Coronavirus in Campania, via al piano tamponi della Protezione civile: «360mila in sei mesi»

Domenica 28 Giugno 2020 di Ettore Mautone

Per affrontare gli attuali focolai localizzati di Covid-19 e fronteggiare la temuta recrudescenza dell'epidemia saranno necessari decine di migliaia di tamponi. L'indice di contagio, il parametro che misura la capacità di replicazione del virus, sta risalendo oltre la soglia critica in mezza Italia. Lazio, Lombardia, Emilia e Toscana registrano un'impennata di nuovi casi mentre in Campania preoccupa il focolaio di Mondragone. In Campania giovedì scorso si sono registrati ben 17 casi dei 43 scovati nella comunità bulgara di Mondragone. Mai così tanti dal 5 maggio che hanno fatto schizzare l'indice R della Campania addirittura a 5. Un parametro poi ridisceso a valori bassi con i 3 di venerdì e i gli altri di ieri. Ieri: zero casi.
 

 

Il programma parte a livello nazionale ma è pronto ad essere deliberato e adattato alle realtà epidemiologiche delle Regioni. In Campania, i test molecolari eseguiti con tamponi nasofarigei (gli unici capaci di accertare una diagnosi con una percentuale di attendibilità che varia dal 60 al 70%) saranno circa 360 mila in più entro dicembre. Ad amplificare la capacità di processamento giornaliero è la fornitura straordinaria di kit e reagenti assicurata dal commissario Arcuri. Reagenti e strumentazioni saranno messi a disposizione delle Regioni nelle prossime settimane. «Un passo in avanti per assicurare, anche in Campania - avverte Arcuri - una ripartenza in sicurezza delle attività sociali e lavorative e per rafforzare ulteriormente gli interventi già attualmente svolti dalla Regione e dalle aziende sanitarie». La fornitura per la Campania consiste in 625 mila kit molecolari che consentiranno di effettuare, entro dicembre, 362.500 tamponi in più rispetto a quelli già previsti dalla Regione. «Siamo riusciti - aggiunge Arcuri - a raccogliere una quantità di prodotti che ci consentiranno di continuare ad essere uno dei primi Paesi al mondo per disponibilità di strumenti diagnostici e tamponi per abitante». La fornitura straordinaria è il frutto del confronto tecnico tra la struttura nazionale e quella regionale della Protezione civile.
 

Ma chi sarà sottoposto ai test molecolari, con quali criteri si sceglieranno i cittadini da analizzare? Il Piano tamponi della Campania mira a è stringere il cerchio attorno ai positivi al virus e ad eseguire controlli su categorie a rischio secondo una strategia di azione da integrare con gli screening di sieroprevalenza già in corso. Il Piano è ormai pronto. Lo stesso titolo del progetto, che parte come «Piano di sorveglianza sanitaria e di screening» rimanda a due concetti ritenuti fuorvianti, ossia le norme per la salvaguardia della salute dei dipendenti di Asl e ospedali e le indagini di sieroprevalenza nei Comuni. Concetti che sono solo una parte del Piano tamponi che mira invece a stanare i soggetti positivi al virus con l'unico sistema diagnostico oggi validato dalla Comunità scientifica internazionale. «I tamponi - conclude Rodolfo Conenna, direttore sanitario dell'azienda dei Colli Monaldi, Cotugno e Cto - saranno effettuati ai 2 mila pazienti al giorno che accedono per un ricovero ordinario negli ospedali della Regione, ai pazienti giunti nei pronto soccorso per i quali è richiesto il ricovero, a tutti i contatti dei positivi da individuare in maniera estesa e rapida per il contenimento dei focolai. E ancora, ai pazienti e dipendenti delle Rsa (Residenze sanitarie assistenziali), al personale ospedaliero maggiormente esposto e alla popolazione carceraria e di altre comunità chiuse. Va pure considerato che nella stagione invernale sarà molto importante disporre di tamponi per poter fare rapidamente la diagnosi differenziale tra influenza e Covid».

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