Racket, bombe e cavalli di ritorno: scacco al clan, ​otto arresti nel Napoletano

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Estorsioni a imprenditori, commercianti, cittadini costretti a pagare il cosiddetto cavallo di ritorno per la restituzione dei veicolo rubato. È per questo che, tra Afragola e Casoria, nel Napoletano, sono stati arrestate otto persone ritenute legate al clan Moccia. Per uno di loro, un imprenditore di pompe funebri, avviso di conclusione delle indagini perché aveva cercato di monopolizzare il settore con un attentato dinamitardo e con minacce a ditte concorrenti.

Sono stati i carabinieri della compagnia di Casoria ad eseguire le ordinanze di custodia cautelare in carcere. Le vittime, secondo le indagini, erano minacciate con modalità camorristiche e costrette a «finanziare» le casse del sodalizio con ingenti versamenti periodici. Violenze, quelle messe in atto, anche nel settore delle pompe funebri dove un imprenditore ha fatto esplodere una bomba per imporre la chiusura a una ditta concorrente; minacce a un altro titolare per non aprire una sede ad Afragola.
Mercoledì 3 Aprile 2019, 08:23 - Ultimo aggiornamento: 03-04-2019 13:01
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