Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Pasqua 2022, sfilano gli Incappucciati in costiera sorrentina ma i tamponi ai coristi dividono le confraternite

Venerdì 15 Aprile 2022 di Massimiliano D'Esposito
Pasqua 2022, sfilano gli Incappucciati in costiera sorrentina ma i tamponi ai coristi dividono le confraternite

Hanno dovuto attendere quasi tre anni prima di poter tornare a indossare saio e cappuccio e ripercorrere le tappe della passione di Cristo. Sono le migliaia di «penitenti» che attraversano le strade della penisola sorrentina mostrando ai fedeli che attendono in religioso silenzio i «martiri», ossia i simboli della salita di Gesù verso il Golgota. Una tradizione secolare che la Costiera vive con particolare trasporto. Tanto che per molti iscritti alle confraternite le restrizioni degli ultimi due anni per arginare il Covid-19 hanno pesato soprattutto per lo stop forzato alle processioni. L'ultima volta che i cortei hanno lasciato le sedi delle rispettive congregazioni era il 19 aprile 2019. 

Ora, dopo la fine dello stato di emergenza, è possibile tornare ad immergersi nelle suggestioni della Settimana Santa. Tuttavia, il Covid continua a circolare e per evitare il rischio di una impennata dei contagi per la possibile calca, il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola (seguito dal suo collega di Sant'Agnello, Piergiorgio Sagristani), ha emanato un'ordinanza che impone, fino a Pasquetta, «l'obbligo di indossare la mascherina di protezione delle vie aeree in concomitanza con lo svolgimento dei riti della Settimana Santa delle processioni e di ogni altra occasione di potenziale assembramento». Un provvedimento che ha provocato sconcerto nei vertici delle confraternite poiché non era chiaro se riguardasse anche i partecipanti ai cortei. Poi è arrivato il chiarimento da parte dello stesso sindaco Coppola che, rifacendosi anche alle disposizioni impartite dalla curia arcivescovile di Sorrento-Castellammare di Stabia, ha precisato che «l'amministrazione della confraternita, in alternativa all'utilizzo della mascherina, può richiedere ad ogni corista un certificato di tampone con esito negativo svolto entro le 24 ore precedenti». 

Nonostante ciò le due congregazioni di Sorrento si sono organizzate in modo diverso. Quella di Santa Monica, che organizza la processione bianca della notte, ha previsto che i cantori indossassero la mascherina. La confraternita dei Servi di Maria del corteo nero, invece, ha richiesto ai coristi di sottoporsi a un test rapido. Si tratta del coro del Miserere, del quale, sempre in base alle indicazioni della curia, possono far parte solo coloro che hanno compiuto i 14 anni e quindi sono in possesso del green pass. Gli incappucciati non sono tenuti a portare la mascherina in quanto hanno il volto già coperto dal copricapo del costume. 

Il protocollo stabilisce anche che «le statue e i loro portatori sono i soli autorizzati a uscire dalle chiese, se loro abituale luogo di custodia», così come dispone che «una volta che il corteo si è dispiegato lungo la strada, i partecipanti possono togliere la mascherina». Per i portatori delle statue vale lo stesso discorso dei coristi: o mascherine o tampone negativo. Per quanto riguarda gli spettatori previsti controlli discreti da parte di polizia municipale e forze dell'ordine. 

Video

Già ieri sera i primi appuntamenti con la visita ai «Sepolcri», vale a dire gli altari della reposizione allestiti in tutte le chiese del comprensorio. Poi nella notte e fino all'alba di oggi le processioni bianche che rappresentano la ricerca da parte della Madonna del figlio, mentre questa sera le strade saranno percorse dal corteo degli incappucciati vestiti di nero in segno di lutto per il «Cristo Morto». Sfilano «penitenti» che stringono nelle mani fiaccole e lampioni e poi quelli che espongono i «martiri» o «misteri» come la corona di spine, la lancia che ferì il Cristo al costato, la spugna imbevuta di aceto, la frusta per fustigarlo e tutto quanto ricorda la passione del Nazareno.

A chiudere i cortei sono gli oltre cento cantori del «Miserere» che in un'atmosfera di commozione unica fanno riecheggiare in maniera struggente le parole del salmista Davide. È chiaro, quindi, perché c'era grande attesa per il ritorno delle processioni in penisola sorrentina. Manifestazioni che richiamano anche viaggiatori da tutto il mondo. Tra residenti e turisti sono migliaia le persone che nella notte, ma soprattutto questa sera, attenderanno il passaggio dei cortei lungo le strade della Costiera.

Ultimo aggiornamento: 14:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA