La scoperta di Luca, 22enne napoletano nel team Nasa: «La mia tesi magistrale dedicata alla sorella della Terra»

Mercoledì 8 Gennaio 2020 di Paola Marano

Quando gli si chiede se crede di riuscire a mettere piede su TOI 700 d, il pianeta che ha contribuito a scoprire insieme ad un team di altri 91 studiosi da tutto il mondo, Luca Cacciapuoti - 22enne studente magistrale di Fisica alla Federico II - risponde sorridendo che «è lontanuccio, cento anni luce e servirebbero tecnologie che non abbiamo ancora».

Una cosa però è quasi certa: l’individuazione da parte del telescopio Tess (Transiting Exoplanet Survey Satellite) della Nasa del primo pianeta extrasolare di tipo terrestre nella zona abitabile e lo sviluppo della ricerca saranno oggetto della sua tesi di laurea magistrale, che porterà avanti sotto il coordinamento del professore di astronomia e astrofisica della Federico II Giovanni Covone, unico nel dipartimento di Monte Sant’Angelo a occuparsi di pianeti, che fin dal principio ha accompagnato il giovanissimo studente in questo viaggio virtuale verso un nuovo mondo potenzialmente abitabile.

Solo sei esami al termine del percorso di studi in Fisica, una materia che ha intercettato l'interesse del giovane in tenera età tra le mura di casa. «Una passione che mi è stata tramandata da mio padre – racconta Luca, mentre è intento a gestire il clamore mediatico suscitato dalla notizia - quando ero piccolo avevamo spesso discussioni scientifiche, anche se non è quello che ha studiato, mi ha passato questo volontà di andare avanti in questo campo».
 
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Un’esperienza, quella di aver fatto parte del team guidato da Emily Gilbert dell’Università di Chicago, che gli ha insegnato «come ci si relaziona con ricercatori di altri paesi, e quindi è stata altamente formativa per capire che ci sono forti opportunità sia qui che all’estero». Luca già guarda ai risvolti futuri della ricerca. «Si potrebbe pensare di fare delle simulazioni dei tipi di atmosfera, come già è stato fatto in uno dei tre articoli della serie che sono stati pubblicati. Un sistema molto interessante anche futuribile, che quasi sicuramente sarà argomento della mia tesi magistrale».
 


La presenza o meno di atmosfera sul pianeta simile alla terra è il prossimo quesito a cui i ricercatori tenteranno di dare risposta. «Un risultato a cui potremmo arrivare tra un paio di anni – spiega il prof Covone, l’altro napoletano del team – soltanto attraverso l’analisi di informazioni spettroscopiche. Sarebbe poi interessante misurare più precisamente la massa, cioè osservare la danza di questo pianeta intorno alla sua stella e speranzosamente ricavare anche una immagine diretta con i grandi telescopi da terra».
 
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Il pianeta è stato osservato da Tess per un periodo di circa 11 mesi durante il quale gli studiosi hanno raccolto i dati, presentati nel corso della conferenza annuale dell’American Astronomical Society ad Honolulu. «Verso settembre ci siamo resi conto che questo pianeta era un candidato promettente – continua Covone -  e da settembre a dicembre ci siamo dedicati al lavoro». 

Tess rivela la presenza di un pianeta intorno a una stella osservando la diminuzione periodica di luminosità della stella causata dal pianeta mentre transita davanti ad essa. «Il telescopio sta funzionando alla grande, è in orbita da meno di due anni, sta raccogliendo dati di altissima qualità e promette di fare ancora meglio - conclude Covone -  TOI 700 d orbita intorno una stella nana rossa più piccola del sole abbastanza tranquilla rispetto ad altre stelle, che permette di costruire un ambiente regolare, continuo e costante nel tempo per lo sviluppo della vita».

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