GIUSEPPE CONTE

Governo, resa di Conte: ter con Renzi, Pd e M5S spingono il premier

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Marco Conti
Governo, resa di Conte: ter con Renzi, Pd e M5S spingono il premier

Gira, gira, si ritorna al punto di partenza perché i “responsabili” non vengono allo scoperto e le elezioni anticipate sarebbero un disastro per il Paese perché Bruxelles bloccherebbe i 209 miliardi del Recovery Plan, mentre i vaccini arriverebbero con tali difficoltà che immaginare di farci una campagna elettorale sopra sarebbe suicida.

E così, dopo giorni di minacce e tira e molla, i mediatori del Pd - Dario Franceschini in testa - sono tornati a parlare con Matteo Renzi in modo da ricomporre un quadro che permetta a Giuseppe Conte di avviarsi sulla strada del “ter” e di non «andare a sbattere», come profetizzato da Andrea Orlando, giovedì a Palazzo Madama quando i senatori saranno chiamati ad esprimersi sulla relazione del ministro Alfonso Bonafede. 

Ma a spingere Conte a riaprire il dialogo con Renzi in vista di un “ter” è anche il M5S che poco gradisce la conta sul suo capodelegazione e ha dato a Conte 48 ore per tirare fuori i “responsabili” o più realisticamente accettare che si ricomponga la maggioranza con Iv allargandola magari a destra con FI o altri spezzoni di centro. Lo fa capire in maniera chiara Luigi Di Maio che, intervistato a “Mezz’ora in più”, non ci sta a derubricare il voto di metà settimana ad un semplice passaggio parlamentare. «Il voto sulla relazione Bonafede è un voto sul governo», dice Di Maio che poi posta sui social una foto con il Guardasigilli. Ma il ministro degli Esteri sbarra anche la strada a possibili «segnali politici», chiesti il giorno prima dai dem e da Conte, su un tema, quello della giustizia o più precisamente della prescrizione, che i 5S considerano «indisponibile» perché troppo identitario. E così il tentativo in atto è quello di ricucire con Italia Viva, che è riuscita in questi giorni a respingere gli assalti e le minacce, in modo da trovare un’intesa che permetta a Conte di presentarsi domani al Quirinale per dimettersi e ricevere il nuovo incarico anche sulla base di inequivocabili dichiarazioni politiche dei leader della maggioranza. 

Si segue quindi la strada per aprire e chiudere in poche ore una crisi che di fatto si trascina da settimane e che sta rallentando non poco la costruzione del Recovery Plan come ha ammesso ieri su “La Stampa” il ministro della Politiche Comunitarie Enzo Amendola. I dem vanno quindi alla trattativa dopo settimane di «mai più con Renzi» e di impressionante spinta verso il voto da parte degli ex Pci che ora potrebbero ritrovarsi al governo di nuovo con Maria Elena Boschi. Ma soprattutto dovranno portare a Conte un accordo chiuso su programma e nomi in modo da convincere sia il premier, ma anche il Capo dello Stato, sulla fattibilità di un nuovo governo. 

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Per non dare ragione ad Osvaldo Napoli (FI) che considera Conte «non la soluzione ma il problema» per mettere insieme una nuova maggioranza, il premier si dovrà fare di nuovo concavo e convesso e accettare quel più che probabile ridimensionamento che gli permetterà comunque di restare a palazzo Chigi per un terzo governo con una terza e diversa maggioranza. Se il quadro riuscirà di nuovo a comporsi l’avrà vinta quella parte del Pd che ha sempre chiesto di andare a vedere le carte di Renzi che ufficialmente non ha mai posto il veto su Conte anche se per molti era quello l’obiettivo finale dell’ex segretario del Pd che ha faticato non poco per tener compatti il partito e i gruppi. Alla pattuglia parlamentare dem, sempre contraria al voto anticipato, e da tempo critica nei confronti di Palazzo Chigi, si sono aggiunti i ministri che hanno spinto Zingaretti, segretario del Pd, ad autorizzare un tentativo che rinvia ad altra data l’idea di “asfaltare” Renzi alleandosi con l’avvocato del popolo. D’altra parte la crisi nelle maggioranza va avanti da troppo tempo per nasconderla ai mercati e a Bruxelles. 

Trovare una nuova intesa anche solo per rimandare il regolamento di conti a tempi migliori è il minimo che il Paese si attende. 

Ultimo aggiornamento: 11:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA