Napoli, teschi di cartapesta sulle statue: è la protesta di un gruppo ambientalista

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Gennaro Di Biase
Napoli, teschi di cartapesta sulle statue: è la protesta di un gruppo ambientalista

Un mistero al risveglio che ha coinvolto tutta Italia, con Napoli in primissima fila, e ha spopolato ieri mattina in strada, sul Web e sui social, tanto da far partire indagini della Digos in svariate sezioni del Paese. Decine di teschi sono stati ritrovati sulle teste o sulle mani di monumenti del centro storico partenopeo, a Venezia, Milano, Firenze, Padova, Roma, Palermo, Verona. Tutti blitz notturni portati avanti simultaneamente nello Stivale con un unico comun denominatore: un teschio di cartapesta con la bocca cucita da una “x” di nastro adesivo, e foglie, rovi e aghi di pino che “sgorgano” dalla sommità del cranio. No Vax, movimenti sudisti, challenge di Halloween lanciato online, campagne di marketing particolarmente invasive, installazioni artistiche: tante le ipotesi che si sono susseguite dalle prime ore dell’alba. Nessuna di queste, però, corrisponde ai fatti. 


Colpiti tutti i luoghi cardine di Napoli: il Plebiscito, la city, i Decumani. Il pugno destro di Carlo V, a Palazzo Reale, è diventato un teschio di cartapesta in stile Amleto. Stesso destino per il capo del dio Nilo, sopra la Sfinge del Corpo di Napoli, e per le teste di Ottaviano Augusto in via Cesario Console, Vittorio Emanuele II e un’aquila in piazza Borsa. I monumenti napoletani sono in ottima compagnia: teschi, bocche cucite e fogliame anche sulla statua di Alessandro Manzoni e Leonardo da Vinci a Milano, Paolo Sarpi a Venezia, Umberto I e Paolo Caliari a Padova e Venezia. Poi Firenze, dove tocca tra le altre alla statua di Ferdinando I de’ Medici. Proprio le azioni nel capoluogo toscano indicano la pista che al momento, sebbene in assenza di rivendicazioni ufficiali, accredita il giallo dei teschi come risultato di una protesta ambientalista. Precisamente di Extinction Rebellion (o Xr), movimento fondato nel 2018 e con unica sede campana a Napoli, che conta già all’attivo svariate manifestazioni non violente, come in occasione del G20, e che si preparerebbe a richiamare l’attenzione dei governi sul climate change in vista della riunione Precop26 – lo scopo di Xr è «chiamare alla disobbedienza civile nonviolenta – si legge sul sito - per chiedere ai governi di invertire la rotta che ci sta portando verso il disastro climatico ed ecologico». Nella notte di ieri, infatti, quattro attivisti toscani sono stati individuati e fermati dalla polizia, allertata da un cittadino di Firenze intorno alle 3. Stavano sistemando una maschera di cartapesta in piazza San Marco, dopo averne posizionata un’altra in piazza Annunziata. Denunciati per deturpamento di beni artistici tre uomini e una donna. Tra pochi giorni, oltretutto, è previsto l’arrivo di Greta Thunberg a Milano. Il teschio, dunque, è stato utilizzato come metafora del destino che, nel caso in cui si evitasse di parlare dei nodi ambientali (la bocca cucita dei teschi), attende la specie umana. Ma non la natura, che sarebbe in grado di risorgere, come il fogliame che fuoriesce dagli scheletri di cartapesta.

 

Non un dissenso anti Green-pass ma pro-Green, non una serie di azioni anti-vax, come tanti avevano inizialmente ipotizzato, ma una manifestazione contro l’indifferenza alle tematiche che riguardano la salvezza e la salute del pianeta. Da non sottovalutare, in ogni caso, il fatto che Napoli sia stata uno dei teatri più “riusciti” dell’evento a livello nazionale. Dal lungomare Caracciolo ai Decumani, passando per la city: il successo della protesta dei teschi accende infatti i riflettori sulla sicurezza dei monumenti cittadini e sugli occhi elettronici all’ombra del Vesuvio: «Abbiamo scritto al sovrintendente e al direttore di Palazzo Reale – dice Antonio Pariante dal Comitato Portosalvo – per sollecitare un’indagine con le registrazioni delle telecamere posizionate intorno alla Reggia. Stigmatizziamo l’acceduto. Inoltre, nei pressi di Palazzo Reale c’è un presidio di forze dell’ordine h24. Possibile che nessuno si sia accorto di questo abuso? A prescindere dalle motivazioni della protesta, è proibito collocare su alberi, muri, lampioni, recinzioni, supporti di segnaletica stradale, barriere di protezione o altri elementi di arredo urbano e manufatti, tranne nei casi espressamente concessi». «Indipendentemente dalle ragioni della protesta - commenta il consigliere regionale Francesco Borrelli di Europa Verde - è preoccupante che gli attivisti abbiano agito indisturbati. Mentre, come abbiamo visto, in altre città, muoversi nell’ombra non è affatto semplice. Questo sia anche un monito per eventuali azioni prossime anche di diversa natura: l’allerta e il monitoraggio nei luoghi simbolo devono essere intensificati». 
 

Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 07:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA