Napoli, Fico gela de Magistris: «I nostri rapporti solo istituzionali»

Lunedì 3 Giugno 2019 di Luigi Roano

L'appello al Presidente della Camera Roberto Fico per una santa alleanza anti Lega alle regionali non desta particolari entusiasmi, dall'entourage di Fico trapela questo concetto: «Il rapporto con il sindaco Luigi de Magistris è cordiale ma Istituzionale». L'intervista dell'ex pm su «Il Fatto» dove ha chiesto un'alleanza al M5S, non smuove i vertici grillini. Certo, in politica tutto è possibile, il tema di una crisi di Governo è attuale e gli scenari cambierebbero radicalmente ma è presto per eventuali ribaltoni. Malgrado la cosa che unisce veramente grillini e de Magistris è la grande volontà di scalzare dalla Regione il presidente Vincenzo De Luca. L'ala fichiana del M5S non disdegnerebbe un patto elettorale con de Magistris ma è poco per ipotizzare qualsiasi ragionamento più complessivo, solo il feeling tra Fico e il sindaco - canterebbe Pino Daniele - «quello sicuro non se ne va».
 
Il sindaco - tuttavia - domani sarà a Roma dove è in programma un incontro con il vicepremier Luigi Di Maio, verso il quale certo non è stato tenero definendolo come colui che «ha fatto diventare Salvini un leader». Vertice con il capo politico dei Cinquestelle ma che non dovrebbe essere politico. In agenda al centro della discussione ci sono le tematiche economiche e del lavoro a iniziare dal caso Whirlpool, una vera bomba scoppiata nella periferia più depressa della città, quella orientale. In questo contesto sarà molto improbabile che Di Maio possa immaginare di farsi una chiacchierata politica con de Magistris, i due «Giggini» però non è escluso che qualche battuta sull'argomento la possano anche scambiare. Un de Magistris - come ha dichiarato all'assemblea arancione di sabato, in questo periodo sarà a Roma spesso perché ha in programma trenta appuntamento per parlare di politica con tutti i vertici e i parlamentari dei partiti che si oppongono alle destre e ai sovranismi. E questo significa che prima o poi ci sarà anche un contatto con i democrat. Nella squadra del sindaco - a iniziare dalla giunta - sono in tanti che hanno come orientamento politico nel cuore un centrosinistra di sinistra, allargato al civismo ma non al modello pentastellato. Nella stessa assemblea di demA di sabato scorso non a caso la spaccatura si è consumato sul ruolo egemone nel mondo demagistrisiano dei centri sociali. Con il paradosso che de Magistris a livello interno il problema ce lo ha nella sinistra tradizionale. Lo strappo è evidente.

E lo sottolinea in maniera forte Tommaso Sodano l'ex vicesindaco che esattamente 4 anni fa si dimise da numero due di de Magistris. Da allora ha sempre evitato di commentare le vicende dell'ex pm e del Comune. Ma questa volta le sue parole sembrano rasoiate: «Si continua a ragionare - scrive in riferimento al dibattito di Napoli - soltanto su vuote e fantasiose formule o sulla migliore soluzione personale. Tanto per cominciare a Napoli si dovrebbe votare nel 2021 e non capisco perché si debba sciogliere anticipatamente il Consiglio Comunale e non provare invece a ritrovare la connessione con la città». Per Sodano «questo significa rimettere al primo posto la Politica, piuttosto che continuare nella gestione di sopravvivenza come con le recenti nomine. L'uomo solo al comando non è quello di cui abbiamo bisogno per ricostruire un spazio di alternativa politica a Napoli, in Campania e in Italia. Ora è il momento della generosità e della disponibilità ad aprirsi e ad ascoltare».

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