«Troppe crisi: vertenza Campania», pressing di De Luca sul governo

Domenica 21 Luglio 2019 di Adolfo Pappalardo
Il governatore invoca l'apertura di un tavolo nazionale sull'emergenza lavoro in regione. «Vertenza Campania», la chiama Vincenzo De Luca chiedendo al governo di intervenire su una situazione ormai drammatica. Tra crisi aziendali e, soprattutto, il caso dei precari storici campani: dai lavoratori degli ex consorzi ai disoccupati napoletani. Non è una richiesta d'aiuto, filtra da palazzo Santa Lucia, quanto dei cahiers de doléances per denunciare, e spiegare, perché la Campania non formalizzerà l'accordo, unica regione in Italia, per i circa 470 navigator selezionati dall'Anpal nell'ambito della norma che ha varato il reddito di cittadinanza.
 
Per De Luca si tratterebbe infatti di formalizzare altri contratti a tempo determinato per due anni con il rischio che anche loro vadano a ingrossare le fila di chi invoca da anni una stabilizzazione. A cominciare, paradossalmente, da circa 400 lavoratori precari degli uffici campani della stessa Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro.

«La Regione è impegnata concretamente nell'affrontare le vertenze delle aziende in crisi e la grave situazione delle aree di precariato ma - spiega De Luca - occorre aprire un tavolo nazionale che dia risposte certe. È maturo il tempo per una Vertenza Campania. Per questo si chiede l'apertura di un tavolo nazionale per affrontare da subito le gravi vertenze in atto».

Il governatore cita poi i numeri della crisi. A cominciare dai lavoratori socialmente utili: «Sono 3.700 e da oltre 20 anni prestano la loro attività presso 148 enti locali in regime di convenzione con il ministero. La convenzione scade il 31 ottobre prossimo», elenca De Luca prima di soffermarsi sulle crisi aziendali: «Sono circa 400 i tavoli di crisi in Campania, molti di carattere nazionale come ad esempio Whirlpool, Jabil, Treofan, Mercatone Uno. Aziende che dichiarano esuberi per migliaia di lavoratori. Sono già 80 le procedure di licenziamento collettivo attivate da gennaio 2019 a oggi». A seguire i lavoratori di diversi consorzi sino ai disoccupati storici napoletani.

Da qui l'autoassist per i navigator che dovrebbe assumere l'Anpal. «Nell'ambito del tavolo potranno essere affrontate anche le questioni relative ai cosiddetti Navigator. È noto a tutti che la Regione dice, da sempre, no alla creazione di nuovo precariato. E rifiuta quanto viene previsto dal vergognoso articolo 3 dell'accordo quadro nazionale, che consente addirittura forme di doppio lavoro per i navigator. La Regione è per la linea della stabilizzazione partendo dai lavoratori precari attualmente in Anpal», rimarca l'ex sindaco di Salerno riferendosi ai circa 400 collaboratori dell'agenzia mai stabilizzati e non conteggiati in quelli da assumere per far decollare la fase 2 del reddito di cittadinanza. Risponde così anche ai grillini che l'accusano di voler negare un posto di lavoro ai 470 selezionati. «Il lavoro - conclude De Luca - è la priorità e vanno valorizzate e ampliate le possibilità di impiego legate al Piano per il Lavoro della Campania che ha come obiettivo posti stabili, non precariato».

In scia con i grillini, contro la scelta di De Luca si scaglia Fulvio Martusciello, europarlamentare di Forza Italia. «La decisione di De Luca getta fumo negli occhi ai 471 giovani campani selezionati dall'Anpal. Qui si gioca sulla pelle dei precari, su giovani professionisti che hanno creduto nel comparto pubblico e ora fanno i conti con una realtà diversa da quella che gli era stata prospettata. Senza la convenzione - attacca l'europarlamentare azzurro - i 471 giovani campani non possono cominciare a lavorare». Ultimo aggiornamento: 11:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA