Regionali Campania 2020, De Luca pronto al diktat: «Tagliate o lo faccio io»

Giovedì 30 Luglio 2020 di Adolfo Pappalardo

È Fulvio Bonavitacola, il vicegovernatore, a cercare di mettere ordine nella coalizione deluchiana. Da politico navigato ed esperto quale è sa bene che una squadra troppo ampia può essere un boomerang e serve una sintesi. Necessaria. Per questo ieri mattina convoca ad horas tutti gli alleati per il pomeriggio. Sempre alla Stazione marittima. Riunione che non dura nemmeno un'ora. Anche perché c'è solo un messaggio da esternare: «Al netto dei partiti che hanno un loro valore politico, invitiamo tutti a fare una riflessione e verificare se si possano fare sintesi e accorpamenti tra le liste. Se ciò non avviene sarà il presidente De Luca a fare una riflessione», dice più o meno, scandendo bene le parole, Fulvio Bonavitacola nella riunione di ieri davanti ai rappresentanti di civiche e partiti.

Anche perché in questi giorni prima il Pd, poi Ciriaco De Mita e Clemente Mastella, hanno messo in guardia dal rischio di troppe liste. Bonavitacola convoca 19 sigle anche se in corsa sono ora 17.

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Ancora troppe però. Per questo ieri, anche su pressing dei partiti, si decide di convocare tutti e stringere i tempi. A cominciare dalla presentazione di liste, programmi (entro sabato mattina presso il quartiere generale di De Luca stabilito in via Orsini, alle spalle della Regione) e, soprattutto, i nomi in corsa da far pervenire entro giovedì. Questo per vagliare non solo le formazioni ma, soprattutto, per verificare se in ogni lista ci siano nomi consoni. Leggi: non volgari riempilista, come ora si teme. E, soprattutto, per analizzare i singoli nomi ed evitare che si annidi qualche indesiderabile. «Ciascuna lista è stata invitata a comunicare al coordinamento delle coalizione, entro sabato, la definitiva denominazione e contrassegno, nonché la designazione di un rappresentante per le procedure elettorali e di un rappresentante per il programma», recita il comunicato del vicegovernatore. «Si è stabilito di accelerare la definizione delle liste privilegiando criteri di accorpamento, ove possibile, fra formazioni impegnate in tematiche programmatiche affini», continua. E in caso di ipotesi di accorpamento verrebbe dato qualche giorno in più pur di portare a casa la sintesi.

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Al momento, infatti, nessuno è disposto a fare un passo indietro. Difficile infatti che la lista di Pasquale Sommese possa correre a braccetto con i centristi di De Mita mentre i Progressisti di Articolo 1 sono dilaniati all'interno se costruire un progetto comune con il Pd o con il Psi. Ma, fanno sapere dalla Regione, una sintesi è essenziale e si punta, come caldeggia anche il Pd nazionale, a trovare la sintesi con non più di 12 liste.

E, a proposito di Nazareno, ieri pomeriggio salta la convocazione alla segreteria nazionale democrat per il segretario provinciale Sarracino e il regionale Annunziata (bloccato a Napoli per la convocazione di Bonavitacola) per lo scontro pubblico proprio sull'affollamento delle liste. Ma se ne riparla la settimana prossima sempre che a all'ombra del Vesuvio, nel frattempo, non sarà fatta una sintesi della squadra.
 


Intanto ieri il sindaco de Magistris inizia a bombardare: «Il metodo Ruotolo è stato già archiviato e dimenticato, un po' per il lockdown, un po' per il Pd», dice l'ex pm riferendosi all'elezione del giornalista con cui fu stretto un patto con i democrat contro i grillini e le destre. Poi annuncia: «Finita l'esperienza di sindaco mi candiderò alle politiche del 2023 e a stretto giro proporremo alla città un nome da parte nostra per il voto del 2021». 

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