Maltempo in Campania, è stato d'emergenza: subito 8 milioni dalla Regione

Martedì 24 Dicembre 2019 di Gigi Di Fiore

Gran parte dell'Italia fa la conta dei danni provocati dal difficile week end di pioggia e vento. Alberi crollati, frane, esondazioni di fiumi ed è la Campania una delle regioni più colpite.

Otto milioni di euro è la stima dei fondi necessari agli interventi urgenti per i danni causati da frane ed esondazioni di fiumi e torrenti. È la cifra stanziata dalla giunta regionale campana, che si è riunita in seduta straordinaria. La Regione ha chiesto intolre la dichiarazione dell'estensione dello «stato di emergenza» per le conseguenze di tre giorni di maltempo in tutte le cinque province campane. Senza dimenticare che alla conta dei danni si sono aggiunte anche le conseguenze della violenta mareggiata che nella notte ha sferzato le isole di Ischia, Capri e Procida e le costiere. Dagli interventi urgenti ai danni strutturali da riparare: subito dopo Natale, inizierà una ricognizione su strade, porti e infrastrutture per una verifica necessaria a una quantificazione precisa. Ha commentato il governatore Vincenzo De Luca: «Abbiamo compiuto un atto doveroso, in alcune realtà sono state sgomberate decine di famiglie. Dagli interventi urgenti, si passerà poi al sostegno delle attività economiche, nei settore dell'agricoltura, del commercio e del turismo, che hanno subito un duro colpo».
 

 

Tra tutti i centri colpiti è San Martino Valle Caudina quello alle prese con i danni più gravi. Secondo il sindaco Pasquale Pisano, ci vorranno almeno cinque milioni di euro per intervenire sullo smottamento della piazza principale. È l'effetto dell'esondazione del torrente Caudino, che scorre sotto la piazza. Una frana a monte del paese, nella zona di Mafariello, ha ostruito il corso del torrente che è come esploso nella superficie dell piazza che è inagibile. Nel piano di gestione del rischio alluvioni dell'Autorità di bacino Liri Garigliano, in quest'area era previsto un intervento di 400mila euro finora mai spesi. E il comando provinciale dei carabinieri di Avellino sta preparando un'informativa da consegnare alla Procura su quanto è accaduto a San Martino Valle Caudina dove, in una sola giornata, sono caduti ben 80 millimetri di pioggia.
 

La pioggia ha colpito terreni coltivati, soprattutto di aziende vinicole. E il presidente di Confagricoltura Campania, Fabrizio Marzano, parla di «danni di rilevante entità a frutteti e foraggere e infrastrutture rurali». Le zone più colpite sarebbero l'Alto casertano investito dallo straripamento del fiume Volturno in diversi punti. Confagricoltura ha provato a fare una prima mappa dei danni, suddivisa per province. Stima che, nel Sannio, gli straripamenti del Volturno a Amorosi e Limatola mettono in pericolo diversi vigneti. Uguale situazione in Irpinia. In provincia di Salerno, invece, le esondazioni dei fiumi Lambro, Mingardo, Picentino e Tusciano avrebbero investito colture ortive in serra. Un ulteriore allarme è stato lanciato per le zone della costiera sorrentino-amalfitana coltivate ad agrumi.
 
 

In provincia di Salerno, albergatori, titolari di B&b, commercianti denunciano disdette di decine di prenotazioni. Molte a Salerno città, dove c'era il tutto esaurito fino a gennaio, ma anche in Costiera dove, dopo la frana che ha colpito la Statale per Amalfi, ce ne è stata un'altra a Maiori: sgomberati in via precauzionale un convento di frati e dieci famiglie. A Salerno città hanno subito danni anche i pontili dei pescatori, travolti dalla grande mareggiata.
 
 

Il presidente della provincia di Benevento, Antonio Di Maria, ha convocato il consiglio provinciale per il 27 dicembre inserendo, all'ordine del giorno, la richiesta alla Regione dello stato di calamità naturale. Spiega Di Maria: «Credo che la Regione Campania, che pure si è attivata immediatamente con la Protezione civile, debba dare anche risposte al bisogno di ricostruzione e rinascita che anima la nostra gente dopo gli eventi alluvionali degli ultimi giorni, che hanno seguito quelli del 2015».
 
 

Nel Parco e nel Giardino inglese della reggia di Caserta, il vento ha abbattuto ben 34 alberi. Alcuni sono secolari e di pregio, come il Cupressus Macrocarpa, considerato un albero monumentale presente in ben quattro specie nel Giardino Inglese. Quello abbattuto dal vento è stato uno dei primi ad essere piantato tra il 1873 e il 1876. Un danno enorme sul piano storico, ma anche economico. La direzione del Parco e del Giardino Inglese ha disposto un'analisi tecnica per verificare le cause del crollo degli alberi. Il Giardino Inglese riaprirà al pubblico solo il 26 dicembre, ma alcune zone del Parco dovranno rimanere chiuse per motivi di sicurezza. Spiega un comunicato della direzione del Parco della reggia di Caserta: «Abbiamo già segnalato le condizioni di vulnerabilità del Parco e sta per essere pubblicato un bando per il recupero, il riutilizzo e la valorizzazione della alberature a terra».
 
 

Difficoltà ovunque in Campania e Unicredit ha disposto una serie di interventi per sostenere le comunità colpite, come una moratoria di 12 mesi sulle rate dei mutui o un prestito a tasso agevolato per i privati che hanno subito danni. È il caso di chi ha avuto l'auto schiacciata dal crollo di alberi. A Napoli, invece, il Consiglio comunale ha ricordato Mohamed Boulhaziz, il 62enne marocchino morto per il crollo di un albero nella zona di Agnano. La Procura napoletana ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità sulla morte di Boulhaziz, con verifiche sull'attività di manutenzione dei circa 50 alberi crollati in città.

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