BancoNapoli-Chieti, patto tra Fondazioni

Domenica 17 Febbraio 2019 di Valerio Iuliano
La Fondazione BancoNapoli annette la Fondazione di Chieti. Da un'intesa tra i consigli di amministrazione dei due enti è scaturito il progetto che prevede la fusione per incorporazione dell'ex CariChieti nella Fondazione di via dei Tribunali. Un'operazione che ha visto la luce nei mesi scorsi e che determinerà l'acquisizione di Palazzo de' Mayo, un imponente edificio barocco destinato a diventare la sede in Abruzzo della Fondazione presieduta da Rossella Paliotto.
 
«Le due Fondazioni- si legge nella Relazione dell'organo amministrativo dell'ente partenopeo - hanno avviato uno studio per la valutazione degli effetti di una fusione delle due istituzioni in termini di valore del patrimonio che risulterebbe dalla loro aggregazione, di redditività dello stesso e di benefici per il territorio di riferimento anche in considerazione della razionalizzazione dei costi. L'operazione comporterà una maggiore efficacia dell'attività erogativa che la Fondazione Banco di Napoli svolge tradizionalmente anche nell'ambito del territorio abruzzese e molisano permettendo, così, di sopperire alla notevole contrazione delle risorse che ha interessato la Fondazione Chieti- bruzzo e Molise». Proprio le difficoltà finanziarie hanno spinto la Fondazione teatina a cercare una forma di collaborazione con altri istituti analoghi. La fusione tra enti è una delle possibilità previste dal Protocollo d'Intesa Acri/Mef del 2015 per le fondazioni che, per le loro ridotte dimensioni patrimoniali, «non riescono a raggiungere una capacità tecnica, erogativa ed operativa adeguata».

L'ente abruzzese nel 2015 ha subito un notevole decremento del proprio patrimonio in seguito al crack della Carichieti Spa, la società bancaria conferitaria di cui deteneva l'80% delle azioni. Da allora la capacità di effettuare erogazioni è stata di fatto azzerata. «Per effetto della risoluzione della Carichieti Spa - si legge in un documento dell'istituto teatino - la Fondazione non ha percepito più dividendi e non ha potuto condurre attività erogativa a beneficio della propria comunità. La comunanza di parte dell'ambito territoriale di riferimento ha indotto la Fondazione Chieti Abruzzo-Molise e la Fondazione BancoNapoli ad avviare iniziative lungo l'asse Chieti-Napoli». Le due regioni fanno parte da sempre del bacino territoriale dell'ente di via dei Tribunali e «Palazzo de' Mayo, finora sede della Fondazione di Chieti, prende il nome - spiegano i vertici dell'istituto abruzzese- da una nobile casata napoletana». La proposta di aggregazione inoltrata nel 2018 dal Cda della Fondazione teatina ha avuto, dunque, una risposta positiva con l'inserimento nel documento programmatico previsionale 2019 della fondazione partenopea. E una delibera del Cda del 16 gennaio scorso ha di fatto convalidato la Relazione che fissa i criteri principali dell'operazione. Toccherà ora al Consiglio Generale dell'ente di Palazzo Ricca, nella seduta del 4 marzo prossimo, approvare definitivamente la fusione.

Il passaggio successivo, previsto dalle norme del Codice Civile sulla fusione delle società, sarà la richiesta al Ministero dell'Economia e delle Finanze di autorizzazione all'operazione di fusione e approvazione delle modifiche statutarie, fino alla stipula dell'atto pubblico. Tra le modifiche allo Statuto della Fondazione BancoNapoli è previsto l'incremento da 21 a 22 del numero di componenti del Consiglio Generale, con la nomina del ventiduesimo all'interno di una terna proposta dal Comune di Chieti. Un'operazione straordinaria che accrescerà, dunque, il patrimonio della fondazione. «La sostenibilità economica e finanziaria dell'operazione di fusione, oltre a quella che viene parzialmente garantita dalle locazioni attive e da altri proventi, passerà- prosegue la relazione dell'ente partenopeo - attraverso iniziative rivolte alla rivalutazione dell'utilizzo di Palazzo de' Mayo sia sotto l'aspetto culturale, con iniziative congressuali, concertistiche e museali, sia per attività che si svolgeranno attraverso enti e/o società strumentali, che potranno aiutare a contribuire alla copertura degli attuali contenuti costi di gestione».
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