Siani 34 anni dopo, tornano
le “Giornate con Giancarlo...”

Lunedì 16 Settembre 2019 di Geppino Fiorenza *
Ed arrivano le “Giornate con Giancarlo...”. Lunedì 23 settembre 2019 saranno passati 34 anni dalla sua barbara uccisione da parte della camorra. Grazie al lavoro della magistratura, ed in primis ad Armando D’Alterio, oggi Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Potenza, dopo tante difficoltà, tante false piste e voluti depistaggi, i suoi assassini furono condannati all’ergastolo nel 1997, con conferma in Cassazione, sia pure con 12 anni di ritardo.

È cosa nota, ma perché lo ricordo ora? Perché i loro nomi sono dispersi ed invece quello di Giancarlo vive, non solo nel ricordo, ma nell’impegno quotidiano di tanti giornalisti, molti dei quali minacciati e sotto scorta e molti giovani ancora troppo sottopagati e precari, come lui - direbbe Gianmario Siani- chiamato a guidare la Fondazione a lui intitolata che prende vita. Vive nei suoi articoli, pubblicati da IODedizioni in “Parole di una vita” e in “Fatti di camorra” e vive nelle centinaia di lettere e riflessioni che i ragazzi d’ogni età continuano a produrre, lavorando con i loro insegnanti scrupolosi ed appassionati.

Quest’anno, grazie alla Circolare diffusa nelle scuole dalla sempre sensibile Luisa Franzese, Direttore dell’Ufficio Scolastico regionale, 18 scuole hanno partecipato al Premio Siani 2019, giunto alla XVI edizione. E vive Giancarlo sulle scene teatrali, da “Ladri di sogni”, di Peppe Celentano e Vincenzo De Falco; nei testi di Ivan Scherillo; in “Dieci storie proprio così” di Giulia Minoli ed Emanuela Giordano; nei libri di Bruno De Stefano e di Gildo De Stefano; in quello recente di Angela Mallardo ed altri ancora fino all’ultimo di Lorenzo Marone...E naturalmente in tanti video e filmati realizzati anche dalle scuole e da giovani registi, fino alla pietra miliare di Marco Risi “Fortapasc”.

E vive Giancarlo anche a bordo della sua Mehari, ospitata al Palazzo delle Arti di Napoli, che ha caricato su di se’ le storie di tutte le vittime innocenti di criminalità, portando le istanze di verità e giustizia dei loro familiari in giro per l’ Italia, al Parlamento italiano ed a quello Europeo di Bruxelles. Intanto il prossimo lunedì 23, dopo la deposizione dei fiori, alle 9:30 alle Rampe Siani al Vomero, a cura del Sindaco del Comune di Napoli, Luigi de Magistris, alle 10:30, sarà inaugurata, al PAN, la rinnovata ed arricchita “Sala della Mehari di Giancarlo Siani-Sala della Memoria”. Ci saranno, con la famiglia Siani, il Procuratore della Repubblica di Napoli, Giovanni Melillo, il presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna, gli assessori Lucia Fortini e Nino Daniele, don Tonino Palmese, presidente della Fondazione Pol.i.s. con Enrica Amaturo, presidente del Comitato Scientifico e Carmen Del Core, presidente del Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti della criminalità e tante Autorità, a partire dal Questore Alessandro Giuliano e rappresentanti delle Forze dell’Ordine, della Magistratura e dell’Avvocatura.

Ed alle 11:00, con l’evento patrocinato dalla Camera dei Deputati, sarà presentata la “Fondazione Giancarlo Siani”. A seguire ci sarà la consegna delle Targhe del Premio Siani, giunto alla XVI edizione ed organizzato oltre che dalla stessa Fondazione Siani, dalla Fondazione Pol.i.s., OdG della Campania, SUGC, Il Mattino, l’Università Suor Orsola Benincasa, in collaborazione con Comune di Napoli, Regione Campania, Libera, Coordinamento dei familiari delle vittime innocenti di criminalità, AsCenDeR- Centro di Documentazione e Ricerca.

Saranno premiati gli Autori dei libri selezionati e le scuole partecipanti.

Sempre al PAN, alle 15:00, si svolgerà il Corso di formazione sulla deontologia professionale, a cura dell’OdG della Campania ed una tavola rotonda sulla libertà d’informazione con gli stessi Autori premiati, coordinata dal presidente Ottavio Lucarelli.

Maggiori dettagli saranno forniti nel corso della Conferenza stampa prevista per le ore 10:30 di venerdì 20 settembre, nella Sala Francesco De Sanctis della Giunta Regionale, a Santa Lucia.

