Lanciati satelliti Cheops e Cosmo Skymed, doppia sfida italiana allo spazio: segui diretta tv

Mercoledì 18 Dicembre 2019 di Paolo Ricci Bitti

Doppia sfida italiana allo spazio con Cheops e Skymed, lanciato il razzo Soyuz alle 9.54, ora italiana, le 5.54 nella Guyana Francese, Nella notte, nell'area vicina all'Atlantico strappata alla giungla amazzonica, il terreno dello spazioporto di Kourou ha di nuovo tremato quando il conto alla rovescia è terminato. "Lift off" hanno detto al centro di controllo Jupiter mentre il lanciatore si alzava fra nuvole di fumo e fiamme fino a trasformarsi in una cometa che ha solcato il buio attraversando le nubi nere cariche di pioggia. Quattro minuti dopo il distacco dei quattro booster che come raggi di una stella si sono allontanati dal razzo che proseguiva la salita a 28.800 chilometri orari verso i 620 chilometri di altezza. Subito cancellata la delusione, sempre da mettere in conto, del blocco del lancio  avvenuto ieri.

L'Italia è di nuovo  in prima fila nello spazio e con due affascinanti orizzonti speculari: da una parte la superficie della Terra, che sarà osservata con stupefacente precisione altezza grazie agli strumenti del primo satellite Cosmo SkyMed di seconda generazione, e dall'altra gli oltre 4mila esopianeti (pianeti extrasolari potenzialmente simili al nostro) distanti da centinaia a migliaia di anni luce che finiranno nel mirino del potente satellite-telescopio Cheops (Characterising Exoplanet Satellite).

Due sfide in cui l'eccellenza della rete delle aziende aerospaziali e degli scienziati degli enti e delle università dell'Italia, coordinati da Esa e Asi, ha permesso di nuovo di primeggiare in fase di progettazione, realizzazione e messa a punto di strumenti attraverso i quali fare avanzare la conoscenza di temi vitali per il futuro dell'uomo a cominciare dalla tutela della Terra.

Alle 10.29 la conferma che tutto stava filando liscio: i segnali acquisiti dalla stazione di terra del Fucino confermano che attualmente che ha raggiunto la sua orbita polare eliosincrona dove, prima di essere operativo, sarà sottoposto ai test previsti in orbita. Al termine di questa fase, Cosmo-SkyMed SG diventerà il quinto satellite operativo della costellazione, il cui primo lancio è avvenuto nel giugno del 2007.

 

 


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Il razzo lanciatore Soyuz


Cosmo SkyMed
 

 


Cheops

Il lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha portato in orbita il primo satellite della seconda costellazione del programma per l'osservazione della Terra Cosmo SkyMed, il programma duale nato dal protocollo d'intesa firmato nel maggio 2007 dai ministeri della Difesa e dell'Istruzione, Università e Ricerca per essere utilizzato per l'80% a scopi civili e per il 20% a scopi di difesa e gestito dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). A bordo anche i satelliti dell'Esa Cheops, destinato a individuare i pianeti esterni al Sistema Solare che potrebbero ospitare la vita, e il piccolo Ops-Sat, che contiene il più potente computer mai andato in orbita e progettato per sperimentare software, più i mini satelliti del Centro per la ricerca francese (Cnes) Eye-Sat, progettati da studenti per ricerche in astronomia e il dimostratore tecnologico Angels (Argos Neo on a Generic Economical and Light Satellite)..

L'AGENZIA SPAZIALE ITALIANA

“La nuova generazione dei satelliti COSMO-SkyMed permette al nostro Paese di confermare – sottolinea il presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia - un’eccellenza tecnologica Italiana, riconosciuta a livello mondiale. La nuova generazione rafforzerà la leadership del nostro Paese nel settore dell’Osservazione della Terra da satellite e dei suoi servizi ed applicazioni, quale efficace strumento di crescita economica e benessere sociale. La nuova generazione COSMO-SkyMed sarà caratterizzata, grazie ai significativi investimenti dell’ASI e della Difesa Italiana, da nuove funzionalità, migliori prestazioni e maggiore flessibilità di utilizzo. Il successo di questo primo lancio della seconda generazione di satelliti COSMO-SkyMed è un importante passo volto a garantire la continuità e il consolidamento di una straordinaria infrastruttura unica al mondo capace di garantire i più sofisticati servizi di monitoraggio e osservazione del nostro pianeta”.

I satelliti COSMO-SkyMed di Seconda Generazione rappresentano lo stato dell’arte nel settore dei radar ad apertura sintetica, in grado di garantire alte prestazioni ed affidabilità uniche nel panorama internazionale. Il nuovo sistema di controllo d’assetto, la possibilità di acquisire i dati in quadrupla polarizzazione, il raddoppio dei moduli di trasmissione e ricezione, sono solo alcuni esempi delle innovazioni introdotte dalla nuova generazione, sia dal punto di vista tecnologico sia dal punto di vista delle modalità operative. Tali innovazioni permetteranno una maggiore capacità operativa e nuovi e più efficaci servizi ed applicazioni a favore di una vasta utenza istituzionale e commerciale. Al primo COSMO-SkyMed di Seconda Generazione si affiancherà tra circa un anno il secondo satellite, che sarà lanciato con il vettore europeo, a leadership Italiana, VEGA C.

