La tragedia di Anna, uccisa dal virus lascia il neonato e un altro figlio

Domenica 23 Gennaio 2022 di Raffaella Patricelli
La tragedia di Anna, uccisa dal virus lascia il neonato e un altro figlio

Aveva 29 anni, da compiere il 25 febbraio, la donna deceduta al Policlinico Umberto I, a Roma, dopo aver contratto il coronavirus e aver dato alla luce il suo bimbo. La giovane era alla 31esima settimana di gravidanza quando è stata portata in ospedale con i sintomi del Covid. Era il 7 gennaio. I medici, visto che le sue condizioni si stavano aggravando, il 13 gennaio hanno deciso di far nascere il piccolo con un parto cesareo. Una scelta che ha permesso di salvare il bambino, considerato che purtroppo la 29enne di Aprilia non si è più ripresa. E' deceduta nella notte tra il 20 e il 21 gennaio. La giovane mamma, la chiameremo Anna, ma è un nome di fantasia, aveva scelto di non vaccinarsi, viveva ad Aprilia, nell'estrema periferia. Risiedeva insieme ai genitori in una villetta in una traversa di via Pantanelle, al confine con il Comune di Nettuno.

Aveva già un altro figlio, un altro maschietto di 4 anni. I suoi genitori il papà 52 anni originario di Fondi e la madre 50enne romana avevano deciso di trasferirsi in periferia dalla Capitale non molto tempo fa. Anna li ha seguiti. Dopo aver festeggiato il Natale in famiglia tra Roma ed Aprilia, la giovane ha iniziato ad avere i primi sintomi del covid attorno al 29 dicembre. Febbre, un raffreddore e difficoltà respiratorie. Sintomi che si sono via via aggravati fino alla necessità di un ricovero. I genitori hanno richiesto l'intervento di un'ambulanza e poi il trasferimento all'Umberto.
All'arrivo al pronto soccorso la donna aveva già una polmonite bilaterale da covid confermata con un test molecolare. Anna aveva una grave insufficienza respiratoria, come ha spiegato il Policlinico, ed è stata ricoverata nel reparto covid dell'ospedale e sottoposta a terapia con casco Cpap con il 100% di ossigeno. Il bambino che aveva in grembo per fortuna non aveva alcuna sofferenza fetale, era continuamente monitorato. Quando il quadro clinica della ragazza è peggiorato in modo preoccupante i medici hanno scelto di tutelare il piccolo e farlo nascere prima della fine del tempo.
«Il neonato è stabile e in buone condizioni», ha riferito ieri pomeriggio l'assessore alla Sanità, Alessio D'Amato. Il bambino pesa 1,8 chili ed è stato ricoverato presso il reparto di terapia intensiva neonatale, dove dovrà rimanere per le prossime settimane. «Il pensiero del bimbo ora rimasto senza madre ci preoccupa ha commentato ieri il sindaco Antonio Terra che ha ricevuto la notizia venerdì pomeriggio direttamente dall'assessore D'Amato vedremo cosa potremo fare con l'aiuto dei Servizi Sociali. Aprilia si stringe attorno al dolore della famiglia della giovane». Nella giornata di ieri in città si sono registrati ben 315 nuovi casi di coronavirus.
Raffaella Patricelli
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Ultimo aggiornamento: 09:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA