Laurea honoris causa della Federico II in Medicina al premio Nobel Lefkowitz

Introdurranno la cerimonia gli interventi del Rettore Manfredi, di Luigi Califano, Presidente Scuola di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Napoli Federico II, e Claudio Buccelli, Direttore Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate Università degli Studi di Napoli Federico II.  
Seguiranno la Laudatio Academica di Robert J. Lefkowitz tenuta da Bruno Trimarco, Direttore della Cattedra e Divisione di Cardiologia Dipartimento di Scienze Biomediche Avanzate dell'Ateneo, e la Lectio Magistralis diRobert J. Lefkowitz, Investigator, Howard Hughes Medical Institute.

Robert Lefkowitz, medico newyorchese, classe, 1943, ha vinto il premio Nobel per la Chimica nel 2012 insieme allo statunitense Brian Kobilka, per gli studi sui recettori cellulari accoppiati a proteine G. 
Lefkowitz ha frequentato la Bronx High School of Science (che ha prodotto otto premi Nobel) e nel 1959 è passato al Columbia College, dove si è interessato per la prima volta alla biochimica. Grazie al suo background scientifico nel Bronx, ha conseguito la laurea in chimica nel 1962, all'età di 19 anni, e ha frequentato la Columbia University College of Physicians and Surgeons di New York, conseguendo la laurea in medicina nel 1966. 
Il professor Lefkowitz svolge la sua attività presso la Duke University di Durham, in North Carolina, negli Stati Uniti d'America, ed è anche un ricercatore dell'Howard Hughes Medical Institute. I suoi studi sono stati da sempre dedicati all'identificazione dei meccanismi di trasduzione del segnale adrenergico, il mediatore più importante del Sistema Nervoso Simpatico, che a sua volte rappresenta il principale regolatore della fisiologia dei mammiferi, controllando tutte le funzioni dei vari sistemi, in particolare il sistema cardiovascolare.

Alla fine degli anni ‘60, ha messo a punto il primo sistema radioattivo per l'identificazione dei recettori beta adrenergici. Alla metà degli anni 1980, Robert Lefkowitz e i suoi colleghi hanno clonato il gene per il primo recettore -adrenergico, e poi rapidamente altri da allora in poi, per un totale di 8 recettori adrenergici (recettori per l'adrenalina e noradrenalina). Ciò ha portato alla scoperta di una intera famiglia di recettori che si somigliano e agiscono in modo simile, i "recettori associati a G-protein" o GPCR. Tutti i GPCR hanno una struttura molecolare definita da una sequenza amminoacidica che si snoda sette volte attraverso la membrana plasmatica. Oggi sappiamo che circa 1000 recettori nel corpo umano appartengono a questa stessa famiglia. Tutti questi recettori usano gli stessi meccanismi di base e circa il 50 per cento di tutti i farmaci utilizzati in medicina e veterinaria sono progettati per interferire con questi recettori, dagli antistaminici ai farmaci per l'ulcera,  ai beta-bloccanti. Robert Lefkowitz è autore di oltre 750 articoli indicizzati su Pubmed, ed è tra i ricercatori più citati nei campi della biologia, biochimica, farmacologia, tossicologia e medicina clinica secondo l'indice ISI della Thomson Reuters.

Nel dicembre 2012 il professor Lefkowitz ha ricevuto dal Re di Svezia il conferimento del Premio Nobel per la Chimica, insieme al suo allievo Brian Kobilka, per i suoi studi sui recettori accoppiati alle G-protein.
 
Giovedì 8 Novembre 2018, 18:47
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