Pd, rispuntano i veleni: 67 tesserati fantasma a Torre Annunziata

Venerdì 29 Novembre 2019 di Adolfo Pappalardo

Non c'è congresso del Pd napoletano senza un po' di veleno. E anche stavolta non poteva mancare: il segretario democrat di Torre Annunziata denuncia 67 tessere farlocche, fatte a sua insaputa, e denuncia tutto in Federazione. Che però approva e lui rassegna le dimissioni: «Pensavo che le cose fossero cambiate. Ma non è così», dice Antonio Esposito, medico 58enne ed ex assessore ulivista, che lascia l'incarico.

Stavolta per il congresso fissato per il 7 dicembre non c'è il braccio di ferro e le guerre a colpi di tessere. Poiché la candidatura è unica: l'orlandiano Marco Sarracino si appresta a ricoprire l'onere di dover ricostruire il partito e bonificarlo in alcune aree della provincia. Cose note. Anche se ieri scoppia la grana di Torre Annunziata perché la commissione regionale di garanzia del partito boccia una serie di criticità che i dirigenti locali hanno segnalato, nero su bianco, sul tesseramento. A Torre del Greco, Mariglianella, Somma Vesuviana, Piano di Sorrento, Arzano e, soprattutto, Torre Annunziata. Qui però Esposito non la prende bene. «Il 7 novembre - racconta l'ex segretario - avevamo raggiunto la quota di 43 nuovi iscritti venuti in sede. E quell'elenco abbiamo spedito a Napoli in Federazione. Ma il giorno dopo chiedo il file di controprova e scopro che il numero è salito a 100 componenti oltre 2 iscritti con iscrizione on line. Solo dopo vengo a sapere che un compagno di partito le ha compilate a casa. Una modalità reclutativa assolutamente scorretta». Per questo Esposito formula un reclamo-denuncia indirizzato al commissario Michele Meta chiedendo che le 67 tessere in più vengano cancellate o comunque non possano esprimere il voto al congresso.
Ma dalla commissione regionale di garanzia il reclamo non viene preso in considerazione. Per il Pd campano, «viste le due versioni contrastanti tra il segretario e il componente dell'ufficio adesioni e dato che gli elenchi e le relative quote sono state consegnate, si acquisiscono i nuovi iscritti».

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Non la prende affatto bene il segretario di Torre che molla l'incarico. «Visto che il commissario Meta - scrive nella lettera di dimissioni - ha deciso di non intervenire, pur sapendo che le firme degli iscritti sono state falsificate e quindi tutto il tesseramento è stato falsato, vi invito a provvedere, per lo svolgimento del congresso, agli adempimenti necessari». Comunque un cazzotto in volto al partito e al commissario che aveva messo in piedi, in ogni circolo, regole rigide per il tesseramento. Dai comitati di adesioni in ogni circolo a giorni e orari prestabiliti nelle sedi per evitare pacchi di tessere compilati in maniera carbonara. Un modo anche per vigilare sulla composizione della platea di iscritti ed evitare brutte sorprese: come accaduto in passato, di ritrovarsi tra gli iscritti camorristi. Come a Castellammare di Stabia o Ercolano.

Ma nella cittadina vesuviana guidata dal sindaco renziano Ciro Buonajuto i dirigenti locali democrat hanno seguito i criteri messi a punto dall'ex senatrice Teresa Armato quando, 5 anni fa, fu chiamata a fare il commissario del circolo: portare gli elenchi degli aspiranti democrat presso la caserma dei Carabinieri per far dare un controllo dai militari. Ma non è saltato fuori nulla.

Ad Arzano, invece, sono stati bloccati una decina di tesseramenti dalla commissione di garanzia. Bocciati tutti quelli che l'anno scorso, nonostante il divieto del Pd a presentarsi con una lista di partito alle amministrative, erano scesi in campo con altre civiche. Elezioni che non ci furono mai per lo scioglimento del Comune una settimana prima del voto. Ma la commissione di garanzia segnala che la situazione ad Arzano è delicata e invita «il nuovo gruppo dirigente metropolitano a seguire tutta la vicenda politico-amministrativa».

Ieri però viene dato il via libera al tesseramento dei nuovi iscritti che potranno votare al congresso: sono 4.022 i nuovi tesserati mentre con i rinnovi si conta di arrivare a 12mila.

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