Scuole chiuse per pioggia a Napoli, la gioia del ritorno in classe dura un giorno

Venerdì 25 Settembre 2020 di Elena Romanazzi

La gioia di tornare a scuola è durata giusto poche ore, una giornata. Il tempo di ritrovarsi (non per tutti visto che le scuole seggio riaprono lunedì) dopo i mesi di lockdown, darsi una gomitata, conoscere gli insegnanti (quelli nuovi) e rivedere i vecchi. Poche ore di emozione per grandi e piccoli e oggi saranno chiuse. Lo ha disposto il sindaco de Magistris per l'allerta meteo arancione. Si ricomincia con un nuovo stop.

Dalla Poerio al Fonseca, dal Righi al Pansini, dalla Papa Giovanni XXIII alla Sanità (ai piccoli è stato fatto un dono) alla Oberdan, dall'Adelaide Ristori al De Sanctis-Caselli a Capodimonte tra sanificazioni, ingressi scaglionati, conoscenza delle nuove disposizioni, mascherine e gel, le poche ore di lezione sono state comunque una festa anche se per pochi. Ma l'importante era ripartire, rivedersi, cercare di tornare nella normalità senza la didattica a distanza che ha penalizzato i più piccoli. Ma con libri e quaderni già messi sui banchi.
 

 

Ha riaperto anche la Fiorelli nel cuore di Chiaia. Due sedi, a via Fiorelli la centrale e in via Tommaso Campanella la succursale. Ha riaperto tra le polemiche e la protesta dei genitori. Di un gruppo di genitori, ovvero quelli - sono nove classi complessivamente, circa 130 alunni - che sono stati spostati alla succursale e che si sono ribellati alla scelta della neo dirigente Anna Maria Guardiano. Ci sono stati momenti di tensione ed una vera e propria rivolta delle mamme. Ben 72 genitori hanno firmato una petizione contro la decisione che penalizza le sezioni delle medie C-DE. A detta dei genitori «sono stati trasferiti tutti gli studenti che abitano ai Quartieri Spagnoli e al Pallonetto». Una scelta «classista», così l'hanno definita. La protesta è durata tutta la mattina, le rappresentanti delle classi interessate (non tutte solo quelle delle II) sono state ricevute dalla dirigente, senza tuttavia trovare una intesa. Per strada qualcuno gridava: «Io alla succursale i miei figli non li mando». «Come vanno a scuola i nostri figli? - si chiedevano Fabiana, Martina, Angela - almeno mettessero una navetta che dalla centrale li porta alla succursale». L'incontro con la dirigente non ha dato esito positivo. «Questione di spazi - spiega Anna Maria Guardiano - io sono arrivata solo il 2 settembre a scuola, non conosco nessuno, non sono state scelte classiste. Se ho una succursale con delle aule libere che non ho ceduto ad altre scuole come posso giustificare un eventuale doppio turno? In nessun modo, cercheremo una soluzione che non è facile e deve essere comunque approvata». Piantina alla mano con l'ingegnere Eduardo Magliano hanno analizzato la situazione. Ci potrebbe essere una rotazione di classi, ovvero un gruppo di sezioni alla succursale per un mese, l'altro gruppo alla centrale. Sarà possibile? «Allo stato - spiega Guardiano - nulla è stato deciso e non c'è una posizione unitaria tra i genitori, abbiamo chiesto di formulare una proposta e di ripresentare la petizione con la firma di entrambi i genitori». Il caos. Ma non per tutte le mamme. C'è un gruppetto che aspetta che i figli escano. Sono quelli delle prime medie. Le prime ad uscire sono Antonella, Maria ed Eva. «È stato bello - spiegano - anche se si devono seguire delle regole, siamo contente di ritrovarci».
 
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È l'anno dei turni. E della mancanza di spazi come hanno lamentato gli alunni del Genovesi e del Garibaldi davanti alla sede dell'ex Provincia. Al Nitti che ha aperto i battenti ci saranno tre turni, si fa lezione anche di pomeriggio. Le aule sono piccole. Al Pansini si sono divisi in due gruppi, c'è poi la didattica integrata e quella a distanza che verrà fatta a rotazione. Idem al Righi di viale Kennedy. Spazi assicurati invece al De Sanctis di Capodimonte dove ieri sono state accolte le prime. Il dirigente Luca Valter De Bartolomeis ha presentato il progetto dei banchi come quaderni, realizzati in truciolato dove gli alunni potranno liberare i propri pensieri e alla fine verrà fatto un libro. Non poteva mancare il regalo anche ai più grandi: un corno di ceramica bianco ideato da De Bartolomeis. Ma con la nuova chiusura di oggi, forse, ci vorrà più di qualche portafortuna. 

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