Pastiere ai big del calcio,
tutti gli omaggi del boss tifoso

Lunedì 12 Agosto 2019 di Leandro Del Gaudio
Vantano rapporti di amicizia altolocati, spesso anche con noti calciatori di serie A, per rafforzare autostima e consenso agli occhi dei propri affiliati. Camorristi e narcos che amano creare contatti (magari anche esili contatti) con calciatori famosi, pur di acquisire appeal agli occhi del proprio seguito. È la sintesi dei carabinieri nell'informativa a carico di Vincenzo Cutolo, noto come Borotalco, figlio di Salvatore (quest'ultimo detenuto dal lontano 2007). Affari legati allo smercio della droga, all'ombra della cosiddetta «44» (la zona di via Marco Aurelio), non manca un capitolo legato al bel mondo frequentato fino a qualche mese fa da Vincenzo Cutolo, tra shopping in via Condotti a Roma, grandi alberghi nella Capitale, viaggi in famiglia all'insegna del relax. E tifo da stadio, quello per la Roma, la sua squadra del cuore. Ed è in questo capitolo che spunta una conversazione tra l'ex capitano giallorosso Daniele De Rossi e l'ex collega Antonio Floro Flores (la cui sorella ha sposato un soggetto ritenuto vicino allo stesso Vincenzo Cutolo). Ovviamente sia Daniele De Rossi che Antonio Floro Flores sono estranei alle accuse che tengono in cella Vincenzo Cutolo, ma i loro nomi finiscono comunque nelle pagine dell'inchiesta.

 

Un dialogo privo di rilevanza penale, nel corso del quale l'ex attaccante della Roma si limita a ricambiare i saluti del collega giocatore, a scambiare qualche commento tecnico sugli allenamenti condotti da Zeman (la telefonata è del 5 gennaio del 2013). Dice De Rossi a Floro Flores: «Stavo vedendo la partita della Lazio... prima non facevo un massaggio manco morto, ora tutto massaggi e stretching»; Floro Flores: «Da quando ti stai allenando con Zeman sei morto...»; De Rossi: «Ma tu ce l'hai avuto? Lo hai mai avuto?»; Floro Flores: «Sai quando ho avuto Zeman? La prima partita che ho fatto in serie A, allora ero giovane, tutta forza ed entusiasmo».
L'AUTORITÀ DEL BOSS
Ma a che serve inserire intercettazioni del genere in un'informativa di pg? Scrivono i carabinieri: «Si tratta di conversazioni apparentemente prive di elementi degni di nota, che sono state considerate di interesse al mero scopo di rimarcare la figura autoritaria di cui sembra godere il Vincenzo Cutolo in ogni ambiente e/o realtà sociali da egli frequentate (ad esempio: eloquenti e sospette disposizioni impartite a «omissis», contatti confidenziali con noti calciatori, etc etc)». Contatti abbastanza unilaterali, se si pensa che l'ex capitano della Roma si limita a rispondere ai saluti del collega (che evidentemente usa il telefono di Cutolo senza immaginare di essere finito in un'indagine della Dda di Napoli), concedendosi giusto un paio di battute.
LE PASTIERE
Ma non è finita. C'è un secondo capitolo legato al rapporto con i calciatori, in relazione ad alcune pastiere che - è il 6 gennaio 2013 - sarebbero state inviate a Trigoria, come omaggio tributato a Daniele De Rossi, il giorno prima della partita Napoli-Roma. Questa volta ad essere intercettate sono le conversazioni tra Vincenzo Cutolo e un non meglio identificato «uomo», che lo informa del presunto incontro avuto con De Rossi.
Uomo: «Enzù, De Rossi non gioca...».
Vincenzo: «Perché?».
Uomo: «Perché si è bloccato il collo, non ce la fa a muovere il collo, hai capito?».
Vincenzo: «Ma che dici».
Uomo: «Eh, devi morire. Me lo ha detto ora, quando gli ho portato le pastiere...».
Vincenzo: «Ma chi? Hai trovato proprio Daniele?».
Uomo: «Eh, quello è sceso proprio lui giù, se le è venute a prendere, mi ha detto di ringraziare Enzo e mi ha detto: perché abbiamo fatto questo?». Poi c'è un riferimento a un non meglio identificato «Alessandro», al quale l'uomo avrebbe fatto un'altra consegna, ricevendo in cambio la promessa di ospitalità a Trigoria: «Mi ha detto Alessandro - aggiunge l'interlocutore di Cutolo - che quando vogliamo andare a Trigoria, basta che chiamiamo lui».
Semplici cortesie tra tifosi e calciatori, su cui conviene fare chiarezza: a differenza di quanto raccontato dall'interlocutore di Cutolo jr, il 6 gennaio De Rossi sarà in campo, nella partita persa dalla Roma al San Paolo per 4 a 1. Fatto sta che subito dopo la trascrizione dell'intercettazione, secondo quanto risulta al Mattino, la Procura di Napoli ha chiuso il capitolo «pastiere», sgomberando il campo da suggestioni o ambiguità: non era una parola in codice per celare altro materiale, ma dolci napoletani, vere e proprie pastiere spedite a Trigoria da parte di un soggetto che ama il bel mondo, coltiva una passione per la Roma e ammira il talento di Daniele De Rossi. Inchiesta condotta dal pm Francesco De Falco e dall'aggiunto Giuseppe Borrelli, migliaia di pagine agli atti, non manca una conversazione tra Vincenzo Cutolo e il fratello Aniello (altro calciatore professionista, estraneo alle accuse ipotizzate dalla Dda a carico del presunto clan Cutolo), ma il discorso questa volta non riguarda dolci o metodi di allenamento: i due fratelli commentano un'iniziativa della Procura riservata alla madre dinanzi al Tribunale di Sorveglianza. Affari di famiglia che ora toccherà ai giudici chiarire nel corso di un probabile processo a quelli della «44».
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