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Giuseppe Conte a Napoli con Manfredi: «Gaetano è il garante del patto Pd-M5S, tornerò presto»

Martedì 7 Settembre 2021 di Luigi Roano
Giuseppe Conte a Napoli con Manfredi: «Gaetano è il garante del patto Pd-M5S, tornerò presto»

Due ore di attesa, ma appena è arrivato - Giuseppe Conte, ex premier e neo capo del M5S - ha rubato la scena a tutti. Al candidato sindaco del centrosinistra Gaetano Manfredi, per il quale ha parole al miele, e ai 40 candidati della lista del M5S in sua attesa sotto un solo caldissimo per essere battezzati come epigoni del nuovo corso: sono loro i primi candidati dell'era contiana, i post-grillini. Del resto, basta dare un'occhiata a i nomi in lista per capire come recinti e argini siano molto più larghi rispetto al passato, nonostante sullo sfondo il rumore della lista dei fuoriusciti dal Movimento capitanata da Matteo Brambilla che si è candidato a sindaco sia molto forte e avanza ricorsi sul nuovo statuto. Tra i candidati che fino a pochi mesi fa nessuno si sarebbe aspettato la docente Francesca Menna e Ciro Borriello, due ex assessori della giunta de Magistris, e dalla zona arancione viene anche Flavia Sorrentino che si è fatta le ossa alla corte dell'ex pm con l'Osservatorio in difesa di Napoli. Il presidente della Camera Roberto Fico, anche lui presente al battesimo della squadra, inquadra così la situazione: «Ci sentiamo totalmente garantiti da Manfredi, una persona di eccezionale valore - racconta - terrà in piedi una coalizione che, in ogni caso, sta lavorando bene». Poi aggiunge: «Avere all'interno della lista persone di valore come Francesca Menna, che è stata sempre vicina a noi e che ho fortemente voluto in lista, è un valore aggiunto». 

 

«Grazie Napoli», le prime parole di Conte da un palchetto improvvisato in piazza Sanità, in un quartiere superpopoloso e popolare come nessuno in città, roccaforte del reddito di cittadinanza. Il Conte napoletano è un leader neomelodico nel senso pieno del termine: reinterpreta in chiave moderna la tradizione del politico che sta in strada e nelle piazze e ieri Conte è entrato anche nei bassi per salutare chi lo invocava. Non a caso ha subito chiarito: «Il nuovo corso del M5S non sarà più solo su facebook, ma stare con la gente. Io non fuggo da Napoli ci ritornerò presto. Da qui inizia il mio tour per l'Italia per queste elezioni che mi piace intitolare così: La politica è ovunque».

Conte sempre sottobraccio con Manfredi spinge sul futuro di Napoli e sui doveri del Movimento: «Manfredi lo ricordate come ministro dell'Università, è una persona seria e competente. Abbiamo lavorato insieme nel periodo più duro che l'Italia ricordi dal secondo dopoguerra, se nasce questo Patto per Napoli è perché abbiamo trovato l'interlocutore necessario». Il capo politico dei pentastellati lancia la sfida: «A risollevare Napoli, a farla tornare a splendere noi ci proveremo, ma saremo leali, perché le promesse che non possiamo mantenere non le faremo. Il nuovo corso del M5S è umile, guarda negli occhi i cittadini e riconosce i propri errori, perché di errori ne sono stati fatti. Ma se darete un voto al M5S, in particolare a questo patto per Napoli, darete un voto a chi si impegna a rispettare i patti». Parole rivolte ai disoccupati che hanno presidiato la piazza e che Conte ha incontrato. Parole che hanno rassicurato i senza lavoro. «Il nostro - ribadisce - è un progetto importante, Gaetano ha avuto un ruolo di promozione. Sulle condizioni finanziarie del Comune verranno introdotti passaggi normativi e finanziari. Se il centrodestra non si siede al tavolo nazionale sui conti di Napoli prende in giro i cittadini».

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È uno show quello di Conte senza mai però perdere di vista la politica e le elezioni amministrative che tra meno di un mese saranno il primo test del nuovo corso e anche il termometro per capire se l'alleanza con il Pd potrà essere riproposta alle politiche del 2023. Conte sulle liste e i pericoli di infiltrazioni è netto anche se non sembra preoccupato: «La soglia di attenzione dev'essere elevatissima. Confidiamo che le liste siano state fatte con molta cura e che siano a prova di infiltrazioni e, dai riscontri che abbiamo fatto, ne siamo sicuri».

Un pensiero che ha confidato anche ad Antonio Cesarano, il papà di Genny ucciso sei anni fa proprio in quella piazza durante una stesa, una vittima innocente della camorra. Non c'è stato l'incontro - invece - con don Antonio Loffredo, il parroco della Sanità. Non programmato, ma il tema che la comunità della zona è rimasta delusa dalla mancata ricandidatura di Ivo Poggiani c'è. «Così dobbiamo ricominciare tutto, siamo punto e a capo» il timore che serpeggia. Poi la passeggiata nel quartiere. Sale su un minibus dell'Anm e saluta l'autista ed i passeggeri. Quindi a casa di una ultracentenaria. Il selfie con una coppia di sposi. E ancora strette di mano a decine e full immersion nello street food: dalle olive alla pizza da Concettina, ha assaggiato di tutto. Finale alla pasticceria Poppella, dove ha gustato un dolce e mentre lo addentava ha guardato i fotografi e con ironia ha detto in napoletano: «Amma suffrì». 

Ultimo aggiornamento: 18:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA