Comunali a Napoli, Manfredi pronto allo sprint per le liste: avanzano i centristi, tensioni Iv-De Luca

Lunedì 5 Luglio 2021 di Luigi Roano
Comunali a Napoli, Manfredi pronto allo sprint per le liste: avanzano i centristi, tensioni Iv-De Luca

«C'è tempo per le liste» il mantra del centrosinistra allargato al M5S e in effetti si vota - secondo le ultime indicazioni - la seconda domenica di ottobre. Ma la sostanza politica di questa vicenda è che bisogna fare invece presto, un paio di settimane al massimo e l'ossatura della coalizione che sostiene la corsa a sindaco di Gaetano Manfredi deve essere ben chiara. In affanno è l'area che si riconosce nel presidente della Regione Vincenzo De Luca. Un conto è la complessità e la concorrenza del capoluogo, altra cosa è la Campania dove reclutare è molto più semplice. L'ultimo strappo nella coalizione è tra il governatore e Italia Viva. De Luca vuole fare una lista forte tutta sua ovvero Napoli libera che fa il verso a Campania libera che tanto successo ha avuto alla regionali, ma in città - tranne un paio di collettori di voti - non ha molto a cui attingere. Perché dalla morsa di Pd, M5S, la lista Manfredi sindaco di emanazione dell'ex ministro, Sinistra e l'area moderata non afferente al governatore, è difficile che sfuggano candidati ed elettori utili alla causa. Così De Luca ha chiamato l'assessore dei renziani Nicola Caputo a dargli una mano. Più brutalmente gli ha detto che deve smetterla di pensare a Iv per un po' di tempo e di trovare nomi per la sua lista. Il risultato? Lo stallo e qualche frizione con i renziani e dentro i renziani dove solo Annamaria Maisto, compagna di Gabriele Mundo consigliere comunale di Iv uscente, sembra essere sicura del posto. Un intrigo la formazione delle liste perché Manfredi, a dispetto della serenità con la quale si esprime, non è tipo da mollare e tanto meno da farsi intimorire, lui, il professore, va avanti per la sua strada. Le liste devono essere al massimo 10-12. Se si considera che la coalizione parte da 24 sigle perché i Verdi del Sole che ride sono rientrati in queste ore, lo sforzo di sintesi da fare non è di poco conto. La parola d'ordine dell'ex rettore è accorpare formazioni politiche che rappresentino aree e non persone. Vale a dire uno schieramento con un polo riformista, la società civile e i partiti.

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La lista che fa capo al candidato inizia a prendere forma, le trattative le sta conducendo Manfredi che sta contattando professionisti, accademici, specialisti, associazioni, Terzo settore che per Manfredi «devono avere un ruolo determinante. Troppe volte l'associazionismo sia di origine cattolica che laica ha colmato le lacune dello Stato. Ma una cosa deve cambiare: chi governa deve assumersi la responsabilità di agire da regia programmatoria mettendo in rete tutte le esperienze che sui singoli territori sono prossime a chi soffre» ha rivelato in una intervista ad Avvenire. Come si dice di questi tempi personalità espressione del «territorio». Gianfranco Wurzburger, esponente di spicco dell'associazionismo cattolico in ottimi rapporti anche con la curia, è in pole position, così come Gennaro Esposito, consigliere comunale vicino a de Magistris nel primo mandato dell'ex pm. Fondatore del Comitato vivibilità cittadina si batte per «una movida rispettosa dei residenti». Oggi alle 18 Manfredi farà una passeggiata assieme a lui, partenza da piazza Dante. Nel M5S - malgrado la crisi - scalpitano Dario Carotenuto, Teresa De Giulio, Luca Capriello, Anita Amato, tutti ex candidati alle regionali 2020 e che dovrebbero riprovarci alle comunali di ottobre. In casa Pd alle candidature certe di Pasquale Esposito, Gennaro Acampora, Tommaso Nugnes e Nicola Pezzullo, si aggiunge anche quella di Paolo Cardone, giovane consigliere di municipalità di Secondigliano. Tra le donne Raffaella Guarracino, Antonella Loffredo e Autilia Carillo, già candidata alle scorse elezioni regionali così come Enza Amato che potrebbe essere anche la capolista. Si lavora anche su Flavia Sorrentino e non si esclude infine la presenza in lista di qualche consigliere comunale proveniente dalle fila della ormai ex maggioranza arancione. 

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