«Pd, pronte le cinque firme per sfiduciare il sindaco de Magistris»

Mercoledì 30 Ottobre 2019 di Luigi Roano

C'è voluto l'intervento di Michele Meta, il commissario del Pd metropolitano, per far rientrare il caso del gruppo al consiglio comunale di Napoli spaccatosi sulla mozione di sfiducia al sindaco Luigi de Magistris. In due, Diego Venanzoni ed Alessia Quaglietta subito si sono schierati a favore della sfiducia, mentre il capogruppo Aniello Esposito, Salvatore Madonna e Federico Arienzo avevano mostrato molti dubbi. Meta ha parlato di persona con loro e i dem si sono ricompattati. Per fare arrivare la mozione in Consiglio comunale servono 16 firme, questo stabilisce il regolamento del Comune. Nella sostanza servono le firme di tutte le opposizioni e questo non è un problema atteso che Fi ha già formalizzato la sua richiesta e gli altri, ovvero Lega, Fdi, M5S e Napoli popolare sono sulla stessa lunghezza d'onda. E infatti con il Pd in campo si è sbloccato lo stallo. Ieri ci sono state singole riunioni tra i vari gruppi delle opposizioni mentre oggi alle 12 è prevista una riunione tra tutti e 16 consiglieri dell'opposizione dove verrà scritto il testo della mozione. Che verrà presentata all'ufficio di presidenza del Consiglio comunale il 29, data in cui si riunirà l'Assemblea cittadina al Maschio Angioino, in modo da poterla discutere nella seduta già programmata del 6 novembre.

«Ho avuto conferma - racconta Meta - che tutti i componenti del gruppo Pd al Consiglio comunale di Napoli firmeranno la mozione di sfiducia che va discussa poi in Aula non ci sono spaccature». Si sgonfia il caso? Sembra di sì, tuttavia restano intatte le perplessità in quell'area che vede la mozione come il fumo negli occhi. Tant'è la disciplina di partito va rispettata altrimenti si è fuori, del resto Meta è espressione del partito nazionale e la linea politica è quella della mozione di sfiducia nessuno si può tirare indietro. Il commissario al riguardo replica con puntualità sul tema che per una forza di sinistra votare assieme alla Lega e a Fratelli d'Italia non è il massimo. «Si tratta di una mera questione formale - il regolamento del Comune di Napoli prevede che ci vogliono 16 firme per discutere una mozione di sfiducia al sindaco, meglio sarebbe stato se ognuno avesse potuto portare la sua ma è solo una questione di regolamento». La mossa del commissario punta a unire il partito in ogni sua componente perché in vista ci sono due appuntamenti molto importanti: il congresso provinciale che il 7 dicembre voterà il nuovo segretario con il giovane Marco Sarracino che sembra essere in pole position. E in primavera le elezioni regionali dove Vincenzo De Luca - l'attuale presidente - punta al bis. E lo stesso Pd non è unito sulla ricandidatura. Inoltre c'è da verificare la questione delle alleanze, dopo il voto in Umbria sembra difficile ripetere lo stesso schema in Campania. In questo scenario è chiaro che Napoli - da sempre un grande laboratorio politico - gioca un ruolo importantissimo.

Chiarita la vicenda interna al Pd e le mosse e contromosse che si stanno facendo nei dem, il tema del giorno è l'affondo delle opposizioni contro il sindaco. In queste ore sta già circolando una bozza della mozione di sfiducia: cinque i punti dove si punta l'indice contro il «malgoverno cittadino» e le varie emergenze dai trasporti ai rifiuti e - come da queste colonne è stato più volte ribadito - il fatto che «il consiglio comunale non si riunisce dal 7 agosto». «Eppure si riuniscono le commissioni - racconta Enzo Moretto della Lega - ma che si riuniscono a fare se le commissioni sono propedeutiche ai lavori del Consiglio comunale che non si convoca da tre mesi? Non vorrei che alcuni pensassero solo al gettone di presenza. In ogni caso ho scritto già al Prefetto per informarlo su questa inagibilità politica e amministrativa». Insomma questa volte dalle opposizioni arrivano bordate pesanti e che sicuramente rappresentano lo stato d'animo di molti napoletani. Ma in Aula c'è davvero la possibilità che il sindaco venga sfiduciato e si sciolga il Comune? Sulla carta sembra difficile, dopo l'audio dove 5 consiglieri congiuravano contro l'ex pm per avere una poltrona in giunta, i ribelli hanno fatto marcia indietro e hanno rigiurato fedeltà: al momento le forze in campo sono queste: 16-17 l'opposizione e 23-24 la maggioranza.

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