Maltempo a Napoli: sradicati gli ultimi pini, cartelloni pericolanti e Posillipo resta off limits

Sabato 14 Dicembre 2019 di Gennaro Di Biase

Strade chiuse, alberi crollati, muri franati, cartelloni pubblicitari caduti sui marciapiedi, new jersey spazzati dal vento, gazebo dei bar volati via. Napoli si lecca ancora le tante ferite dopo il libeccio violentissimo di venerdì. In questo quadro, Posillipo è senza dubbio il principale teatro di guerra: alberi caduti in via Boccaccio, via Posillipo, via Santo Strato. Restano off limits, in queste ore, via Tito Lucrezio Caro e via Manzoni all’altezza del civico 257, in attesa degli interventi dei potatori. Pattuglie della polizia municipale sorvegliano i luoghi critici dalla sera dell’altro ieri. «La situazione tornerà alla normalità nei prossimi giorni – dice l’assessore al Verde di Palazzo San Giacomo Luigi Felaco – Prima bisognerà controllare lo stato di salute delle alberature, come si è fatto nelle settimane scorse in via Petrarca».

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Più di venti pini in meno. Questo, a conti fatti, il bollettino dell’ultima bufera nella sola zona di Posillipo. Dopo i 10 crolli dell’altro ieri i pini sono quasi un ricordo. «Ne andranno abbattuti almeno altri dieci – spiega Marco Gaudini, consigliere comunale e presidente della commissione Protezione civile a Palazzo San Giacomo – via Manzoni, dopo il commissariato di Posillipo verso la rotonda della Bussola, è off limits, e per ora non riapre. Servono interventi sugli alberi: quattro pini sono stati giudicati particolarmente pericolosi e andranno abbattuti. Via Tito Lucrezio Caro è chiusa nella parte bassa, all’intersezione con via Boccaccio, si aspetta il transennamento per aprire almeno mezza carreggiata. Via Santo Strato è stata riaperta, ma si aspetta ancora l’intervento sull’auto distrutta: il tronco era più pesante del mezzo dei pompieri. Quest’ultima bufera ha fatto crollare 10 alberi solo a Posillipo, senza contare quelli che verranno abbattuti, che saranno probabilmente di più». Non a caso si sentono miracolati, commercianti e residenti, dopo i crolli ripetuti di venerdì. «Siamo passati da lì poco prima che l’albero cadesse – racconta Carmen Ciarla di Officina del verde, negozio di piante in via Boccaccio – Abbiamo chiuso il locale alle 19.05 e poco dopo l’albero è venuto giù». La Posillipo dei pini non esiste più. «Si tratta di una zona particolarmente esposta ai forti vent», commenta il generale Ciro Esposito, comandante della Polizia municipale. Questo risulta chiaro a chiunque metta piede nel quartiere cartolina della città: appena superata discesa Coroglio, infatti, si viene accolti da un casotto dell’Anm completamente distrutto dalla bufera. Una guerra senza eserciti.
 

 

Napoli non regge a questi venti. Difficile contare la mole di guaine che si sono staccate dagli edifici. Decine e decine. Su tutte resta nella memoria quella degli spogliatoi del Landieri, lo stadio di Scampia, dove venerdì pomeriggio c’è mancato davvero poco per la concretizzazione di una tragedia. Anche nel resto della città i disagi non sono mancati nelle ultime ore, e cioè a diverse ore di distanza dall’ondata di maltempo. Ieri mattina i vigili urbani hanno presidiato i dissesti in via Sapienza, via Discopoli, via Manzoni, viale Raffaello, via Pigna e via Repubbliche Marinare. 

Non è tutto: traffico in difficoltà ieri mattina nella zona di Bagnoli, a causa della chiusura di via Coroglio per un cartellone pubblicitario buttato giù dalla potenza del libeccio. Pini posillipini a parte – un albero caduto in via Foria, due al Vomero, uno in via Costantinopoli, uno all’altezza della perimetrale Soccavo via Pigna, uno a Scampia – sono almeno un’altra decina i fusti vittime della bufera. Circa 30 alberi totali, dunque, sono stati uccisi dal vento del 13 novembre (al netto di controlli nei parchi e nelle scuole che stanno andando avanti in queste ore). In queste ore si sta lavorando alla riapertura della perimetrale di Soccavo – si aspetta l’intervento sugli alberi pericolanti, e in via Coroglio, dove l’intervento di messa in sicurezza dovrebbe avvenire in tempi brevi. 

Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 16:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA