Vaccinazioni, la Regione Campania potenzia l'offerta per i fragili: punti vaccinali anche negli ospedali

In vista di un'ondata Covid e dell'influenza stagionale

Il tavolo di lavoro
Il tavolo di lavoro
di Ettore Mautone
Mercoledì 30 Novembre 2022, 15:36 - Ultimo agg. 1 Dicembre, 07:25
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Vaccinare i pazienti cronici e fragili per patologia contro l’herpes zoster e lo pneumococco ma anche contro l’influenza stagionale e il Covid (con la quarta dose) raggiungendoli con un’offerta attiva anche negli ambulatori specialistici e in ospedale, ad esempio durante un controllo o un ricovero con l’obiettivo di fare prevenzione attiva e tutelarne la Salute e una maggiore difesa rispetto alle infezioni a più alta incidenza.  

La Regione Campania mette in campo un piano ad hoc per potenziare e migliorare la rete di erogazione dei vaccini a favore della fascia di popolazione maggiormente a rischio affiancando ai medici di medicina generale e ai centri vaccinali dei distretti, anche gli ambulatori ospedalieri e i reparti di degenza dedicati a pazienti oncologici, con sclerosi multipla, diabetici, trapiantati e in attesa di trapianto, cardiopatici, broncopatici, malati reumatici, dializzati e affetti da patologie del sistema immunitario e, più in generale, a tutti i malati cronici. 

Il progetto, già in pista dalle scorse settimane, è stato presentato stamani in un tavolo di lavoro al Centro Direzionale promosso da Motore Sanità - a cui hanno partecipato i funzionari della Regione Pietro Buono e Ugo Trama, dirigenti di area presso gli uffici del Dipartimento Salute e i direttori generali delle Asl e ospedali di tutta la Regione. 

«La Campania negli anni per le vaccinazioni del piano nazionale vaccini ha raggiunto i principali target fissati dal ministero della Salute per la valutazione dell’adempienza ai fini dei Lea (Livelli essenziali di assistenza) – ha detto Pietro Buono dirigente staff tecnico operativo per la Salute in Regione Campania - attestandosi a oltre il 95% di popolazione target vaccinata per l’esavalente dell’infanzia e il morbillo rosolia e varicella. Ora puntiamo a migliorare lo standard anche contro pneumococco, herpes zoster, papilloma e influenza stagionale». 

Quest’ultima vaccinazione, contro un virus che quest’anno si è presentato in una forma più virulenta e in anticipo rispetto al picco natalizio, è nel 2022 in ritardo rispetto alle percentuali attese. «Nel 2020, in piena pandemia – ha sottolineato Buono – abbiamo raggiunto il 68% di copertura della popolazione di riferimento con più di 65 anni e meno di 5 anni di età, nel 2021 siamo arrivati al 60% e per quest’anno puntiamo almeno al 65% con la speranza di raggiungere, entro metà febbraio, quando avremo il secondo picco di malattia, il 75% a fronte del 50 per cento di copertura in una popolazione target formata da 1 milione di persone inserite nella fascia di ultra 65 enni».   

Il Piano della Regione per il potenziamento delle vaccinazioni ai cronici si basa sul pieno utilizzo della Piattaforma informatica Sinfonia in cui convogliare i dati delle somministrazioni sul modello di quanto già attuato durante gli ultimi due anni di vaccinazioni antiCovid. Gli ambulatori per i cronici e le stesse Rsa e i reparti ospedalieri segnaleranno alla Asl territoriale il fabbisogno di dosi, così i medici di famiglia e le farmacie che, in base a un accordo appena raggiunto, potranno offrire e somministrare anch’essi l’antinfluenzale ai soggetti fragili e over 65 enni in particolare diabetici e dializzati. Per questa nuova offerta attiva intraospedaliera, della quarta dose di anticovid e della vaccinazione anti pneumococco e anti Zoster, tutti i direttori generali hanno messo in campo un Piano d’azione che segue le indicazioni regionali.

Piani specifici illustrati da Pasquale Di Girolamo Faraone direttore sanitario dell’azienda ospedaliera dell’università Vanvitelli, Da Giuseppe Longo, direttore generale dell’azienda ospedaliera universitaria Federico II, da Anna Iervolino e Giuseppe Fiorentino rispettivamente direttore generale e sanitario dell’azienda dei Colli, Rosario Lanzetta, Direttore Sanitario AORN Moscati di Avellino, Emma Montella della direzione sanitaria della Federico II ed Emilia Anna Vozzella, direttore sanitario del Ruggi d'Aragona di Salerno. Tra gli intervenuti anche Lorenzo Latella, segretario Cittadinanzattiva Campania, Gianluca Pedicini, presidente nazionale della conferenza delle persone con Sclerosi multipla e referente territoriale della sezione provinciale Aism, Fabiana Anastasio coordinatore associazioni pazienti diabetici
camoani e Silvia Tonolo, presidente dell'Associazione nazionale malati reumatici Anmar.

«Secondo il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) – ha poi concluso Claudio Zanon, direttore scientifico di Motore Sanità -  la categoria dei gruppi di popolazione a rischio per patologia è costituita quelli affetti da  (patologie cardiovascolari, respiratorie, metaboliche, immunodepressione, etc.) che li espongono ad un maggior rischio di contrarre malattie infettive, spesso foriere di complicanze gravi che pongono il paziente a rischio di vita. Per questo il Piano nazionale fornisce un elenco dettagliato delle condizioni di salute per le quali risulta indicata l’immunizzazione. Esempi di intervento preventivo sono il vaccino anti-Herpes Zoster e il vaccino anti-pneumococco per i pazienti anziani e fragili. Per questo, oltre alla fascia d’età dei soggetti di 65 anni queste due vaccinazioni sono offerte gratuitamente ai soggetti con diabete mellito, patologia cardiovascolare, BPCO, asma e quelli destinati a terapia immunosoppressiva e con immunodepressione. Ma nonostante queste indicazioni e anche se queste vaccinazioni sono state introdotte nei LEA dal 2017 per chiamata attiva e gratuita, le attuali coperture vaccinali risultano ampiamente insoddisfacenti e richiedono una serie di interventi urgenti e ben strutturati».  

Su questa scia la Regione Campania sta tentando di attuare un modello virtuoso, utilizzando i centri ospedalieri come punto di riferimento per le vaccinazioni. 

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