto i sindacalisti Nursind riferendosi al primario dimissionario e sottolineando che «la Traumatologia rappresenta l'80 % degli accessi in pronto soccorso e in una zona come quella dove insiste il San Paolo, circondata tra l'altro dallo stadio Maradona, Edelandia, Mostra D'Oltremare, Zoo, Arena Flegrea, Arenile di Bagnoli, la zona mare, la Tangenziale e la movida, un reparto di ortopedia e Traumatologia è importantissimo per garantire la salute dei cittadini».

«Vogliamo lanciare l’allarme sul declino inesorabile frutto del depotenziamento e del ridimensionamento che sta costantemente subendo l’ospedale San Paolo e tutta l’Asl Napoli 1 Centro», hanno spiegato i rappresentanti del sindacato Nursind e Potere al Lavoro, entrambi coinvolti nell’organizzazione del sit-in a cui hanno preso parte molti cittadini per i quali il presidio rappresenta «una struttura fondamentale in termini di assistenza per un bacino di utenti di circa 500mila cittadini». Alla manifestazione hanno aderito anche il movimento di lotta disoccupati 7 Novembre, il laboratorio politico Iskra, Medicina Democratica Onlus, la consulta popolare per la Salute e la Sanità della città di Napoli e per la segreteria regionale Articolo Uno ha presenziato Francesco Miragliuolo. Tutte realtà eterogenee e diversificate ma concordi sul ritenere sottoutilizzati i reparti e i servizi del Blocco operatorio e della Radiologia dell’ospedale San Paolo e altrettanto concordi nell’allarmare sul rischio di chiusura o di forte depotenziamento dei reparti di Pediatria, Neonatologia, Medicina d’urgenza, Neurologia e Ortopedia.  

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Al sit in di questa mattina, ha partecipato anche Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo del movimento pentastellato che ha invocato soluzioni definitive per risolvere le carenze di organico che nelle settimane scorso hanno messo a rischio il funzionamento 24 ore su 24 di alcuni reparti. «Le soluzioni individuate nell’immediato, per evitare che in determinate fasce orarie i cittadini trovino le porte chiuse, sono solo un palliativo. Ricorrere a turni straordinari e a prestazioni aggiuntive non può essere una soluzione definitiva e dobbiamo agire con interventi e misure strutturali, per evitare che con l’estate e il sacrosanto diritto alle ferie del personale sanitario, si riaffacci una situazione di grave emergenza, col rischio di far collassare un sistema sanitario che fa i conti ovunque con una atavica carenza di personale». 

«Il rischio è di inflazionare ulteriormente un Cardarelli dove nelle scorse settimane non si trovava spazio neppure per le barelle» ha aggiunto la Ciarambino proponendo come soluzione tampone di «dirottare al San Paolo personale eventualmente sottoutilizzato di quei nosocomi della stessa Asl, che hanno i pronto soccorso chiusi da tempo». «Nei prossimi giorni chiederò di incontrare il direttore generale della Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, per individuare assieme soluzioni opportune e definitive perché il nosocomio di Fuorigrotta possa tornare al più presto un presidio di eccellenza».

Anche da parte del comparto sindacale Cgil Fp, Cisl FP, Uil Fpl, c’è stata una presa di posizione decisa sulla «grave situazione di deficit d’organico del personale medico» che è stato il tema centrale di una riunione tra i sindacalisti e la rappresentanza di lavoratori insieme ai quali è stato deciso di proclamare «lo stato di agitazione permanente».

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