Prof della Normale a Napoli a caccia dei piccoli cervelloni

Giovedì 5 Settembre 2019 di Mariagiovanna Capone
Degli 84 studenti eccellenti attesi, soltanto in due non si sono presentati alla prima lezione. La sala al piano terra dell'Università Federico II è stracolma. Di giovani, di idee, di progetti, di sogni da realizzare e obiettivi da raggiungere. Le giornate di orientamento organizzate dalla Scuola Normale Superiore di Pisa, in collaborazione con la Federico II di Napoli, da ieri e fino a lunedì prossimo vedrà coinvolto il futuro del Paese.
 
Per una settimana assisteranno alle lezioni universitarie tenute da insigni docenti di tutte le discipline, umanistiche e economiche, delle scienze dure e della vita, delle scienze applicate e del diritto, in modo da poter sviluppare una idea più precisa del percorso di studi più giusto da intraprendere una volta ottenuta la maturità. «Un percorso che la Normale di Pisa persegue da 30 anni circa» spiega Luigi Ambrosio, direttore del prestigioso ateneo toscano, con origini campane. «Facciamo ai migliori studenti della quinta superiore delle lezioni approfondite che possono guidarli al meglio nel loro percorso formativo e far emergere un potenziale che spesso è sopito e va solo stimolato». Non tutti infatti hanno la media del 10: «Sono stati scelti in base anche a cosa vogliono per il loro futuro e sulla capacità di descrivere se stessi». Intanto sul fronte delle eccellenze universitarie, la Federico II ha prorogato il bando per i 30 posti del primo anno del corso ordinario alla prestigiosa Scuola Superiore Meridionale, il percorso di studi che la Normale di Pisa avrebbe dovuto insediare a Napoli ma suscitò notevoli polemiche, e fu bloccata da un intervento della Lega. Il matrimonio non si è fatto ma la Ssm sì. Ottanta milioni di euro in cinque anni stanziati dal Miur alla Federico II grazie ai successi ottenuti dall'ateneo federiciano negli ultimi anni. Ai posti per diplomati, che avranno vitto e alloggio gratis oltre a una borsa di studio di 1.200 euro annui, si aggiungeranno i dottorati di ricerca che partiranno a breve.

Vengono da Napoli ma anche dalla provincia, dalla Puglia, dalla Toscana. Quasi tutti sono minorenni ma ti accorgi al primo sguardo che negli occhi hanno una luce diversa da quella dei loro coetanei. Sono le eccellenze italiane, futuri biologi, fisici, matematici, ma anche medici e ingegneri. Nayi Adam è metà napoletano e metà ganese. «Il mio sogno? Diventare archeologo» ammette senza remore lo studente del Liceo classico «Vittorio Emanuele II-Garibaldi». «Le scienze umane sono il mio interesse principale da sempre, completate da archeologia e linguistica. Sono molto onorato di essere stato scelto per questa settimana di orientamento e ascolterò con attenzione le lezioni dei docenti ma sinceramente non ho ancora deciso se studiare a Napoli o in Italia. Penso al mio futuro e di possibilità per ora il mio Paese ne offre poche, le fughe di cervelli sono imposte da questa mancanza di spazi per varie discipline». Leila Mariani viene da Grosseto e l'anno prossimo si diplomerà al liceo scientifico linguistico della sua città. «Studierò biologia marina, l'obiettivo e far parte dello staff di istituti di ricerca all'estero, in particolare Sudafrica».

Nonostante tanti mostrano idee chiare sul proprio futuro, Luigi Ambrosio è convinto «che alcuni cambieranno percorso, perché statisticamente abbiamo verificato che proprio questo orientamento ha fornito informazioni dettagliate ai ragazzi su facoltà alle quali non avevano pensato». «È un modo per poter interagire con una grande istituzione culturale, didattica e di ricerca come la Normale di Pisa» interviene il rettore Gaetano Manfredi. «Ma anche prosegue - l'occasione per far conoscere a questi studenti eccellenti che provengono da tutta Italia la nostra proposta didattica, cultura, qualità formativa, e il valore della nostra università che sempre di più rappresenta un grande riferimento». Ultimo aggiornamento: 18:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA