Librerie a Napoli, sorpresa Mondadori: apre un megastore nel cuore del Vomero

Venerdì 26 Giugno 2020 di Ugo Cundari

Ormai sono mesi che il Vomero ha perso le due Mooks Mondadori, entrambe chiuse, sia quella di piazza Vanvitelli che quella di via Luca Giordano, in quest'ultimo caso la struttura aveva anche un Bed & breakfast dallo stile pensato apposta per richiamare il tema del libro e della lettura. Tutto cambia adesso con l'ufficializzazione di una notizia già circolata ufficiosamente un paio di mesi fa sull'apertura di una nuova Mondadori, sempre nel cuore del quartiere collinare. Da Milano hanno deciso di permettere l'inaugurazione di dieci nuove librerie sempre nella formula del franchising in tutta Italia, quattro solo in Campania. Entro luglio avranno aperto i battenti due a Salerno, per la precisione una a Cava De' Tirreni all'interno del centro commerciale cavese e un Mondadori Point nel centro storico di Angri, poi arriveranno un Mondadori Bookstore a Santa Maria Capua Vetere in provincia di Caserta e quella di Napoli. Peccato che in quest'ultimo caso, pur aprendosi di nuovo a via Luca Giordano, angolo con via Pitloo dove prima c'era il negozio di abbigliamento Liberty, la nota inviata da Milano parli di apertura nel centro storico. In realtà una spiegazione potrebbe esserci, perché tra le leggende metropolitane gira da parecchio gira quella secondo la quale una grande libreria, davvero al centro storico di Napoli, debba prima o poi aprire. In ogni modo, al di là dell'identificazione sbagliata tra quartiere collinare e zona centrale, quel che è certo è che il Mondadori Bookstore di prossima apertura al Vomero, tempo una decina di giorni, sarà un megastore, con una grande libreria su tre piani, settecento metri quadri totali per una disponibilità di titoli quasi doppia rispetto all'altra che si trovava a pochi metri di distanza.
 


Ad oggi al Vomero ci sono, oltre i buoquinistes di via Luca Giordano posizionati di fronte alla prossima Mondadori, Iocisto diretta da Alberto Della Sala a piazzetta Masullo e la Raffaello di Gianni Di Costanzo a via Kerbaker. Temono l'apertura di una nuova libreria? «No, anzi, quando succede sono sempre contento, soprattutto al Vomero, e non fa niente che dista poco dalla mia sede» dice Della Sala, «vuol dire che abbiamo fatto un ottimo lavoro, che i lettori del quartiere sono cresciuti e che qualche imprenditore un po' pazzo e un po' visionario ha creduto nei semi che abbiamo fatto germogliare. Chiunque sia il folle di turno, che come noi crede nella cultura e anche, perché no, nel ritorno economico del libro, noi lo aspettiamo a braccia aperte, venga qui per un'alleanza su un progetto comune di diffusione della cultura». Per Gianni Di Costanzo «più librerie nascono al Vomero meglio è. Quando ci sono tante offerte di lettura nella zona la gente non ha bisogno di spostarsi, di andare in altri quartieri, e quindi tutti noi che lavoriamo qui ne traiamo vantaggio, poi sta alla bravura di chi opera dietro il bancone a far trovare tutte le novità, ad avere un assortimento più ampio possibile». Per Gianfranco Lieto, presidente dei librai napoletani e titolare di una libreria a Fuorigrotta, «piazza Vanvitelli era un punto strategico ma l'accesso ai locali, con le scale, era scomodo. In questo momento il settore è in crisi profonda, sconta molto la concorrenza dei grandi gruppi che fanno vendita on line. Però se c'è passione e voglia di non arrendersi il segnale è incoraggiante. Ricordiamo che poco prima dell'emergenza Covid-19 aveva aperto un'altra libreria, a piazza Borsa, costretta a chiudere dopo pochi giorni e ancora non ha riaperto. Spero, e ne sono sicuro, che la futura Mondadori avrà sorte diversa». Il dato del mercato libraio di Napoli rimane preoccupante, vale il 4% di tutto quello nazionale, il resto delle province campane, tutte insieme, l'1%. 

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