Rifiuti, Dema commissaria Asìa
schiaffo ai vertici della società

Venerdì 27 Settembre 2019 di Luigi Roano
Asìa commissariata e sostanzialmente tagliati - anche se per ora restano al loro posto - il direttore generale e l'amministratore unico, rispettivamente Francesco Mascolo e Francesco Iacotucci. La Napoli svilita raccontata su queste pagine, ma soprattutto sciupata e sporca nella quale sono costretti a vivere i napoletani, scuote il sindaco Luigi de Magistris che, attraverso un comunicato molto tranchant, si inventa una cabina di regia per Asìa. Insomma, sdogana quello che è sotto gli occhi di tutti, il fallimento del management e in particolare di Mascolo, l'operativo della situazione. Non trascurabile il peso che stanno avendo in questa vicenda le pressioni degli operai e dei sindacati che sono a un passo dal proclamare lo sciopero. Operai che hanno parlato con il sindaco delle loro difficoltà una settimana fa, quando de Magistris ha vissuto con loro una intera notte in strada.
 
CABINA DI REGIA
Parola al sindaco che con il comunicato a sua firma racconta la sua mossa. «Ho chiesto al vicesindaco Enrico Panini, all'assessore all'Ambiente Raffaele Del Giudice ed al capo di gabinetto Attilio Auricchio di monitorare il funzionamento di Asìa per un concreto miglioramento del suo rendimento». Una sorta di cabina di regia che si rende necessaria anche per far fronte alle criticità che emergono dal servizio offerto alla cittadinanza». Prima staffilata, il sindaco - finalmente - si è accorto che Napoli è invasa dai rifiuti e non perché c'è lo stop del termovalorizzatore, perché sono mesi e mesi che le cose vanno molto male, basta passeggiare per rendersene conto. «Il nostro obiettivo - scrive ancora de Magistris - unitamente ad un miglioramento organizzativo dell'azienda e del clima delle relazioni con le lavoratrici e i lavoratori, sulla cui professionalità e dignità si deve puntare, avrà un riflesso positivo nella gestione di Asìa, nell'esclusivo interesse della città». Quindi il secondo affondo: «Il nostro obiettivo è migliorare, nel più breve tempo possibile, il decoro della città. Ho puntato da sempre su Asìa ed ora è il momento del definitivo salto di qualità. Seguirò personalmente questa fase delicata nella certezza che, uniti e con i cambiamenti necessari, raggiungeremo gli obiettivi che ci siamo prefissati». Stando a quello che trapela, Del Giudice in questa cabina di regia ha il compito di riorganizzare la macchina Asìa dove la filiera di comando sul territorio è stata di fatto assorbita tutta in capo a Mascolo. Panini - come vicesindaco e assessore al Bilancio e soprattutto come sindacalista - ha il compito di garantire quello che serve all'Azienda sotto il profilo finanziario e ricucire i rapporti tra Comune e lavoratori. Auricchio - onnipresente - è l'ufficiale di raccordo tra la cabina di regia e lo stesso sindaco che vuole seguire da vicino - come ha puntualizzato - l'evoluzione di Asìa.
I CAMBI
Con l'introduzione della cabina di regia il sindaco ratifica che è venuto meno il rapporto fiduciario con Iacotucci e Mascolo. Iacotucci potrebbe rimettere il mandato - dopo ormai 4 anni - nelle mani di de Magistris che lo ha nominato. Il sindaco stima Iacotucci, a prescindere dal caso Asìa, e potrebbe restare nel pianeta arancione con altri incarichi. Per Mascolo la rimozione è impossibile nel senso che è riuscito nell'impresa di essersi fatto assumere in Asìa dopo esservi entrato come Iacotucci con un contratto a termine. Di fatto è un dirigente del Comune. Quello che può fare de Magistris è destinarlo a nuovo incarico. In ogni caso passeranno almeno un paio di settimane prima di risolvere questo rebus. Perché la sensazione è che i cambi in Asìa saranno propedeutici a un rimpasto di giunta non più rinviabile se de Magistris vuole ancora avere una maggioranza in Consiglio comunale. Tornando ad Asìa il sindaco ha già sondato la nuova squadra che dovrebbe guidare la società. Si tratta di Carlo Lupoli, attuale direttore generale dell'Ato Napoli, Gianfranco Iodice, direttore operativo di Sapna, e Daniele Fortini, consulente di Sapna. Per tutti e tre si tratterebbe di un ritorno in Asìa. Sono quelli che nel 2011 operativamente tirarono Napoli fuori dalla crisi dei rifiuti.
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