MATTEO SALVINI

Coprifuoco e riaperture, lite tra Lega e Speranza: nuovo decreto in arrivo giovedì

Domenica 9 Maggio 2021 di Marco Conti
Coprifuoco e riaperture, lite tra Lega e Speranza: nuovo decreto in arrivo giovedì

Manca ancora qualche giorno per il consiglio dei ministri che dovrebbe permettere ulteriori riaperture, ma il braccio di ferro è già iniziato. L’obiettivo condiviso è quello di arrivare al massimo per metà giugno con il Paese riaperto del tutto, ma sui tempi delle possibili nuove concessioni si profila l’ennesimo scontro soprattutto tra la Lega e il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza.

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La soglia - Toccherà a quest’ultimo, insieme al Comitato tecnico scientifico, fornire a Palazzo Chigi i dati delle curve epidemiologiche settore per settore, orario per orario. Così come spetta al Cts indicare i nuovi protocolli che potrebbero accompagnare le riaperture di locali al chiuso come ristoranti, palestre e piscine. Il numero basso di decessi di ieri, 139 vittime, non si registrava dallo scorso ottobre e rappresenta sicuramente un dato molto positivo, ma il problema sono i contagi che fanno scattare i colori e le restrizioni. Su questo punto il pressing dei presidenti di regione è forte. Chiedono di cambiare la composizione dell’indice Rt valutando le ospedalizzazioni e la percentuale di vaccinazioni. Aver vaccinato in modo consistente gli over settanta, ha infatti diminuito i contagi per le fasce di popolazione più a rischio e il fatto che siano aumentati i contagi nelle fasce più giovani si riflette in misura ridotta sulle ospedalizzazioni.

 

Le polemiche della Lega - L’ultimo decreto, quello entrato in vigore il 26 aprile e che sarebbe dovuto durare sino al 31 luglio, è stato contestato dai ministri della Lega che si sono astenuti in cdm. Con i dati degli ultimi giorni, e soprattutto di ieri, Lega e FI si attendono delle riaperture già dalla prossima settimana senza l’ulteriore rinvio di una quindicina di giorni che invece sembra proporre il ministero della Salute. La tensione più evidente è sull’orario del coprifuoco che Matteo Salvini vorrebbe abolire da subito o quantomeno spostare in maniera consistente in modo da permettere a ristoranti, locali pubblici e cinema di poter allungare la programmazione. 

 

 

 


«Se il Paese vuole ripartire dobbiamo eliminare il coprifuoco - sostiene Govanni Toti, presidente della Liguria - e dobbiamo farlo adesso perché tra due settimane potrebbe essere troppo tardi: l’Europa è già ripartita, i dati sulla diffusione del virus anche in questo weekend sono incoraggianti, non possiamo più aspettare e rischiare di compromettere la stagione turistica». L’argomento del turismo è notevole perché rispetto ad altri Paesi “concorrenti”, come Grecia e Spagna, l’Italia non ha ancora dato certezze agli operatori attualmente alle prese con un Paese diviso in fasce colorate e che chiude tutto alle 22. Senza contare che l’incertezza italiana si riflette sulle decisioni che assumono i Paesi che, in attesa del Green Pass, procedono in ordine sparso. Nel Regno Unito chi rientra dall’Italia è costretto alla quarantena che invece non è prevista, per esempio, per chi rientra da Spagna e Grecia. Per la Coldiretti «lo stop al coprifuoco vale 11,2 miliardi di spesa turistica degli stranieri durante l’estate» e il coprifuoco alle 22 «riduce dell’80% il fatturato».

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Di Maio in pressing - Ieri l’altro il ministro degli Esteri Luigi di Maio è andato in pressing sul collega della Salute spuntando una circolare che elimina la quarantena per chi proviene dall’Europa e da Regno Unito o Israele. Restano però fuori i turisti americani che rappresentano la quota più importante malgrado molte compagnie aeree hanno ripreso i voli Covid-free con l’Italia. L’orario del “tutti a casa” si collega anche a quello della riapertura dei locali al chiuso (ristoranti, bar, palestre, piscine) che chiedono di poter lavorare dal prossimo lunedì seppur con protocolli e distanziamenti. Anche su questo la discussione è assicurata e il consiglio dei ministri che si terrà probabilmente giovedì non potrà non tener conto delle richieste di categorie ferme ormai da mesi. Fermo è tutto il settore dei matrimoni e delle feste che vorrebbe riaprire dal 1 giugno anticipando di due settimane il cronoprogramma contenuto nell’ultimo decreto.

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Il metodo-Draghi del «rischio ragionato», che il 26 aprile ha permesso qualche riapertura, sembra funzionare e guiderà anche le scelte che verranno fatte con il prossimo decreto. Riaperture ma «con la testa», ha sottolineato il premier ricordando che tutte le misure cautelative restano e che alla mascherina e al distanziamento non si potrà rinunciare. Concetto espresso anche ieri dalla ministra Maria Stella Gelmini. «Il Governo - spiega Gelmini - ha scelto di procedere verso riaperture graduali, progressive e in sicurezza, ma non possiamo abbandonare tutte le precauzioni, le mascherine serviranno ancora. La campagna vaccinale però va avanti e possiamo guardare al futuro con ottimismo e fiducia».
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