Alla Biblioteca Nazionale in mostra le edizioni rare dell'editoria spagnola a Napoli

Mostra di libri rari alla BNN napoletana
di Vincenzo Aiello

In occasione del Convegno di Studi “In onore di Pallade : La Propalladia di Torres Naharro per Ferrante d’Ávalos e Vittoria Colonna Celebrazioni del V Centenario dell’editio princeps (Napoli, 1517) “ che si tiene a Napoli il 1 e 2 dicembre, la Biblioteca Nazionale inaugura la mostra "Editoria e cultura nella Napoli spagnola della prima metà del ‘500 "( a cura di M. G. Mansi, S. Pignalosa e D. Bacca). In esposizione (fino al 10 gennaio), il più bel libro napoletano del Quattrocento, l’Esopo di Francesco Del Tuppo del 1485, perfettamente conservato, rilegato stupendamente, con coperta in marocchino rosso, a fregi d' oro, insieme ad altri rari testi della fortunata stagione dell’incunabulistica aragonese a Napoli ed a preziosi manoscritti esemplati a Napoli, come le Sentenze di Plutarco del 1485 e il De terremotu di Gianniozzo Manetti.

In mostra, le opere di Sannazaro, di Nifo e di altri esponenti della cultura cinquecentesca e quasi tutte le edizioni di Giovanni Pontano stampate da Sigismondo Mayr, lo stampatore che diede inizio alla vicenda della tipografia napoletana del Cinquecento. Mayr giunse a Napoli quando Gonzalo de Cordoba assunse la carica di viceré nel 1503 dando impulso alla pubblicazione di opere di autori dell’umanesimo napoletano. Nella città partenopea Mayer si legò instaurando un lungo sodalizio con l’umanista Pietro Summonte discepolo di Giovanni Pontano, esponente di spicco dell'umanesimo napoletano che appunto nel 1503 assunse la guida dell’ Accademia Pontaniana, carica che resse fino al 1526, quando la presidenza dell'accademia passò a Jacopo Sannazaro. Alla morte di Mayr nel 1517 la vedova Caterina de Silvestro (che in seguito sposa Evangelista Presenzani ) continuò a portare avanti la stamperia del marito, che sarà una delle quattro officine tipografiche che fino al 1526 lavoreranno a Napoli, insieme a quella di Giovanni Antonio de Canneto, quella di Giovanni Pasquet de Sallò, ed a quella di Antonio Frezza.

La Propalladia di Torres Naharro, si inserisce in questo contesto, appare a Napoli il 16 marzo del 1517, l’anno seguente la morte di Ferdinando il Cattolico e segna una nuova tappa della storia tipografica e culturale della città. l’edizione in lingua castigliana è tra le principali opere in spagnolo stampate a Napoli per favorire l’integrazione tra la città e la dinastia regnante.
Venerdì 1 Dicembre 2017, 16:54 - Ultimo aggiornamento: 01-12-2017 16:54

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