Prescrizione, no dei renziani all'emendamento al Milleproroghe. Il Pd: ormai è fatta

Lunedì 10 Febbraio 2020 di Diodato Pirone
Prescrizione, no dei renziani all'emendamento al Milleproroghe. Il Pd: ormai è fatta

ROMA Matteo Renzi annuncia di voler proseguire la battaglia sulla prescrizione in Parlamento. Minaccia spuntata, secondo gli alleati, se è vero che Italia Viva al dunque voterà la fiducia al governo. Tanto che Nicola Zingaretti già volta pagina e dice che sulla prescrizione si è raggiunto un «buon punto di arrivo»: ora il governo deve avviare una nuova fase senza «picconate», ripete.

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Lo schema concordato dal ministro Alfonso Bonafede con i Dem prevede la presentazione, probabilmente oggi, di un emendamento al decreto Milleproroghe per sospendere per circa un mese la legge Bonafede e intanto modificarla con il cosiddetto «lodo Conte bis», che rende definitivo il blocco della prescrizione solo dopo una doppia condanna. Non appena la norma sarà votata in Commissione, probabilmente domani, si riunirà il Consiglio dei ministri per approvare la riforma del processo penale, che mira a ridurre i tempi dei processi. Attendere l'approvazione dell'emendamento serve ad accertarsi che il percorso per «blindare» il lodo sulla prescrizione funzioni. E non è scontato. Anzi, secondo Italia Viva il piano salterà.

SI GRIDA ALLO SCANDALO
Perché, come denuncia Forza Italia con Enrico Costa, l'emendamento rischia di non essere ammissibile: il decreto Milleproroghe dovrebbe contenere solo proroghe e non la modifica di una norma penale. «Sarebbe uno scandalo», denuncia da IV Ettore Rosato, secondo il quale Italia Viva «contrasterà qualsiasi forzatura istituzionale». Cinque stelle e Dem si mostrano ottimisti: gli uffici legislativi di via Arenula stanno limando la norma perché passi ogni vaglio. Ma le opposizioni già si preparano a protestare, facendo appello innanzitutto ai presidenti delle Camere perché blocchino il «blitz».

A quel punto, se l'emendamento non passasse, il «lodo Conte bis» potrebbe essere inserito nella riforma del processo penale o affidato a un percorso del tutto parlamentare (in commissione alla Camera si stanno discutendo le proposte di FI e Leu sulla prescrizione). Ma i tempi si allungherebbero, prolungando uno scontro politico che anche il premier Conte auspicherebbe di archiviare al più presto. Anche i Dem spingono per chiudere la partita al più presto: la norma nel Milleproroghe sarebbe blindata con la fiducia alla Camera e al Senato. Iv protesterebbe, magari diserterebbe il Consiglio dei ministri sulla riforma del processo penale, ma poi si andrebbe avanti.
In maggioranza c'è però chi cerca ancora di mediare. E spera in un percorso - ma Bonafede resta contrario - che includa un rinvio di sei mesi e poi il confronto in Parlamento. Il Dem Michele Bordo, in mattinata, vede una «marcia indietro» di IV nella scelta di confermare la fiducia al governo. Ma i renziani si affrettano a smentire: non faranno cadere l'esecutivo («Sono gli altri a volerci cacciare») ma potrebbero non partecipare al voto sulla fiducia per manifestare il loro dissenso. Perché, dice Rosato, «l'unica soluzione è il prudente rinvio» di un anno «previsto dal lodo Annibali».

«Non accetteremo mai di diventare grillini. Meno che mai sulla giustizia», sottolinea Renzi, punzecchiando i Dem. E preannuncia che tornerà alla carica al Senato, dove Iv è determinante, con una sua proposta di legge sulla prescrizione. I renziani fanno notare che anche Nicola Gratteri definisce il «lodo Conte bis» sulla prescrizione «una mediazione al ribasso». E non depongono le armi: «M5s e Pd se sono furbi dovrebbero cambiare schema subito, l'emendamento al Milleproroghe non funzionerà e se glielo ammettono protesteremo in ogni sede», annunciano.

Ultimo aggiornamento: 13:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA