Coronavirus in Campania, 33mila richieste per la Cig in deroga: «Dev'essere subito rifinanziata»

Mercoledì 1 Aprile 2020 di Luigi Roano

L'accordo tra Governo e banche che consente a queste ultime di anticipare in luogo dell'Inps l'assegno per gli ammortizzatori sociali, alleggerisce un po' la pressione sulla Regione. L'accordo - nella sostanza - copre anche e soprattutto la Cigd - Cassa integrazione in deroga - della durata più o meno di 9 settimane. Uno sburocratizzazione che snellisce tutte le pratiche. Clima meno teso, ma i ritmi restano frenetici sono decine di migliaia le richieste. L'ente di Santa Lucia, per conto del Governo, deve raccogliere le richieste proprio della Cigd che stanno già a quota 33mila. In questo contesto i sindacati alzano il tiro e si appellano al Governo perché rifinanzi la misura, alla Campania per la Cigd sono andato solo 103 milioni. Intanto i consulenti del lavoro insistono perché le pratiche siano ancora più snelle.
 

 

Le parti sociali sulla Cigd sono molto cauti, prima di fare il bilancio vogliono aspettare almeno fino a venerdì quando sarà più chiaro il quadro delle richieste. Giovanni Sgambati, il segretario regionale della Uil inquadra così la situazione: «A oggi non ho segnalazioni di particolari problematiche, il portale della Regione sta reggendo. Se ci fossero state tensioni visto il dispiegamento di forze del sindacato sul territorio lo avremmo saputo. Ripeto posso parlare per quella che è la situazione a oggi». Poi Sgambati precisa: «È chiaro è che un conto sono le richieste un altro la loro congruità, vedremo più avanti come stanno le cose. Ho la sensazione che bisogna fare chiarezza su altri punti. Per esempio che gli ammortizzatori sociali, al netto dei fondi professionali, sono tre: la Cigd che riguarda le piccole e piccolissime imprese quelle anche da 5 lavoratori. Poi c'è Cassa integrazione ordinaria dove già hanno avuto accesso le imprese più grandi e quindi la straordinaria. Ecco perché un primo bilancio lo si potrà fare solo tra qualche giorno per quello che riguarda la Cigd che comunque il Governo deve rifinanziare». Alla fine alla Cigd potrebbero accedere solo - si fa per dire tra le 5000 e le 8000 aziende, almeno questa è una delle proiezioni che circola in queste ore, che va presa per quella che è, una proiezione. Sul fronte della Cgil Walter Schiavella il segretario metropolitano, matura una certezza su tutte: «Le richieste sui nostri tavoli sono migliaia e migliaia e sicuramente la cifra di 103 milioni messa dal Governo non basterà. Dal terziario sono davvero in tanti a farne richiesta ma non scherzano nemmeno gli altri settori».
 

Edmondo Duraccio è il presidente dell'ordine dei consulenti del lavoro e anche il loro decano: dal 1987 è su quella poltrona senza soluzione di continuità. Passano tra le mani dei consulenti del lavoro moltissime pratiche per gli ammortizzatori sociali che poi finiscono nei sistemi dell'Inps. «Andava fatta una sola grande cosa - spiega Duraccio - visto che stiamo in un periodo di emergenza straordinaria invece di avere più ammortizzatori sociali ce ne voleva uno per tutti. Invece in Italia ci sono 21 regioni e ciascuna ha la sua procedura. Così non si aiutano quelli rimasti senza stipendio per colpa di un'epidemia». Duraccio è critico nei confronti del Governo: «La gente che è rimasta senza lavoro e sta a casa è in queste condizioni non per colpa del mercato del lavoro, ma per una pandemia e dunque sta a casa per decreto dello Stato. Ecco perché dico che non hanno senso tanti tipi di ammortizzatori sociali». Per Duraccio c'è ancora troppa burocrazia che un po' lega le mani e fa rallentare la missione anche dei consulenti del lavoro: «Questo strumento di guerra che è la Cigd non doveva e non poteva essere affrontato con procedure ordinarie, elefantiache, burocratiche, irrazionali e principalmente inidonee all'unico obiettivo da raggiungere: fare presto a garantire la continuità della retribuzione a chi non la può più percepire». Quanto alla Regione Duraccio riconosce che «il portale dell'ente di Santa Lucia è più aggiornato di quello dell'Inps. Detto questo l'accordo vigente qui che prevede anche un accordo con i sindacati a noi consulenti del lavoro non fa altro che rallentarci». 

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