Napoli, nuova truffa degli orologi falsi: richiesto denaro al posto della tassa di importazione

Mercoledì 12 Gennaio 2022
Napoli, nuova truffa degli orologi falsi: richiesto denaro al posto della tassa di importazione

«Mi chiamo Roberto Murolo, lavoravamo insieme, ti ricordi? Adesso mi sono trasferito a Dusseldorf, dirigo una ditta con 30 dipendenti». Sono le 12.30 ai Portici di Via San Giacomo, a Napoli. «Roberto Murolo» arriva a bordo di una utilitaria nuovissima. 50 anni circa, capelli corti appena brizzolati e curati, maglioncino in lana. Durante l'approccio al suo interlocutore, fermato all'uscita da una banca, le auto dietro suonano il clacson, e lui invita l'interlocutore: «Sali a bordo un attimo. Possiamo darci del tu?».

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Seguono complimenti, richiesta di notizie su famiglia e figli e poi il «regalo» all'interlocutore di due orologi, apparentemente costosi e di marca, in eleganti astucci. «Dovevo consegnarli ad un notaio, ma purtroppo è morto. Sai che faccio, li do a te. Mi fa piacere di averti rivisto. Uno è per la tua compagna». Di fronte alla perplessità dell'interlocutore insiste: «Accettali, non essere imbarazzato». Poi, vinta la resistenza, la richiesa: «Ti chiedo solo di non farmi pagare la tassa di importazione. Quanto puoi darmi?» È una variante della truffa, in atto da anni, del «sono il cugino di... ti ricordi? Ho bucato una ruota, mi puoi prestare qualcosa?».

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