Elezioni comunali a Marigliano, scissioni e patto Pd-Fi: voto sconvolto da bufera giudiziaria

Martedì 15 Settembre 2020 di Adolfo Pappalardo

Inviato a Marigliano

Alla fine la battaglia è tra due ex compagni di partito. Il Pd in questo caso, che sosteneva il sindaco uscente e già pronto a candidarsi per il secondo mandato. Ma eccola la tegola giudiziaria (pesante) che si abbatte alla fine di luglio: Antonio Carpino, primo cittadino del Pd, viene arrestato con l'accusa di corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Ad accusarlo è un pentito che racconta come i clan l'avrebbero appoggiato, in cambio di favori, per le primarie a sindaco e poi per la campagna elettorale. Accuse tutte da dimostrare ma l'inchiesta è un terremoto per i democrat che davano Carpino già praticamente sulla poltrona da sindaco. E così oggi a scontrarsi sono due consiglieri Pd uscenti di quella maggioranza: Vincenzo Esposito e Peppe Jossa. Outsider è Saverio Lo Sapio, battagliero ambientalista che tenta di rompere gli schemi.

LO SCENARIO
Come arriva l'autunno sono dolori a Marigliano, cittadina del Nolano di quasi 30mila abitanti che ha dimenticato due cose. La prima: l'agricoltura, che era il settore trainante sino agli anni 60 prima che la maggior parte dei contadini decidessero di inseguire il boom delle industrie nella vicina Pomigliano. La seconda: il centro storico, che è un piccolo gioiellino, versa in condizioni fatiscenti e degradate. E, appunto, quando arriva l'autunno e le prime piogge, sono dolori: l'impianto fognario va in tilt e riversa per strada acqua e liquami. Senza contare i vecchi palazzi abbandonati. Come il complesso trecentesco palazzo Verna, chiuso e sbarrato dal sisma del 1980. E da allora, a parte i fiumi di inchiostro per raccontarne il ventilato recupero, non è mai avvenuto nulla. Mentre più giù insiste l'«Agrimonda», la fabbrica di fitofarmaci andata a fuoco nel 95 in cui erano stipate 235 tonnellate di sostanze chimiche. La definirono la «Chernobyl» italiana e contribuì non poco alla triste fama di Marigliano che si trova a insistere nel «triangolo della morte», con Acerra e Nola, in cui la camorra per anni smaltì veleni contribuendo non poco ad un'impennata di tumori per la popolazione.

LEGGI ANCHE Elezioni comunali a Ercolano: nel fortino di Renzi la sfida è tutta tra ex Pd

I CANDIDATI
«La coalizione che mi sostiene è quasi tutta composta dalla vecchia maggioranza tranne una parte del Pd che sostiene Jossa e ha fatto un accordo con il centrodestra», è l'estrema sintesi di Vincenzo Esposito, ingegnere di professione e consigliere uscente del Pd (sostenuto da 5 civiche) ma oggi pentito. «A dir la verità già dall'anno scorso ho cominciato un percorso di uscita per tornare nel mio mondo: ora sono con i popolari di De Mita», dice lui che si candida in continuità con il lavoro di Carpino. Non è che sarà un cattivo biglietto da visita? «Mi auguro che l'amico Antonio chiarisca il prima possibile - spiega - ma io mi riferisco al lavoro iniziato con lui 5 anni fa». Tipo? «Anzitutto il Puc, adottato a febbraio e ora in fase di osservazioni e passare subito a concludere l'iter. Chi invece oggi si propone in discontinuità vuole cominciare daccapo: ma così sprechiamo i soldi dei nostri concittadini».

PATTO TRASVERSALE
Dall'altro lato, Peppe Jossa, avvocato 47enne anche lui consigliere Pd uscente ed ex capogruppo in Città metropolitana quando si strinse un patto con de Magistris. Ed infatti, in questa corsa, oltre al Pd è sostenuto da Fi e tre civiche. Un'operazione «benedetta» da Paolo Russo, il deputato di Forza Italia, che a Marigliano è nato. «Sono sempre l'uomo delle larghe intese», dice Jossa che nel 2015 fu sconfitto alle primarie proprio dall'ex sindaco. «L'arresto è avvenuto alla viglia della formazione delle liste e abbiamo lanciato questo appello alle forze politiche in campo per una coalizione larga che contenesse varie anime per mettere avanti le problematiche della città», dice lui che mette al primo posto il recupero del centro storico. Ma sono comunque scintille tra ex compagni di partito: «Lui è andato via proprio alla vigilia della sua candidatura e, comunque, le cose fatte bene della vecchia amministrazione non le rinneghiamo mica».

Infine Lo Sapio, agguerrito agente d'assicurazione di 61 anni che da anni si batte per l'ambiente, che rischia di essere l'ago della bilancia anche con una sola lista. «La nostra - dice - è l'unica proposta politica seria. A Marigliano, è accaduto una cosa assurda: abbiamo il parlamentare Fi Paolo Russo che si spoglia del simbolo e si mette assieme al Pd; dall'altro un cartello di potere tra cui una lista sostenuta da funzionari del comune. Tutto surreale specie se le elezioni avvengono dopo l'arresto del sindaco».

© RIPRODUZIONE RISERVATA