Napoli. L’ispettore Lojacono di Gassman? Gira ai Decumani

di ​Diego Del Pozzo

 Proseguono a ritmi serrati le riprese a Napoli de «I bastardi di Pizzofalcone», la serie poliziesca tratta dai romanzi di Maurizio de Giovanni sulle vicende di una squadra di agenti, problematici e persino un po’ disfunzionali, impegnati in indagini a tutto campo nel ventre pulsante della metropoli partenopea di oggi. Prodotta da Massimo Martino e Gabriella Buontempo per Clemart, assieme a Rai Fiction, la prima stagione della serie sarà composta da sei film tv da 100 minuti l’uno, tutti diretti da Carlo Carlei, su sceneggiatura dello stesso De Giovanni con Silvia Napolitano e Francesca Panzarella.
 


Nel cast corale, spiccano i protagonisti Alessandro Gassmann, Tosca D’Aquino, Massimiliano Gallo, Gianfelice Imparato e la giovane Simona Tabasco già vista in «Perez.» di Edoardo De Angelis e nella comedy Rai «È arrivata la felicità». Ieri, dalle prime luci dell’alba fino a metà pomeriggio, il set è stato allestito in pieno centro antico, tra piazza San Domenico Maggiore, via Nilo, San Gregorio Armeno e San Biagio dei Librai, con tappa anche a palazzo Marigliano. I vari ciak di giornata si sono concentrati in particolare su Gassmann (che interpreta l’ispettore Giuseppe Lojacono), impegnato in alcuni passaggi con dialoghi, realizzati in esterni e salutati dall’entusiasmo (molto rispettoso, per la verità) dei tanti passanti che affollavano i Decumani. Iniziate il 26 novembre, le riprese andranno avanti fino a metà maggio, tutte a Napoli, per un totale di 20 settimane, con messa in onda prevista per l’autunno su Raiuno. Come già nei (finora) quattro romanzi di riferimento, anche in tv «I bastardi di Pizzofalcone» si focalizzerà sulle storie intrecciate dei poliziotti protagonisti e sulle loro interazioni con la città e con i suoi tanti volti.

La sede del piccolo commissariato che ospita i personaggi, location principale della serie, sarà ricostruita all’interno della sezione militare dell’Archivio di Stato, in via Egiziaca a Pizzofalcone, alla fine di via Monte di Dio. Il coinvolgimento diretto della Film Commission Regione Campania e il suo lavoro tecnico di coordinamento sul territorio e di raccordo con i numerosi interlocutori pubblici e privati coinvolti ha reso possibile l’ambientazione della serie nei locali storico-monumentali di palazzo Carafa (sede dell’Archivio militare), così come in altri luoghi della città: la Certosa di San Martino, il Suor Orsola Benincasa, il palazzo dell’ex Provincia, l’ospedale Monaldi, la sede di Monte Sant’Angelo della Federico II, l’ospedale del mare, gli uffici della Municipalità Chiaia – San Ferdinando. Molti altri ciak, sono stati e saranno realizzati all’interno di case private, ristoranti ed esercizi commerciali, oltre che tra le strade, i vicoli e sotto il cielo di una Napoli che, nelle intenzioni degli autori, sarà protagonista della serie quasi quanto gli attori in carne e ossa. Dopo la fine delle riprese della seconda stagione di «Gomorra – La serie», terminate a novembre, un altro progetto seriale importante come «I bastardi di Pizzofalcone» tiene viva l’industria audiovisiva italiana su Napoli come set ideale anche per le grandi produzioni.

In tutto ciò, un ruolo-chiave continua a giocarlo la Film Commission regionale nonostante le persistenti difficoltà economiche e un organico ridotto a due sole unità operative, il direttore Maurizio Gemma e la segretaria generale Simona Monticelli, oltre al presidente Valerio Caprara. 
Lunedì 18 Gennaio 2016, 16:10 - Ultimo aggiornamento: 18-01-2016 21:22
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