Bassolino candidato sindaco di Napoli con una lista civica: parte l'operazione San Gennaro

Domenica 20 Settembre 2020 di Luigi Roano

Polo bianca, mano nella mano con un nipotino, l'inseparabile moglie Anna Maria Carloni al suo fianco, Antonio Bassolino è stato tra i pochi ad avere accesso nel Duomo per le celebrazioni di San Gennaro. Ma non inganni il quadretto familiare dell'ex sindaco, governatore e ministro del Lavoro e nemmeno lo sfegatato e mai nascosto amore per San Gennaro di cui è devoto, «da sindaco e da presidente della Regione non me ne sono mai perso uno, San Gennaro è il sindaco dei Santi» racconta a chi gli stringe la mano e lo invoca. Perché Bassolino è in campo e questa volta sembra davvero che nemmeno il cordone ombelicale con il Pd, partito di cui è fondatore, possa frenarlo. Nel senso che - questa la sensazione - l'eventuale casa politica per dare «una mano alla città» potrebbe essere anche una formazione politica diversa dai dem e che non è nemmeno alleata con il Pd. La sostanza è che il grande ex - a correre per sindaco di Napoli la terza volta e a distanza di venti anni - ci pensa sul serio.

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Al bar, all'entrata in cattedrale e anche dentro al Duomo pur essendoci un numero contingentato di presenze causa Coronavirus è accolto non bene, ma molto di più. Un entusiasmo che non ha nemmeno sfiorato gli altri rappresentanti delle Istituzioni che pure nel Duomo si sono recati soprattutto «per dovere». Certo, chi amministra, chi governa ha il grosso handicap che per la sua funzione divide, tuttavia Bassolino in questo periodo sembra inossidabile e in grande spolvero. Sui social è diventato una star. Su fb fioccano a decine gli inviti a farsi avanti, a scendere in campo, a dare una mano a Napoli da protagonista, cioè a candidarsi. Un pressing che viene da lontano e che sembra stia iniziando a fare breccia.
 

 

Bassolino c'è nella città, è lui che si è fatto opposizione in Comune dove il Pd, al di là delle plateali iniziative come la raccolta firme per la sfiducia a de Magistris, non è andato. Per esempio, sulla vicenda della mancata assunzione delle maestre di sostegno perché in Consiglio comunale nessuno ha mantenuto il numero legale è stato duro. «Napoli - ha scritto su fb - è da tempo senza maggioranza e senza opposizione. È senza una maggioranza vera e reale in grado di farsi carico della vita quotidiana (manutenzione di strade e di parchi, trasporto pubblico, servizi sociali e civili). È senza una vera e seria opposizione capace di confliggere quando è necessario e di fare il suo dovere civile a favore di 130 maestre di sostegno e 18 educatori per asili nido». E ancora: «Lo stesso Consiglio comunale sopravvive come sospeso in aria, lontano dalla realtà. È proprio dalle sofferenze sociali e civili che si deve dunque partire per ridare senso alla politica, per ricostruire una prospettiva e un comune senso di appartenenza». Ancora su fb ha postato la sua foto al corteo con i sindacati: «Sempre con i lavoratori» la didascalia strizzando l'occhio a quel mondo in cui è nato.
 
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Come si spiega questo attivismo dell'ex sindaco? Non solo con la passione per Napoli, ma anche per la politica, quella dei nostri giorni non gli va a genio. Non gli piace quello che si intravede all'orizzonte a partire da martedì, cioè a urne chiuse per le regionali. Non gli piace un Pd - questo raccontano i suoi amici - così preoccupato dai consensi da mettere sul tavolo Napoli per cementare l'alleanza con il M5S. Non piacerebbe a Bassolino - il condizionale qui è d'obbligo - l'alleanza con i pentastellati in assoluto. Non gli piace l'abbandono delle primarie marchio di nascita del partito. E se strappo ci sarà con i dem - come sembra quasi scontato - la motivazione sarà squisitamente politica. A Bassolino non piace nemmeno l'idea che nei dem locali Vincenzo De Luca se vince alla Regione - e tutti i sondaggi sono d'accordo che ha un vantaggio cospicuo - abbia poi la facoltà di individuare anche il candidato per Palazzo San Giacomo. Tutte motivazioni valide che lo stanno spingendo a fare - nella sostanza - attività politica. Del resto se De Luca a 71 anni può essere ricandidato alla Regione perché lui a 73 si dovrebbe tirare indietro? È ovvio che Bassolino guarda a sinistra, dove tutto un mondo è in movimento, quello a cui come a lui non piace il legame con il M5S. La sinistra è alla ricerca di un progetto - ci sta provando per esempio Sergio D'Angelo - che abbia dei valori tipici. Bassolino - nella sostanza - ha già risposto presente.

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