Elliot Page, da "Juno" a transgender: «Finalmente posso essere me stesso»

Mercoledì 17 Marzo 2021 di Riccardo De Palo
Elliot Page sulla copertina di Time

Elliot Page si racconta al magazine “Time”, per la prima volta da quando ha deciso di smetterla di chiamarsi Ellen, il nome con cui ha partecipato al film “Juno”, in cui aveva il ruolo di una ragazzina che finisce incinta e che gli ha fruttato una nomination all’Oscar per la migliore attrice protagonista.

L’attore canadese, 34 anni, noto anche per la sua partecipazione alla serie Netflix  "The Umbrella Academy", e per il suo ruolo nel film “Inception” di Chistopher Nolan,  ha raccontato al giornale americano di non ricordarsi bene quando ha cominciato a sentirsi un ragazzo. A nove anni ha provato un senso di trionfo, quando finalmente ha avuto il permesso di tagliarsi i capelli corti. «Mi sentivo un ragazzo, volevo esserlo. Chiedevo a mia madre se lo potessi diventare, un giorno». Page è cresciuta ad Halifax, in Nuova Scozia. Alla giornalista Karty Steinmetz ha raccontato la sua carriera, il primo ruolo in un film per la tv, Pit Pony, a dieci anni, “e naturalmente dovevo apparire in un certo modo”.

Page aveva rivelato all’inizio di dicembre di essere transgender, e durante l’intervista scoppia spesso a piangere. «Scusi, ma è cool essere emotivi, no?». E racconta il mix di sentimenti contrastanti, nel rivelare al mondo il suo modo di essere, “vera eccitazione e profonda gratitudine” ma anche “molta paura e ansietà”.

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Nei giovani americani, ricorda la giornalista, il fenomeno di sentirsi non a proprio agio nel proprio genere sessuale di nascita è in forte crescita tra le nuove generazioni, 1,8% nella generazione Z rispetto al 0,2% dei baby boomers, secondo un sondaggio Gallup. Il tema è diventato oggetto di dibattito, anche politico. E la scrittrice J.K. Rowling si è attirata le critiche degli attivisti per le sue posizioni anti-trans.

 

Page che sta girando a Toronto la terza stagione di The Umbrella Academy, si aspettava che il suo annuncio (“e ora chiamatemi Elliott”) sarebbe stato accolto da un misto di benevolenza e cattiveria. Nei fatti, il coming out lo ha reso il personaggio trans più noto al mondo, con 400mila followers in più soltanto in un giorno. Ma ci sono state anche prese di posizioni critich, da parte di commentatori conservatori. “Ma - puntualizza lei - le persone transgener sono reali, anche se persone molto influenti diffondono notizie false, con un linguaggio dannoso”.

 

Page parla a ruota libera. Racconta di quando a sedici anni ha avuto l’opportunità di tagliarsi i capelli di nuovo, questa volta a zero, per il film Mouth to Mouth in cui aveva il ruolo di  una giovane anarchica. Poi a 21 anni, il successo con Juno. Le nomination agli Oscar, ai Bafta, ai Golden Globes. L’attore ricorda di non essersi mai riconosciuto in quelle foto sul red carpet, in quei film in cui aveva ruoli femminili. Così come in Whip It (2009), in cui si sentiva sotto pressione per sembrare sempre più sexy. 

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La depressione, e una vera sensazione di disagio, sono sopravvenuti ai tempi di “X-Men - Conflitto finale” e “Inception”, con veri e propri attacchi dipanico. “Non so come spiegare che, anche se ero un attore, vestirmi una maglietta da donna mi metteva a disagio”. Nel 2014 decise di fare il primo passo, e di annunciare di essere omosessuale, considerato che dichiarasi trans “sarebbe stato impossibile” per la sua carriera. 

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Nel 2018, Elliott Page si è innamorato della coreografa Emma Portner: ne è nato un matrimonio, da poco finito senza troppi drammi. Ci sono stati ruoli da gay, e il suo guardaroba è cambiato. «La differenza rispetto a come mi sentivo prima, dichiarandomi gay, era grande. Ma è forse cambiato il disagio che sentivo nel mio corpo? No, no, no, no.»

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Page racconta il divorzio: «Siamo rimasti molto amici». Poi è successo qualcosa che l’ha convinto a fare il grande passo. Icone trans come Janet Mock e Laverne Cox, che sono riuscite a trovare successo a Hollywood restando se stesse, lo hanno ispirato. Ma la vera rivelazione è stato leggere l’autobiografia di P. Carl, Becoming a Man. “Ero finalmente libera di diventare transgender, di essere finalmente chi veramente sono». 

Di qui la decisione di cambiare nome, di chiamarsi Elliot. Un nome che viene dal ragazzo del film E.T di Spielberg. L’attore si è fatto tatuare la scritta E.P. PONE HOME, E.P. telefona casa, in onore di questo film. Sua madre, racconta, ha detto di “essere orgogliosa di suo figlio”. E di nuovo, Page si commuove, al pensiero di questa donna nata negli anni Cinquanta, che ha sempre cercato di fare il “meglio per lui”, anche quando lo incoraggiava a comportarsi da donna. “è una prova di come le persone possano realmente cambiare”.

 

Un’altra decisione è stata quella di affrontare la chirurgia, per eliminare il seno. Anche se, ammette, per molti trans non è affatto necessario affrontare un intervento. Per lei è stato importante, è stato un evento che ha “completamente trasformato” la sua vita. «L’ho fatto per me. Voglio vivere ed essere chi io sono realmente». 

 

Ultimo aggiornamento: 12:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA