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Di Maio a Pomigliano: «Draghi dietro la scissione? Una sciocchezza»

Sabato 2 Luglio 2022 di Pino Neri
Di Maio a Pomigliano: «Draghi dietro la scissione? Una sciocchezza»

«Oggi c'è qualcuno che pensa che ci possiamo staccare dalla Nato ma noi non ce lo possiamo più permettere di pensare così. L'Italia deve restare saldamente nell'Ue e nella Nato altrimenti non si possono mettere in sicurezza le famiglie italiane». Così, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, tornato nella sua Pomigliano per partecipare al RinascitaFest, la festa di una compagine politica locale della sinistra.

Intervistato dalla giornalista della Repubblica, Conchita Sannino, nell'aula del consiglio comunale, l'esponente del governo Draghi si è molto soffermato sulla questione Ucraina. «Noi ci siamo opposti alla no fly zone - ha detto il ministro - ma ho dubbi sul fatto che Putin si voglia fermare al Donbass. Ieri Putin ha cominciato a colpire Odessa. Se volesse sedersi al tavolo della pace non si comporterebbe in questo modo». Quindi il problema dell'accoglienza: «In Italia finora abbiamo accolto 5 milioni di ucraini. Gli italiani hanno aperto agli ucraini le loro case e non c'è stato bisogno di aprire centri di accoglienza». Intanto la crisi energetica incombe: «Ci vorrà del tempo per l'autonomia energetica dalla Russia - ha spiegato Di Maio -  nel frattempo dobbiamo mantenere la linea dell'alleanza difensiva. Non possiamo entrare in un'economia di guerra. Ma molte aziende hanno aumentato le esportazioni».

Inevitabilmente però il discorso è finito sulla politica nazionale. «La scissione suggerita da Draghi? Non diciamo sciocchezze - la replica del ministro - In questo momento storico se il governo cadesse sarebbe un disastro per la nostra economia. Nel mondo c'è grande fiducia per il nostro governo. Da Italiano io voglio che ci possa essere un governo con un'ampia maggioranza. Quando il presidente Draghi si siede al vertice Nato con le solite scorribande della politica italiana questa roba non ci aiuta». «Se facciamo un buon lavoro in questi otto mesi che si separano dalle elezioni possiamo mettere il Paese in una situazione di sicurezza economica». «Lo ius scholae? Io sono favorevole ma non lo si può utilizzare in modo strumentale. Mi auguro che si trovi un accordo in Parlamento. Ma non si può usare questa questione per far cadere il governo mentre facciamo la legge di bilancio. Se si vuole fare questo mi devono dimostrare perché è un bene per il Paese. 

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Sul rapporto con Grillo, molto critico sulla scissione con la creazione di Insieme per Il Futuro, Di Maio ostenta sicurezza: «Tra otto mesi i cittadini si pronunceranno. Io non ho nessuna intenzione di fondare un partito personale per arrivare al 2023. Io non ho rotto con il Movimento 5 Stelle per un tema qualsiasi. Io ho rotto perchè qualcuno sosteneva che non biosognava rispettare le alleanze. Ma quando vedo che l'ambasciatore russo appoggia la posizione del Movimento 5 Stelle io devo rendere chiarezza al popolo italiano. Le telefonate e gli sms di Draghi sul fantomatico suggerimento di andare via dall'M5S sono solo cose presunte e basta. Noi dobbiamo solo lavorare per il Paese». 

Ultimo aggiornamento: 18:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA