Napoli, alla Federico II la prima cattedra europea Unesco sull'educazione alla salute

di Paola Marano

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L’università di Napoli Federico II incassa un importante riconoscimento internazionale grazie all’istituzione della cattedra Unesco «Educazione alla salute ed allo sviluppo sostenibile», prima in Europa a essere dedicata alla promozione dello stato di salute della popolazione agendo su fattori culturali, nutrizionali e ambientali.

Presentato questa mattina al centro congressi Partenope alla presenza del mondo accademico, istituzionale e dello spettacolo napoletano, il progetto – coordinato dalla professoressa Annamaria Colao - si avvale di uno staff composto da scienziati e ricercatori in ambito medico, agroalimentare, ingegneristico, con l’obiettivo di realizzare - in collaborazione con partner locali e nazionali - interventi nel campo della ricerca epidemiologica, clinica e traslazionale attraverso varie attività: a partire dalla ricerca, passando per master, programmi post laurea, corsi brevi, conferenze, pubblicazioni scientifiche, per arrivare allo sviluppo di protocolli standardizzati per la conduzione di studi epidemiologici in soggetti residenti in aree gravemente inquinate e con bassi livelli socio economici.
 
«Abbiamo presentato questo progetto all’Unesco perché consideriamo la salute un bene da proteggere – ha spiegato Annamaria Colao, direttore della UOC di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II e coordinatrice della cattedra – sarà un contenitore articolato che va dall'educazione della popolazione fino all'erogazione di visite gratuite e allo sviluppo e all'innovazione tecnologica. Dato l'invecchiamento della popolazione e l'arrivo in Italia di persone di etnia diversa dalla nostra, puntiamo nei prossimi decenni alla sostenibilità per fronteggiare la salute di tanti esseri umani diversi».
 

 In collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, molte delle iniziative saranno dedicate a giovani studenti con l’attivazione di programmi didattici dedicati all’educazione ambientale e alla prevenzione dell’obesità infantile.

«Dobbiamo sempre ricordarci che questa formazione deve avere un impatto sociale. Quindi deve anche educare le persone, specie le nuove generazioni, a vivere meglio per raggiungere una maggiore qualità della vita. Questo è il fine ultimo di tutta la politica che stiamo portando avanti come ateneo – ha evidenziato Gaetano Manfredi, rettore della Federico II – questo grande riconoscimento internazionale è la conferma del lavoro che stiamo facendo su un tema molto importante per il Mezzogiorno, la nostra regione e la nostra città».

Un lavoro incentrato soprattutto nella prima fase su attività di ricerca nel settore, che potrebbero avere un impatto anche in termini di sostenibilità economica del servizio sanitario pubblico, come ha sottolineato Anna Iervolino, nuovo direttore generale del Policlinico Federico II di Napoli. «Riponiamo grande fiducia in questi ricercatori di fama internazionale, perché dal loro lavoro deriveranno sicuramente dei vantaggi importanti per la sanità campana  e per i cittadini, spero anche in termini di qualità di assistenza e di risorse economiche ben spese. Oggi si parla anche del futuro del servizio sanitario». 
 
Martedì 10 Settembre 2019, 15:17 - Ultimo aggiornamento: 10-09-2019 15:18
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