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Ahmed Joudier, la Procura: «Costretto a uccidersi». La mamma: «Qualcuno degli amici sa»

Mercoledì 27 Aprile 2022
Ahmed Joudier, la Procura: «Costretto a uccidersi». La mamma: «Qualcuno degli amici sa»

Mamma Latifa non ha dubbi: «Qualcuno degli amici sa qualcosa sulla morte di mio figlio». Lo dice il giorno dopo il ritrovamento del corpo del ragazzo Ahmed Joudier, il 15enne padovano di origini marocchine trovato morto nel Brenta ieri mattina. «Era un bravo ragazzo - insiste la donna - non aveva a che fare con la droga». Nel frattempo in Questura a Padova stamane hanno sfilato gli amici del ragazzino, ai quali gli investigatori stanno chiedendo se l'adolescente aveva ragioni per togliersi la vita o, viceversa, per essere ucciso da qualcuno con i quali poteva avere dei conti in sospeso. Su questo fronte continua l'esame del cellulare di Ahmed, ritrovato da uno straniero sulla passerella del fiume Brenta nel quale poi è stato recuperato il suo cadavere. 

Ahmed Jouider, ritrovato morto nel Brenta. A settembre lì morì un altro ragazzo. L'ombra di una banda che spinge i giovani a uccidersi

L'autopsia

Il pm Andrea Girlando ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio per la morte di Ahmed. Inizialmente il fascicolo era aperto per sequestro di persona, il cambio di ipotesi di reato consentirà alla Procura di poter fare l'autopsia sul corpo del ragazzo probabilmente già domani o venerdì. Il dottor Andrea Porzionato, che ha fatto un primo esame esterno sul corpo del ragazzo la mattina del ritrovamento sul fiume, non ha trovato segni di colluttazione o violenza, nessun segnale che lasci intendere che il ragazzo, prima di finire del fiume, abbia opposto resistenza a qualcuno, ma sarà l'autopsia a stabilire l'ora del decesso con esattezza, e a chiarire le cause della morte. 

Il mistero dell'audio

Ahmed è uscito di casa giovedì scorso poco prima delle 22 a bordo di una bici rossa. Ha detto alla madre e alla sorella che sarebbe andato al patronato e che voleva loro bene. Poi ha mandato un messaggio alla ex fidanzata riferendole di aver paura per la sua incolumità, qualcuno lo minacciava. Dalle 24 di quella sera il cellulare risultava staccato: è stato trovato da un passante proprio la sera della scomparsa e l'uomo ha messo la propria sim. 

A settembre la morte di un altro giovane 

A settembre Henry Amadasun, ragazzo di 17 anni venne ritrovato morto sul Brenta  dopo che per 24 ore aveva fatto perdere le sue tracce. proprio come Ahmid. E il padre di Henry non crede al suicidio del figlio. E meno ancora a quello del giovane Ahmed. «C'è qualcosa che non torna! Non è una coincidenza. Devo fare tutte le indagini perché non è possibile che due ragazzi, quasi della stessa età, muoiano nello stesso punto e nelle stesse circostanze misteriose». Henry e Ahmed, 17 e 15 anni; entrambi nati in Italia. Tutti e due studiavano a Padova e vivevano vicini tra loro, separati proprio da quella passerella maledetta. E tutti e due sono stati trovati morti sul fondo del Brenta, nello stesso punto. Appena saputo della scomparsa del giovane 15enne, Evans ha chiamato l'avvocato che li sta seguendo, Marcello Stellin, per confidargli le sue paure e per rinnovargli i dubbi che ancora avvolgono la tragica scomparsa di Henry.

 

Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 17:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA