Tiziana, suicida per il video hot
L'atto d'accusa della madre:
«Schiava del fidanzato»

ARTICOLI CORRELATI
di Marco Di Caterino

  • 1408
Tiziana, la sua piccola finita alla gogna, se n'è andata per sempre. Sua madre, Maria Teresa Giglio, dopo il colloquio con gli inquirenti, sembra riemergere da un inferno che sembra averne rubato l'anima per sempre. «Alcol, perversioni sessuali? È stata plagiata dal suo ex fidanzato. Mia figlia era fragile. Non aveva mai accettato di essere stata abbandonata dal padre. È per queste ragioni che quei ragazzi, in appena un anno, l'hanno condotta alla morte. Anche se in quella cantina dove si è tolta la vita Tiziana era da sola, moralmente, a tirarle il cappio intorno al collo sono stati l'ex fidanzato e quelli che ne hanno approfittato».

È un durissimo atto di accusa, quello di Maria Teresa Giglio. «Tiziana - racconta - ha convissuto per circa un anno a cavallo tra il 2014 e il 2015, con Sergio Di Palo, un uomo che mi ha sempre suscitato brutte impressioni. È inutile nasconderlo. La mia povera Tiziana ha sempre sofferto per l'abbandono di suo padre. Non lo ha mai visto. E per qualche periodo, quando era intorno al vent'anni, è stata schiava dall'alcol. L'abbiamo curata, fatta seguire da specialisti, disintossicata fino a quando non si è completamente rimessa».

«Ma sapevo che in fondo - sussurra la donna con un filo di voce - mia figlia rimaneva ancora fragile, perché non accettava di essere stata abbandonata da suo padre. Tanto che era sua intenzione abbandonare il cognome Cantone, che lei non aveva mai sentito suo, per prendere il mio». Era davvero dietro l'angolo, la svolta tragica che avrebbe potuto far deragliare la vita di Tiziana.  Un'ansia pericolosa, dalla quale appare a un certo punto la figura di Sergio Di Palo. «Mi sembrò davvero molto strano - ricorda Maria Teresa - che nonostante il fortissimo legame che ci univa, mia figlia decise di punto in bianco di andare a vivere a casa sua. Dopo poche settimane ho sentito dentro di me, come solo una madre può riuscire a sentire, che mia figlia era cambiata. Mi ponevo tante domande. Mi chiedevo perché avesse deciso di legarsi a quell'uomo che non mi piaceva. Tiziana aveva sempre frequentato persone per bene».

Ma c'è un passaggio chiave in questa storia drammatica. «Tutto accadde poco prima delle vacanze natalizie dello scorso anno - prosegue Maria Teresa -. Una notte Tiziana bussò a casa. Era ubriaca, sconvolta come non mai. Mi chiese di dormire da noi. Mi disse tra le lacrime che aveva litigato con il suo fidanzato. Mi raccontò che avevano fatto alcuni giochetti, e che tutto era stato ripreso con una videocamera o un telefonino. I video erano finiti in rete: subito erano diventati virali». Ma c'è di più. C'è molto di peggio dietro quel legame pericoloso. «Tiziana - racconta la madre - mi confidò che il fidanzato l'aveva costretta a girare questi video con altri partner in più occasioni, perché provava piacere. L'unica concessione, consisteva nel fatto che Tiziana potesse scegliere il partner. Insomma - si dispera la donna - quest'uomo provava piacere a sapere mia figlia con un altro, e provava piacere nel guardare i video. Lui sapeva tutto». L'uomo sapeva anche di quel video «che tanto ha fatto del male a mia figlia, il suo ex ne era conoscenza».

Continua sul web: «Decidemmo di rivolgerci alla magistratura. Anche perché sul web stava montando quell'onda lurida che non si è mai fermata». Un'onda, che prima di ieri, aveva rischiato di travolgere Tiziana per ben due volte. «Tiziana tentò per due volte il suicidio. La prima volta accadde a dicembre del 2015. Ebbe una telefonata animata con il suo ex. Ingerì alcol e barbiturici, ma il 118 intervenne in tempo e lei si salvò». Il secondo tentativo di suicidio qualche mese dopo. «Tentò di lanciarsi nel vuoto dal balcone dell'abitazione del suo convivente», rivela Maria Teresa tra le lacrime.

Tiziana aveva tentato di stoppare la sua vita più volte, mentre il tritacarne della rete continuava ad andare veloce. Il web stava divorando la sua esistenza pezzo per pezzo, clic dopo clic. Fu anche per questo, che dietro l'insistenza del fidanzato, Tiziana decise di allontanarsi un po' da casa. Trascorse tutta l'estate del 2015 in Emilia, ospite di alcuni amici di Sergio Di Palo. Al ritorno, però la ragazza torna a vivere con lui. Una convivenza difficile, che Tiziana aveva deciso di portare ancora avanti, per evitare di stare in quella Mugnano dove l'attendeva l'onta della vergogna quotidiana. Quando la ragazza si decide a rompere la relazione, torna in via Rossetti. «Aveva il corpo pieno di lividi. Mi disse: Dammi del tempo, perché non è facile per me raccontare quello che ho passato». Fu il periodo più tranquillo vissuto da Tiziana. La calma prima della tempesta. «A mia figlia neppure importava l'esito del processo. Cosa che invece - accusa la madre - interessava tanto al suo ex, che contribuì anche ad alcune spese legali». 

L'epilogo era ormai vicino. «Gli ultimi giorni sono stati tremendi. La questione delle spese legali e dell'ingiustizia ricevuta, il suo nome in giro per tutto il web, la delusione per la qualità del rapporto con l'ex, la responsabilità di sostenere ancora altri processi, ancora altre gogne». «Lei voleva soltanto dimenticare», dice mamma Maria Teresa. Quell'oblio che nessuno le ha dato in vita, Tiziana l'ha trovato in quella cantina.
Giovedì 15 Settembre 2016, 08:18 - Ultimo aggiornamento: 15-09-2016 13:11


QUICKMAP