Nomine Ue, Conte: «Trovare equilibrio». Salvini: «No spartizione Merkel-Macron»

Nomine Ue, Conte: Italia non è alleata con Visegrad, alla Commissione vorrei una donna
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Al suo arrivo a Bruxelles dove si deve sciogliere il nodo delle nomine Ue, il premier Giuseppe Conte rivendica il lavoro diplomatico che vede il nostro Paese parte di un blocco di 11 nazioni che ha stoppato la nomina di Timmermans alla quida della Commissione Ue ma respinge l'idea di un'alleanza con Visegrad. Propone la nomina di una donna e chiede per l'Italia un «"portafoglio" economico di peso». E Salvini: «No alla spartizione delle nomine tra Berlino e Parigi».

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«Abbiamo ottenuto il risultato» di bloccare ieri la nomina di Frans Timmermans alla Commissione «sulla base di un'intensa attività diplomatica: occorrevano almeno otto Paesi per creare un blocco, ma è scorretto dire che abbiamo fatto strategia o asse con i Paesi di Visegrad. L'Italia ha fatto asse con altri dieci Paesi con cui abbiamo sensibilità diverse: tra di loro c'è Visegrad ma non c'è un'alleanza precostituita», ha spiegato Conte. 

«A me piacerebbe un presidente della Commissione donna», ha proseguito il presidente del Consiglio che ha avuto ieri diverse telefonate sulle nomine europee. A quanto si apprende da fonti italiane, «diversi leader europei lo hanno chiamato. Il suo telefono - affermano - era bollente». «L'Italia - ha aggiunto - rivendica un portfolio economico di peso ma soprattutto di partecipare alla decisione finale» sulle nomine di vertice.

«Dobbiamo individuare personalità che sappiano rinnovare il sogno europeo, che abbiano una chiara visione e sappiano esprimerla con coraggio, evitando di rifugiarsi nella angusta logica dell'austerity o di affidarsi al primato della finanza. Vogliamo personalità che mettano al centro la crescita, i cittadini, le persone», ha scritto il premier su Facebook. «Proveremo a disegnare e a costruire l'Europa dei prossimi anni. Come ho fatto fino ad oggi, e ancora di più nelle ultime ore, darò il mio convinto contributo affinché tra le famiglie europee non primeggi né, soprattutto, si imponga un asse su un altro, ma si trovi il giusto equilibrio sulla base di criteri di scelta delle persone ben bilanciati». 


«Ieri abbiamo approvato il disegno di legge sull'assestamento di bilancio e possiamo inviare i nostri documenti ufficiali in Europa, mettendo sul piatto oltre 7 miliardi di euro che ci consentono di dire che siamo in linea con le previsioni del famoso 2,04% di deficit/pil nel 2019», ha spiegato inoltre Conte a Bruxelles in merito alla procedura d'infrazione Ue.

«La cosa più bella» di quanto fatto con l'assestamento di bilancio «è dire agli italiani che non stiamo tagliando la spesa sociale ma si tratta di maggiori entrate, maggiori ricavi, dato che per alcuni appostamenti avevamo fatto delle stime prudenziali. Ci sono anche dei risparmi di spesa e mettiamo sul piatto un aggiornamento dei conti: dall'aggiustamento non deriva alcun pregiudizio» ai cittadini. Lo dice il premier Giuseppe Conte arrivando a Bruxelles per il Consiglio europeo sulle nomine. 

L'assenza di Di Maio e Salvini ieri in Cdm è una presa di distanza dall'assestamento di bilancio? «Assolutamente no. Di Maio era all'estero, Salvini aveva impegni al Viminale di cui mi aveva detto e per lo più ha partecipato a buona parte del Consiglio dei ministri». 

Dalla Calabria Salvini avverte che «l'importante è che il futuro dell'Europa non venga deciso a tavolino solo tra Berlino e Parigi. Ma anche stamani ci siamo alzati con ipotesi di spartizione: Commissione ai tedeschi e Banca Centrale ai francesi. In Europa ci sono 28 Stati. Quindi non si capisce perché la decisione debba sempre passare da Berlino e Parigi, dalla Merkel e da Macron. Una soluzione a tavolino che escluda tutti gli altri e accontenti solo francesi e tedeschi non avrà l'appoggio italiano». 
Martedì 2 Luglio 2019, 11:22 - Ultimo aggiornamento: 02-07-2019 15:47
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