Napoli, la denuncia di De Luca: «Il governo vuole chiudere la strada del Vesuvio»

Domenica 2 Giugno 2019 di Adolfo Pappalardo
Un attacco al governo giallo-verde sulle infrastrutture. Risponde così, da governatore, Vincenzo De Luca ai fendenti di ventiquattr'ore prima ad Aversa e Casoria di Matteo Salvini. Lo fa alla mostra d'Oltremare di Napoli a margine dell'incontro con i volontari di Protezione Civile impegnati nelle prossime Universiadi. «Il governo ha stoppato decine di infrastrutture - attacca De Luca - in questa regione. Tra cui la statale 268, la statale del Vesuvio, che serve ad evacuare 800mila persone in caso di pericolo».
 
Sono per ora stoppati in Campania cantieri del valore di 1,675 miliardi. Si evince da un rapporto che l'Anas ha inviato alla commissione Trasporti della Camera in cui segnala la necessità di rinviare al prossimo biennio l'avvio, nel Mezzogiorno del Paese, di 115 cantieri per un valore di 9.493 miliardi di euro. Soldi già stanziati ma frenati da intoppi burocratici che vanno dalla condivisione dei progetti con gli enti locali, la necessità di approfondimenti tecnici fino a ritardi nella presentazione dei pareri tecnici o allungamenti dei tempi nell'iter autorizzativo.

Tra questi cantieri rientrerebbe proprio la statale 268 del Vesuvio, importante arteria di collegamento di cui tre anni fa, ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, è stato varato il progetto per il raddoppio da 2 a 4 corsie.

«Ma nel decreto crescita - spiega Luca Cascone, consigliere regionale Pd e presidente della Commissione trasporti - viene previsto il blocco per quelle opere a cui non si è arrivati alla firma del contratto esecutivo. Una follia perché alcuni cantieri sono molto più impegnativi degli altri. Quello dell'ampliamento della statale 268 dei Paesi vesuviani, infatti, è un'opera decisa nel 2016 e i progetti vanno avanti speditamente. Non parliamo di un piccolo cantiere ma di un'opera importante dove prima dell'esecutivo vero e proprio servono progetti, pareri di diversi enti e conferenze dei servizi. Un lavoro che sta andando speditamente. Non si capisce, quindi, perché bloccare un'opera essenziale che non è certo bloccata o congelata per inadempienze. Anzi».

«Leggo tra le tante palle che questo governo ha in mente che c'è anche l'eliminazione di alcune infrastrutture. La cosa ci riguarda perché tra queste c'è anche la statale 268, la statale del Vesuvio, una strada che serve ad evacuare 800mila persone in caso di pericolo. Ma come si fa? Come è possibile che non sia una priorità questa?», si chiede De Luca prima di prendersela con il vicepremier Matteo Salvini. «Vorrà dire che la prossima volta mi metto pure io il giubbotto addosso e sventolo il crocefisso cosi' facciamo gli esercizi spirituali», ironizza lui, riferendosi al crocefisso ostentato dal segretario della Lega in questa campagna elettorale e alla divise d'ordinanza che spesso indossa.

Proprio la statale 268 è un'arteria non solo nevralgica per snellire il traffico dei paesi a Nord del Vesuvio ma anche via di fuga principale in caso di eruzione del Vulcano. Infatti il governatore annuncia come, a breve, verrà firmato un nuovo piano evacuazione. «Firmeremo un protocollo con le regioni che si impegnano a ospitare i nostri concittadini sgomberati da territori a rischio: 800mila dall'area vesuviana e qualcosa di più dall'area Flegrea. Bisogna mettere in campo il massimo di capacita' organizzativa. A ottobre poi avremo, conclude, un altro appuntamento: ci sarà la settimana mondiale di Protezione Civile con una prova ai Campi Flegrei». © RIPRODUZIONE RISERVATA