COSMO-SkyMed di seconda generazione rappresenta un grande primato Italiano, realizzato da Thales Alenia Space Italia e Telespazio, con la significativa partecipazione di Leonardo e di un consistente numero di piccole e medie imprese Italiane.

La costellazione COSMO-SkyMed garantisce da oltre dieci anni un servizio, unanimemente riconosciuto in ambito internazionale, ormai essenziale per la gestione delle emergenze, per il monitoraggio ambientale e per la sicurezza nazionale. Con l’avvio della seconda generazione, l’Agenzia Spaziale Italiana ed il Ministero della Difesa confermano per il futuro il loro impegno a garantire alla comunità nazionale la continuità dei servizi già disponibili, oltre ad introdurne di nuovi, per la gestione del territorio e la prevenzione dei disastri, per la sicurezza nazionale, per la protezione dell’ambiente e del patrimonio archeologico, per la gestione delle infrastrutture, ed in generale per la cura del nostro pianeta.

Una volta rilasciato il satellite COSMO SkyMed di seconda generazione, l’ultimo stadio Fregat del Soyuz porterà la sonda europea CHEOPS (CHaracterising ExOPlanet Satellite) nella sua orbita eliosincrona alla quota di circa 700 chilometri. CHEOPS è un osservatorio dell’Agenzia Spaziale Europea dedicato alla caratterizzazione di pianeti potenzialmente simili alla Terra - già precedentemente individuati - ed orbitanti attorno a stelle della nostra galassia. CHEOPS, attraverso la misura delle deboli variazioni di luminosità delle stelle dovute al passaggio dei propri pianeti, sarà così in grado di rilevare le dimensioni dei pianeti stessi, consentendo, anche sulla base della loro massa, di caratterizzarne la natura gassosa oppure rocciosa.

La missione CHEOPS è una partnership tra la Svizzera e il programma scientifico dell'ESA, con importanti contributi da Italia, Austria, Belgio, Francia, Germania, Ungheria, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito. Il telescopio di CHEOPS, progettato dai ricercatori dell’INAF di Padova e Catania e realizzato, grazie al supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, da Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space Italia - è basato su di un riflettore molto compatto ed ottimizzato per misure fotometriche ad altissima precisione. L’Italia ha un ruolo anche nel team scientifico internazionale, con la partecipazione dei ricercatori degli Osservatori INAF di Catania e Padova, e dell’università di Padova.

LA SCHEDA DI LEONARDO
Il satellite CHEOPS (Characterising ExoPlanets Satellite) dell’Agenzia Spaziale Europea potrà scrutare lo spazio alla ricerca di pianeti simili alla Terra grazie a sofisticati “occhi” progettati e costruiti da Leonardo. Il telescopio spaziale di CHEOPS, su commissione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è stato progettato e costruito nello stabilimento Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze), dove ingegneri, fisici e tecnici specializzati hanno realizzato lo strumento secondo i requisiti definiti dai ricercatori INAF di Padova e Catania (OAPD e OACT), in collaborazione con l’Università di Berna. In particolare, Leonardo, insieme al contributo di piccole e medie imprese, ha curato la realizzazione del sistema ottico del telescopio, basato su specchi asferici, e dell’ottica di collimazione sul piano focale (specchio e lenti). Il telescopio è ottimizzato per misure fotometriche ad altissima precisione. Lo specchio primario misura 320mm di diametro e l’assieme risultante è molto compatto (la lunghezza del tubo ottico principale è di soli 300mm) per limitarne la massa e gli ingombri. Lo stabilimento Leonardo a Campi Bisenzio vanta una lunga storia di eccellenze nella realizzazione di strumenti per l’osservazione della Terra, tra cui strumenti elettro-ottici altamente tecnologici.

La fornitura Leonardo del telescopio di CHEOPS conferma la leadership nel campo dell'ottica raggiunta in questi anni dall’azienda e dalla comunità scientifica italiana. Altro esempio di tale primato, è rappresentato dalla camera iperspettrale più potente al mondo, lanciata a bordo della missione PRISMA (ASI) lo scorso marzo. CHEOPS, che opererà su un'orbita eliosincrona a un'altitudine di 700 km, indagherà sulla natura dei pianeti extrasolari più grandi della Terra e più piccoli di Nettuno. Sarà la prima missione scientifica a studiare da vicino, per almeno tre anni e mezzo, i sistemi solari già conosciuti, scrutando con estrema precisione ed accuratezza le caratteristiche dei loro pianeti. La tecnica utilizzata è quella dell’osservazione del transito degli esopianeti davanti alle loro stelle. Grazie al telescopio di Leonardo, CHEOPS riuscirà infatti a osservare e misurare con altissima precisione i pianeti che, girando intorno a stelle brillanti (magnitudine da 6 a 12), ne attenueranno per brevi periodi la luce. La tenue fluttuazione di luce osservata permetterà di calcolare con accuratezza la massa e le dimensioni del pianeta, raccogliendo quindi informazioni fondamentali per studiarne la struttura, per esempio se rocciosa o gassosa. CHEOPS permetterà quindi di approfondire la nostra comprensione di mondi lontani, ad oggi, ancora sconosciuti. 
 

Ultimo aggiornamento: 17:21 © RIPRODUZIONE RISERVATA