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Quarta dose vaccino Covid a Napoli, ecco a chi rivolgersi: in farmacia o al Cotugno

Lunedì 4 Luglio 2022 di Ettore Mautone
Quarta dose vaccino Covid a Napoli, ecco a chi rivolgersi: in farmacia o al Cotugno

Quali sono i luoghi, i modi e i tempi in cui effettuare la seconda dose booster, ovvero la quarta dose che, in considerazione dei casi record, si rende sempre più necessaria soprattutto per alcune categorie? La straordinaria crescita dei contagi, infatti, sta spingendo schiere di anziani ultra ottantenni, fragili per patologia e immunodepressi, a cui il secondo richiamo è destinato, a porsi questa domanda. Il primo luogo in cui porgere il braccio - fanno sapere i medici della Asl - sono i centri vaccinali dei distretti sanitari di base, aperti tutte le mattine dal lunedì al venerdì. In linea di massima è sempre meglio prenotare e nell'arco di alcuni giorni si verrà richiamati. La breve attesa - aggiungono - è motivata dalla necessità di raggruppare almeno una decina di adesioni in un'unica seduta così da evitare di sprecare le dosi che sono state scongelate. «Cerchiamo di compattare gruppi di 6 persone per Pfizer o di 20 con Moderna - conferma Tiziana Spinosa, direttore del distretto di Fuorigrotta a Napoli - ma ogni volta che ci sono defezioni o scarse richieste siamo costretti a cestinare una certa quota di dosi.

Le altre vie di accesso sono le farmacie, i medici di famiglia e gli hub dei grandi ospedali. «Possiamo somministrare la quarta dose alle categorie che ne hanno diritto - spiega Paolo Cotroneo. titolare dell'omonima farmacia - ma possiamo praticare soltanto Pfizer. La Asl non ci consegna più Moderna, una decisione giusta considerato che con un flaconcino bisogna trovare almeno 20 persone visto che il dosaggio per Moderna è dimezzato. Ciò crea qualche difficoltà visto che agli anziani abbiamo fatto la terza dose con Moderna, adesso siamo costretti a fare la quarta con Pfizer». «Nella Asl Napoli 3 sud abbiamo coperto già tutte le Rsa e le strutture comunitarie (Sir e Case per anziani) - sottolinea il direttore sanitario aziendale Gaetano D'Onofrio - a domicilio vanno i medici delle Usca e i medici delle cure domiciliari. Per i distretti l'accesso è su prenotazione». In tutti i territori la vaccinazione può infine essere fatta presso lo studio dei medici di famiglia che hanno aderito alla campagna vaccinale. 

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Anche gli ospedali provinciali di rilievo nazionale (Cotugno, Cardarelli, Policlinici e Santobono a Napoli, il Moscati ad Avellino, il Ruggi a Salerno, il San Sebastiano a Caserta e il San Pio a Benevento) sono attrezzati negli ambulatori per i cronici. In tutti questi ospedali (tra cui il Cotugno come hub) si può infine accedere, in alternativa alla quarta dose, a nuovi monoclonali che risultano ugualmente efficaci contro le varianti Omicron. Danno una protezione passiva per 6 o 9 mesi. Una novità nell'arsenale dei trattamenti pensato per prevenire l'infezione. Si tratta di una combinazione di due anticorpi a lunga durata d'azione: «Essendo un farmaco preventivo, può essere utile per tutte quelle persone che non possono vaccinarsi - spiega Alessandro Perrella, infettivologo del Cotugno - o nelle quali il vaccino potrebbe non generare un'adeguata risposta immunitaria. È il caso di pazienti che, per esempio, sono sottoposti a chemioterapia o che devono assumere farmaci anti-rigetto dopo i trapianti di organi ma anche immunodepressi o a rischio effetti collaterali al vaccino». 

La quarta dose può essere somministrata purché sia trascorso un intervallo di almeno 4 mesi dalla terza dose a ultra 80 enni, ospiti di Rsa, fragili per patologia, immunodepressi di ogni età. Non si somministra invece a chi tra questi, con terza dose, abbia contratto l'infezione. Attualmente a Napoli poco più di 6 mila anziani hanno fatto il secondo booster su una platea di 41 mila ultra 80 di cui 18 mila non sono mai entrati in un centro vaccinale. 

Ultimo aggiornamento: 5 Luglio, 09:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA