«Omaggio a Napoli», il Senato celebra la città

Domenica 15 Settembre 2019 di Francesca Bellino

È dedicato a Napoli e alla sua identità il settimo appuntamento di «Senato&Cultura», rassegna voluta dal presidente Elisabetta Casellati, e per gli invitati, ieri mattina, a Palazzo Madama diventa impossibile non cantare in coro le più celebri canzoni della tradizione partenopea affidate a Massimo Ranieri.

«Le canzoni napoletane hanno una forza intrinseca. Io non mi stanco di cantarle, mi emoziono ancora. Sono nel mio dna, ma sono anche nella memoria di tutti. L'abbiamo visto oggi, tutti cantavano con me», riflette il cantattore chiudendo l'incontro che rientra nel progetto realizzato dal Senato con Rai e Rai Cultura per valorizzare il patrimonio storico e culturale italiano.
 
«Se dovessi rinascere, rinascerei a Napoli. Grazie a Napoli sono quello che sono. Sono un pezzo di carne di Napoli e questo mi ha sempre spianato la strada», racconta l'ex scugnizzo di Santa Lucia, che si esibisce accompagnato dal pianoforte di Sebastiano Burgio, passando da «Anema e core» a «Resta cu me», a «Tu si na cosa grande», scegliendo brani del secondo Novecento, piuttosto che dell'era d'oro della melodia verace. «È un privilegio poter cantare questi brani», spiega contento che il Senato abbia voluto rendere omaggio alla sua città e alla sua cultura: «Napoli è la contraddizione, il mistero, la gioia, il dolore e la malinconia. I napoletani sono tragici, ma sanno anche essere allegri e solari. Vanno dal sole alle tenebre, ma soprattutto sono un popolo che ama la vita». Prima di lui tocca a Serena Autieri affrontare i classici-classici di cantaNapoli: accompagnata dal pianista Enzo Campagnoli intona vibrante una perla del calibro di «Palomma e notte». Applausi anche per il coro dei bambini del San Carlo.

«Se è vero che già nell'antichità Polibio sottolineava che per la sua bellezza e per la sua fecondità gli sei si contendono il possesso della città, Napoli ha saputo nei secoli conservare intatta la sua magia, il suo fascino senza tempo», evidenzia la presidente del Senato Elisabetta Casellati nel suo discorso di benvenuto, prima di lasciare spazio agli altri ospiti e valorizzare un'altra caratteristica della città: la capacità di riscatto attraverso l'impegno sociale e la solidarietà. Applausi, allora, per don Antonio Loffredo, parroco della Basilica di Santa Maria del quartiere Sanità, e Rosario Esposito La Rossa, fondatore della Scugnizzeria a Scampia, due esempi di come la cultura possa essere uno strumento di aiuto ai giovani nati in contesti svantaggiati. E poi c'è l'arte: Marco Ferrigno espone nelle sale adiacenti all'aula di Palazzo Madama alcune creazioni rappresentative della tradizione del presepe napoletano, Lello Esposito il suo Pulcicorno, scultura in cui la maschera di Pulcinella si fonde con il corno portafortuna, realizzata ad hoc per Senato&Cultura.

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