Piano di Sorrento, è tornata a volare la poiana finita in mare

Lunedì 19 Aprile 2021
Ambiente

PIANO DI SORRENTO - Tra le alte falesie che segnano il confine tra il mare e la terra, sulla spiaggia di Piano di Sorrento e Sant’Agnello, sulle rotte di migrazione dell’avifauna, in primavera è tutto un “vociare e volare” di uccelli. Proprio negli anfratti della roccia tufacea nidificano da sempre rondoni, balestrucci, rapaci diurni e notturni, corvi, cornacchie, tortore, gabbiani, oltre ad una moltitudine di altri uccelli che da secoli, nella rigogliosa macchia mediterranea a strapiombo sul mare, trovano riparo, cibo e luogo idoneo alla riproduzione. La competizione per il territorio e la lotta per la predazione sono all’ordine del giorno. Accade spesso di assistere ad inseguimenti, acrobatici volteggi e combattimenti in volo tra specie diverse.

Tra tutti a farla da padrone sono i gabbiani reali, animali dalla robusta corporatura, onnivori, assolutamente adattabili e opportunisti che parrebbero non avere rivali. Tuttavia le predazioni di uova e pulcini di gabbiani sono frequenti da parte di corvidi e rapaci diurni.

«Ecco perché - spiega Claudio d'Esposito, presudente del Wwf Terre del Tirreno . appena i gabbiani avvistano una sagoma di un “intruso” si mettono in allerta, cominciano ad agitarsi lanciando forti grida d’avvertimento e si compattano in volo, come in una squadriglia aerea da combattimento, pronti a far allontanare il “nemico”. Si tratta di una vera e propria operazione di “mobbing”: centinaia di gabbiani piombano sul predatore di turno che subisce inerme le picchiate ravvicinate dello stormo che comincia anche a ricoprirlo di escrementi, costringendolo a cambiare area e rinunciare ad un pasto sicuro».

Stavolta ad avere la peggio è stato uno splendido esemplare di poiana (Buteo-buteo) che, attaccata da un gruppo di gabbiani, ha perso il controllo ed è precipitata in mare, nello specchio d'acqua antistante i Bagni Tina e i Bagni Rosita alla Marina di Cassano di Piano di Sorrento, a poca distanza dalla costa.

«L'animale - aggiunge Claudio d'Esposito - con il piumaggio bagnato (a differenza degli uccelli acquatici i rapaci non hanno penne e piume impermeabili!) è riuscito a raggiungere la riva, ma era stremato! Per fortuna ad assistere alla scena vi era un volontario del Wwf che viste le condizioni dell’animale lo ha immediatamente prelevato per prestargli le prime cure e valutare con gli esperti il suo stato di salute». Dopo una notte di degenza la Poiana si è ripresa perfettamente, si è proceduto ad alimentarla e al rilascio in libertà nel fondo sulla falesia del Pizzo, un luogo ideale per questo meraviglioso rapace.

«Purtroppo per le norme anti-covid - conclude il presidente del Wwf Terre del Tirreno -, essendo in zona rossa, non è stato possibile rendere partecipe la cittadinanza. La poiana ha immediatamente ripreso il volo e ci piace pensare che abbia raggiunto il suo partner per la nidificazione. Un grazie di cuore a tutti i nostri volontari, simpatizzanti e attivisti con i quali da sempre condividiamo l'amore per questi animali. Speriamo di continuare ad ammirarli in volo e nel loro habitat. Resta il ricordo dello sguardo di questi animali selvatici, che sembrano chiedere il nostro aiuto, nei momenti del soccorso. Buon vento!».

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