Ma torniamo alle scuole di quest’anno. Potete immaginare quanto sia difficile “selezionare” dei lavori da premiare: in ognuno c’è una ricchezza e una sensibilità particolare, a partire da quelli magari più semplici dei bambini delle elementari, fino ai più complessi dei ragazzi delle medie e delle superiori. La commissione ha lavorato a lungo, leggendo tutto ed individuando i migliori elaborati di ogni singolo istituto. Le scuole riceveranno la Targa del Premio Siani, “per merito dei giovani Redattori”, unitamente ad un buono acquisti per libri della biblioteca scolastica, a cura dell’OdG e del SUGC. Ma la cosa più importante sarà assicurare la pubblicazione di tutti i lavori, dando vita ad una seconda edizione del volume “Caro Giancarlo...”, edito nel 2005.

Mi fa piacere anticipare qui che già molti degli elaborati prodotti saranno pubblicati nell’edizione On Line del Mattino, già dai prossimi giorni, grazie alla gentile disponibilità del Direttore Federico Monga e del Caporedattore della Cronaca, Pietro Perone.

Francamente è stupefacente, ma anche piccolo motivo di orgoglio per il nostro lavoro collettivo, ma soprattutto quello straordinario di tanti Presidi e Docenti scrupolosi ed appassionati, che ancora oggi, dopo 34 anni, tantissimi ragazzi, oltre cento quest’anno, si siano documentati con i loro insegnanti ed abbiano “interloquito” con Giancarlo, come con un loro coetaneo. Leggerete di una lettera dall’incipit in francese: “Cher Giancarlo, comment vas-tu, mon amour ? Non ci parliamo da quella tremenda notte del 1985 e finalmente trovo la forza e il “coraggio” di scriverti. “Coraggio”, una parola che ti piaceva tanto e che hai saputo interpretare, perché ne avevi da vendere...”; e pensieri rivolti ai meno fortunati: “ penso a tutti quei bambini che vivono per strada, che saltano la scuola e che molto probabilmente diventeranno soldati di qualche clan camorristico”; e chi scrive: “Quanti, per disperazione o per ignoranza, per ingenuità o a causa di un’educazione sbagliata, diventano vittime di un sistema ingiusto e violento! Dal quale, spesso, non ci si può salvare. Quanti, senza neanche rendersene conto, diventano criminali!”.

C’è la bambina che di Giancarlo ha sentito parlare in classe...ma vuole sapere di più e si fa accompagnare dal padre a comprare il libro dedicato “al...bambino che vivrà per sempre...”; chi vuol dare coraggio: “Non preoccuparti non siamo soli! Ci sono quotidianamente brave persone che fanno il loro dovere mettendo in atto i tuoi valori, padri che lavorano onestamente, preti che si prendono cura dei meno fortunati, poliziotti che scovano i latitanti, associazioni antimafia e soprattutto la scuola”; chi giustamente rivendica: “Ma, come sai, a Scampia ci sono anche persone perbene, che non c’entrano niente con quel mondo che tutti descrivono: ci sono associazioni che si occupano del prossimo e dell’ambiente, che si preoccupano del futuro”. E poi ragazzi delle superiori che presentano vere e proprie ricerche , partendo dai temi degli articoli di Giancarlo, per dare uno sguardo all’attualità anche in paesi stranieri, la Francia, la Spagna, l’Europa o per analizzare il rapporto tra camorra, cattiva politica, corruzione: “ È, infatti,evidente e ormai consolidato il rapporto camorra-cattiva politica, per cui la camorra si inserisce in una rete di relazioni economiche ed imprenditoriali e stabilisce uno spesso filo di connivenze con ambienti solo formalmente puliti”, ma “in un mondo dove la lotta tra il bene e il male sembra concludersi sempre con esito negativo, sono fondamentali le persone come te, che vanno a dormire con un sogno e si svegliano con un proposito. Non esiste arma, capace di cancellare il tuo nome dal libro della storia.Non sarà più possibile dimenticarsi della tua determinazione e del tuo coraggio”. C’è chi si immagina, nella fantasia, figlia di un camorrista, ma lotta per il suo riscatto fino a fare oggi la giornalista...E come non commuoversi poi nello scoprire e leggere le parole della figlia vera di un giornalista, collega di Giancarlo: “ Ti ho “conosciuto” quando l’unica cosa che sapevo scrivere, forse, era il mio nome ma quando il mio profumo preferito era già quello della carta di giornale e dell’inchiostro fresco di stampa. Questo perché abbiamo una cosa in comune: un giornalista in famiglia.” Leggerete.

* Coordinatore delle iniziative dedicate a Giancarlo Siani © RIPRODUZIONE RISERVATA