Napoli, ai Quartieri nasce l'Officina Speranzella: teatro, arte e cultura per il territorio

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Giuliana Covella
Dieci spettacoli in cartellone, sette realtà associative che si mettono insieme e uno spazio da riaprire per ridare linfa vitale al territorio, in un processo già avviato fino a un anno fa. Se non fosse che l’anno scorso quello spazio al civico 81 di via Speranzella è stato chiuso per un pasticcio burocratico. Ma veniamo all’oggi. Nella fase post Covid viene alla luce un nuovo progetto che porta il nome di Officina Speranzella: un progetto multidisciplinare a cura del neonato CIAP, acronimo di Consorzio Indipendente Associazioni di Produzione, che tradotto significa senza finanziamenti pubblici né sede. Il Consorzio ha individuato proprio nel Teatro La giostra di via Speranzella, chiuso a giugno 2019, un luogo di (r)esistenza artistica, un’officina d'idee, per la ripresa futura di uno spazio multifunzionale e multidisciplinare, condiviso da sette realtà dove l’associazione proponente, La giostra Teatro, organizzerà la stagione teatrale (dieci spettacoli dall’Italia e dal mondo, di cui due a cura di compagnie under 35), la formazione (progetti di alternanza scuola-lavoro di arte scenica, Pon contro la dispersione scolastica e il disagio giovanile, laboratori Ptof), il coordinamento della condivisione dello spazio con organizzazioni esterne. Ecco chi opererà nel Consorzio: la cooperativa Fly up, che si occuperà di laboratorio video, di grafica, d'informatica per studenti e ragazzi del quartiere; Ragtime, associazione culturale per la diffusione di arti, musica e spettacolo dal vivo, curerà la sezione under 35 della stagione teatrale; la drammaturga e regista Angela Di Maso guiderà la sezione “La Drammaturgia Contemporanea”; l’associazione Inclusione Alternativa attiverà lo sportello migranti, il laboratorio di sartoria e quello meticcio per bambini; l’Associazione Senegalesi di Napoli creerà un database di collaborazione con strutture affini al Cairo, in Senegal, Guinea e Gambia e curerà la direzione artistica di un festival dell’Africa dell’Ovest; Prospero - Il teatro che non c’è, che curerà il laboratorio permanente gratuito per allievi attori e studenti.

La storia del teatro La Giostra comincia nel maggio 2016, quando all’omonima associazione il Comune assegna i locali di via Speranzella 81. In realtà la struttura viene assegnata solo per alcuni giorni in occasione di spettacoli con gli studenti del Pansini. Dal 2017 poi arrivano le ordinanze di sgombero da Palazzo San Giacomo e una presunta morosità di circa 192mila euro, che portano alla chiusura nel giugno 2019 e alla successiva lettera aperta che il Collettivo del teatro scrive al sindaco e che vede tra i firmatari molti volti noti dello spettacolo. Ad oggi il teatro, riqualificato a spese dell’associazione e risorto dall'incuria in cui versava (era un’ex officina-tugurio dell’Enel) è chiuso e inutilizzato, pur essendo uno dei pochi teatri “off” nel cuore della città, ai Quartieri Spagnoli.

Alla presentazione del progetto è intervenuto il presidente del Consiglio comunale Sandro Fucito, che ha sottolineato: «Dobbiamo fare in modo che tutte le esperienze possano avere una possibilità di espressione artistica in questo luogo. Che si riapra dunque quel portone e si attuino le delibere del Comune restituendo allo spazio di via Speranzella la sua funzione pubblica, sociale e culturale». Valeria Tavassi, promotrice del rilancio del teatro nel 2016 insieme alla sorella Maria, ha ribadito: «l’aver subito la chiusura un anno fa non ci ha impedito di proseguire le nostre attività con scuole, artisti e associazioni. E ci ha spinti a rafforzare il concetto di condivisione, tanto da sentire il bisogno di consorziarci. La nostra idea - ha aggiunto - è la riappropriazione di uno spazio da condividere come un teatro di territorio. Oggi, alla ripresa delle attività post Covid, quello è uno spazio multifunzionale, ancora chiuso, che potrebbe essere riaperto anche domani, dato che noi lo abbiamo rifunzionalizzato».

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